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Melito Futura & Melito Futura, un anno dopo, ma il pastore Russo è pronto a cercare la pecorella smarrita

L’auditorium dell’ex Mercato Coperto, si è riempito di cittadini, di ogni sesso, ceto sociale ed età, ma anche di diversa estrazione  politica (partitica), per ascoltate in “vivavoce” il redde rationem del capogruppo Enzo Russo e dei consiglieri Mario Iaria, Giuseppe Meduri e Giovanni Putortì. I debiti del Comune, si aggirerebbero intorno ad un paio di decine di milioni. Il rischio dissesto, non è uno slogan od una bufala. Enzo Russo lancia una ciambella di salvataggio, se il naufrago… riesca ad afferrarla
“MELITO FUTURA”, IL BILANCIO DI UN ANNO DI ATTIVITÁ POLITICO-AMMINISTRATIVA, QUELLA BUONAM SANA USANZA DI RENDICONTARE ALLA CITTÁ ED AL MONDO
Ha introdotto i lavori l’avvocato Pasquale Pizzi, responsabile del sodalizio omonimo, con sede sulla via Roma, che ha moderato gl’interventi. Al microfono subito dopo gli oratori ufficiali, altri cittadini, che hanno chiesto la parola, ecco la grossa novità. Tra cui Luigi Palamara, Lorenzo Stelitano, Cesco Iachino ed il consigliere di minoranza Totò Minniti
Domenico Salvatore


MELITO  PORTO SALVO (Reggio Calabria)- Redde rationem della minoranza alla città. Si è visto mai?!?!Un consuntivo a tutto campo; un anno di vita, tra attese e speranze. E si è visto mai, la cittadinanza, partecipare massicciamente ed apportare le sue idee?!?! Il segno della maturazione, della consapevolezza, della presa di coscienza? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma il cronista, ha il dovere di cogliere i segnali di cambiamento che emergono dall’ abisso dell’apatia tipica e di rimbalzarli sui canali d’informazione; sugli organi della comunicazione. Poi, sarà il lettore sovrano, a tirare le somme. Fuori del ‘Mercato ( S)Coperto’, il capriccioso ‘Barbabianca’ soffia spifferi siberiani. Le ‘formiche argentine’ imbacuccate nei loro pastrani, tabarri e paltò, se infagottati dentro capienti giacconi e giubbotti, sormontati da cappelli, sciarpe, ‘lupetti’, guanti e scarpe invernali, in fretta, s’infilano nel cancelletto e vanno a conquistare in fretta lo scranno. Nel parterre, ancora asciutto, ma stasera non piove, si accende il dibattito dei preliminari. L’occasione, utile per rivedersi e scambiarsi un saluto affettuoso; per confrontarsi. Il conciliabolo tra cittadini in questa specie di agorà, se non di arengo, fa da sfondo al prologo dell’avvocato Pasquale Pizzi  presidente dell’associazione-movimento “Melito Futura”, entità diversa dal gruppo consiliare, sebbene omonima. Un preambolo per introdurre i relatori ufficiali, Enzo Russo, Mario Iaria, Giuseppe Meduri e Giovanni Putortì. Davvero efficiente e funzionale il prologo del professionista melitese, figlio d’arte.

La serata, ha assunto una veste scorrevole e chiara, forse anche piacevole. I cittadini, gongolavano ed ardevano dalla curiosità di capire, se quanto avevano percepito, corrispondesse a verità. Certamente, non i trenta milioni di debiti contratti dal Comune, propagandati sul Corso o nel Lungomare e perfino nei crocicchi o al bar degli amici, meglio dei social network, tipo Facebook e Twitter; se non Second Life e My Space. Se ne parla e se ne discute tranquillamente, nei ritrovi alla moda, nei supermarket, sul treno, in pulman e nelle scuole. Anche perché, gli scioperi a catena di sant’Antonio, stanno movimentando la città: dipendenti ospedalieri, dipendenti comunali, dipendenti ASED, dipendenti Rinascita,  dipendenti della Comunità Montana, scuole cittadine. Quasi tutti, si sono impennati per lo stipendio; con annessa Tredicesima. Ma lo tsunami, sta sbatacchiando la città di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio, da una parte all’altra, dalle fondamenta. Quasi scuotendola, se non sradicandola da quella scomodo posizione-concezione abulica, indolente, apatica, pigra ed inattiva secolare, ancestrale ed atavica, che la caratterizza, sin dall’Era Quaternaria e la tiene ingessata. Forse, nemmeno i venti milioni di debiti, frutto di bufalate populiste e popolane, sono vere. Gonfiate ad arte

Tuttavia, la voragine reale dovrebbe corrispondere ad una cifra non lontana. Il Comune, osservano qualificati addetti ai lavori e l’opposizione tuona dentro la “Casa Rosada”, non è un pozzo di San Patrizio! Non può spendere e spandere più di quanto in realtà incassi. L’incasso ‘sulla carta’ infatti, è cosa ben diversa dall’incasso vero. Su questa litanìa, si sono mossi i “Quattro dell’Ave Maria”, da ‘Palazzo San Giuseppe’ al Mercop; ed hanno ‘vomitato’ addosso all’uditorio scioccato ed inebetito, cinque minuti di paurose cifre, da film di Alfred Hitchkoc, se non Dario Argento; da far saltare il tappo della valvola mitralica; da provocare un reflusso esofageo. In Consiglio Comunale è stato detto con diverse sfumature, che nemmeno il 50% dei cittadini, paghi le tasse. E non era una provocazione. Noi, speriamo  che ciò sia una bugìa; che non corrisponda al vero. Niente, in confronto al brutto quarto d’ora, che si prepara a vivere la cittadina degli Alberti da Messina ( o da Firenze), qualora la danza delle cifre (negative, ma non misteriose), per niente arcana, avesse un fondo di verità. Un dialogo proficuo, produttivo ed efficace, quello del Mercop, che si è snodato in maniera ordinata ed armonica. L’uditorio, sprofondato nelle comode poltroncine, ha mostrato di gradire la convention; ed è rimasto incollato come il tip-top, sino alla fine. Sono andati tutti a stringere la mano dei protagonisti della vita politica melitese. Russo & company in sostanza, hanno sciorinato le cifre, che hanno spinto (negli anni), il Comune sull’orlo del baratro del dissesto. Non è una caccia alle streghe. Non si cercano capri espiatori a tutti i costi o vittime sacrificali alla Isacco. L’attuale Sindaco, è stato detto, ha ereditato (in grossa parte) lo sfascio; sebbene ci stia mettendo del suo.

Russo, nella parte di ‘Dente Avvelenato’, ha dissotterrato l’ascia di guerra e cavalca sul suo mustang, lungo il sentiero della battaglia, à la guerre, comme à la guerre, intende  esercitare il mandato assegnatogli dal popolo. Cioè la verifica ed il controllo degli atti pubblici. Un guardiano del faro, una specie di Caronte per controllare il  traghettamento della navicella scossa dai venti della crisi economica centrale e dalla tempesta delle molte uscire e poche entrate locali. Ma Russo, che possiede un cuore ed un’anima, non getta l’acqua sporca col bambino dentro, né lancia sassi in piccionaia; ha lanciato una ciambella di salvataggio, all’attuale maggioranza, sull’orlo di una crisi di nervi. Figura tra quelli che ‘veramente’amino la cittadina ed i Melitesi. Bisognerà vedere, se qualcheduno, andrà a Canossa si con il capo cosparso di cenere. Melito Futura, vuole diventare un Movimento concreto e duraturo e trascinare la collettività, come il Pifferaio Magico, su un percorso virtuoso di pace e bene, e prosperità; nell’alveo della libertà e della democrazia. Sono valori morali ed ideali validi o zavorra da buttare alla fiumara? Intanto, ha superato l’anno di vita e in tanti, hanno formulato gli auguri. Compreso il giornalista Luigi Palamara, premiato con il “Pericle d’oro’, anima di questo giornale. L’occasione, per redarguire gli spendaccioni con le mani ‘bucate’. Per ricordare, che in tempi di vacche magre, spighe vuote, austerity e congiuntura economica, la parola ‘risparmio’, non sia un optional, ma la regola. Palamara, ha risposto ad Enzo Russo, che sogna una stampa libera; con la schiena dritta, come indicarono in illo tempore, anche papa Wojtyla ed il presidente Ciampi. Stampa libera, non è sinonimo di ‘giornalista prezzolato’. Al contrario, presuppone, che non vi siano legami, lacci e lacciuoli di nessun tipo; economico o ideologico, che sia.

Palamara, ha ricordato a se stesso, che la testata “Melito” (on line), di cui è co-fondatore, non abbia mai beccato un quattrino pubblico in sei anni.  Il ‘roccaloro’, non ha lesinato un paio di frecciatine al curaro. Una, anche contro il presunto Ufficio Stampa, costato un occhio della testa, che non passa mai un comunicato. Un’altra, contro i contratti-capestro, che alla lunga, potrebbero portare il Comune verso la scarpata. Hanno portato un contributo alla discussione, l’ex sindaco di Roghudi, Lorenzo Stelitano che ha offerto la sua disponibilità al dialogo ed al confronto sui temi e sui problemi. E l’attuale capogruppo di “Diritti & Libertà”, Totò Minniti, che nel frattempo, ha lasciato l’IDV, con cui si era candidato a sindaco di questa città. Un intervento breve, sintetico, asciutto ma pungente, quello dell’ingegnere Mario Iaria, nobile figura di militante comunista, che ha scritto tante indelebili pagine di storia politico-amministrativa di questa cittadina. Un Grilloparlante, che ha scoperto il segreto dell’eterna giovinezza. Un personaggio senza tempo, ingiustamente relegato sui banchi dell’opposizione. Anche l’ingegnere Peppe Meduri, raccoglie ben poco; una miseria, rispetto al potenziale enorme; rispetto alle capacità, alle qualità che molti gli riconoscono. Un po’ per il suo temperamento, che lascia poco o niente alla diplomazia. Macigni  grandi e grossi, come quelli delle gole della Monument Valley dove Wile E. Coyote sperimenta di tutto per catturare Beep Beep,

Gl’interventi, non sono morbidi e soffici, come la neve, che fiocca in Val Gardena od a Madonna di Campiglio. In definitiva, l’elemento caratteristico di questi rendez vous con gli elettori è legato alla trasparenza e legalità. Sebbene, emergano altri fattori. Per esempio la frattura con un passato nebuloso, offuscato e caliginoso. Per non dire dominato dal si dice e non si dice. Ma non chiamatela omertà. Questo, a nostro avviso, è il vero motivo di fondo della scarsa partecipazione del cittadino (ansioso di conoscere i meccanismi che governano la cosa pubblica) ai momenti della vita pubblica e politica. Disamore che nasce anche dal linguaggio austero, rigido e severo del politichese. L’elettore gradirebbe invece un  dialogo a portata di tutti gli orecchi, semplice, alla mano, chiaro e diretto. Il movimento ‘Melito Futura’ ed il gruppo consiliare ‘Melito Futura’, stanno realizzando una rivoluzione copernicana, ma non è utopia:il cittadino al centro dell’interesse e dell’attenzione. Nei sondaggi d’opinione spiccioli, l’indice di gradimento s’innalza e s’impenna come il Machu Picchu; e vola letteralmente. Se si votasse oggi, vincerebbe a man bassa. Non occorre, che la Pizia, in nome di Apollo, pronunzi un responso dell’oracolo di Delfi. Benchè questo, sia il senno di ‘poi’.Tanta gente, nonostante il freddo polare, che non ha niente da invidiare, a quello di Cortina d’Ampezzo, la dice tutta. I giornali cartacei ed anche quelli on line, hanno dato poco spazio alle sue iniziative. Irridente, burlante e dileggiante. Qualcheduno, addirittura non ha inteso pubblicare nemmeno un rigo. Un silenzio assordante, che rompe i timpani. La linea editoriale, non c’azzecca niente.

Semmai, vien fuori, tanto per cambiare, un boicottaggio squallido, che offende l’etica ed il pudore, se non la dignità e l’intelligenza. La misura, del tipo e dello spessore d’informazione parziale, che aleggia sulla Riviera della Zagara. Non certo la comunicazione libera, autonoma, indipendente, obiettiva, equilibrata, a cui allude Russo; che tuttavia, già in campagna elettorale aveva avuto l’esatta percezione dello scarso spazio a lui riservato; spesso, senza lo straccio di una fotografia. Non stiamo difendendo il capogruppo di Melito Futura. Non lo facciamo per principio. Ma poi, non ne ha bisogno. L’avvocato Russo dispone di arringhe efficaci e funzionali e di grinfie più affilate del condor delle Ande. Come abbiamo visto in Consiglio Comunale. Finalmente, una minoranza degna di questo nome; che, non starnazza come un gallinaccio spennacchiato; che, concede poco alla platea e sa essere concreta e seria. Esercita il mandato popolare, che le ha assegnato l’elettore sovrano, senza ritiri in Aventino; casomai, con disciplina e senso del dovere. Un economista, ecco di che cosa aveva bisogno, il Comune di Melito, per uscire fuori dalle secche, della crisi nera. Questa è anche la nostra opinione sic et simpliciter. Non pretendiamo che venga spacciata per verità. ‘U ‘mmucciuneddhu, viene smascherato sistematicamente.

Se dovesse cadere l’attuale compagine amministrativa, l’elettorato melitese, avrebbe l’occasione per riparare all’errore commesso. L’opportunità di eleggere il sindaco giusto, al posto giusto, che ha dimostrato e dimostra tutti i giorni di avere le ide chiare e soprattutto dimestichezza con l’economia reale. Un contributo alla discussione, lo ha portato anche Maria Aloi, parte integrante del movimento. Un tocco di femminilità, che non guasta mai, specialmente in politica. Ma nel movimento politico di ‘Melito Futura, c’è spazio e posto per tutti gli ‘homines bonae voluntatis’. Un gradito ritorno alla politica, all’agone, salutato con entusiasmo di personaggi che hanno ‘dentro’ l’ardore giovanile e l’esperienza dei veterani. Gli esperti di politica, hanno macellato il vitello più grasso, per il ritorno del figliol prodigo, alla casa del padre Domenico Salvatore

























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