Editors Choice

3/recent/post-list

La vittoria di Pirro dei detrattori della mediazione

Negli ultimi giorni si sono succedute notizie frenetiche e falsi
scoop sul comunicato stampa della Consulta, che ha rilevato "un
eccesso di delega" del comma 1 art 5 del D. Lsg 28/2010, il quale
"obbliga" i cittadini ad esperire per alcune materie il tentativo di
mediazione, causa improcedibilita' al giudizio ordinario (ricordiamo
che la norma restera' in vigore fino alla data della pubblicazione
sulla G.U della delibera della Consulta).

"E' una vittoria di Pirro - dice Pecoraro, presidente
dell'associazione nazionale per l'arbitrato e la conciliazione -
perche' per raggiungere questa vittoria e' stato pagato un prezzo
cosi' alto da rendere quasi inutile se non dannosa la battaglia
fatta".

L'esultanza di tanti (che rasenta il ridicolo per chi è mestro del
diritto) per la delibera della Consulta puo' essere facilmente
smorzata dalla disamina degli atti processuali e del comunicato
stampa della Consulta stessa.

Il 23 e il 24 ottobre scorsi dalla stessa Corte e dagli stessi
Magistrati sono state tenute due udienze: nella prima udienza
pubblica si e' discusso se dichiarare l'incostituzionalita' degli
art. 3, 24 e 102 della Costituzione; nella seconda, svolta in Camera
di Consiglio, si e' discusso invece "dell'eccesso di delega".

E' a conclusione di questa seconda udienza che e' stato emanato il
comunicato stampa. Per cui non si e' trattato, come molti affermano,
di una svista, ma di una chiara posizione dei Giudici costituzionali
"sull'eccesso di delega" e non sulla incostituzionalita' dell'intera
legge 28/2010".

"Il dato importante – afferma Pecoraro - e' che nella prima udienza,
quella cioe' relativa al ricorso per l'incostituzionalita' degli
articoli 3, 24 e 102 sono state rigettate le motivazioni degli ordini
professionali.

Non solo. Sempre piu' fermo e' il mio convincimento che la Consulta
nel riconoscere una netta separazione tra obbligatorieta' della
mediazione ed eccesso di delega abbia posto un punto fermo: la
mediazione e' l'unica medicina idonea a deflazionare i procedimenti
a venire e pendenti.

Questa e' una ulteriore fonte giurisprudenziale che arricchisce il
novero delle sentenze in tema di obbligatorieta' della conciliazione,
ormai tutte a favore del concetto europeo del libero esercizio della
sovrana volonta' dei cittadini di cui all'art. 111 della Costituzione
(giusto processo).

I mediatori per principio deontologico sono portati a mediare. Se
continua questa degrinatoria campagna di stampa contro la mediazione
non vorremmo essere costretti a presentare noi un ricorso contro
l'incostituzionalità della norma che prevede nella riforma forense
l'obbligatorieta' dell'assistenza degli avvocati per quanto riguarda
gli arbitrati e la mediazione. "Queste si' che sono norme contro i
cittadini e contro la Costituzione".

"Si dice - conclude Pecoraro - che e' stata creata una lobby degli
organismi di mediazione. Condivido pienamente. Basta, infatti,
scorrere l'elenco degli organismi di mediazione iscritti nel registro
tenuto presso il Ministero di Gustizia per rendersi conto che la
maggior parte di questa lobby è costituta da organismi pubblici.
Se poi teniamo conto che in molti organismi privati figurano
iscritti tanti mediatori facenti parte di organismi pubblici è facile
intuire che c'è una categoria che combatte contro se stessa e contro
i propri iscritti". Non è un caso se "casta" e "lobby " sono figli
appartenenti alla stessa madre.

Posta un commento

0 Commenti