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La replica di Comi a Romeo



L'Avvocato Francesco Comi replica alla nota dell'avvocato Oreste Romeo

In relazione alla nota sulla falsariga degli ‘slogan ad effetto’ inviata ‘a mezzo mondo’ (Obama e Merkel dove li mette?) dal personaggio che, a differenza del maldestro e stonato riferimento al sottoscritto quale ‘solista’ del mondo professionale reggino, appartiene, al contrario, notoriamente ad un ‘coro’ di orchestra stonato, mi corre l’obbligo replicare.

Reggio Calabria 3 novembre 2012 - Anzitutto, si informi… parafrasando il grande Totò. E poi, suvvia, chi scrive, nel bene e nel male, a torto o a ragione, ci ha sempre messo la faccia, nè le manda a dire. Nel mentre, il succitato personaggio, divenuto improvvisamente ‘noto’ quale professionista del mondo professionale reggino, in età alquanto matura, per ‘miracoli ricevuti’, blatera ed assurge a giustiziere a mezzo di comparsate e per interposte persone.

Avv. Francesco Comi
Se non fosse stato per l’infelice ed offensiva ‘stonatura’ che si commenta da sola non avrei dato molto peso, ritenuto, peraltro che, compreso il sottoscritto, credo il comune cittadino abbia capito ben poco di quanto contenuto dal ‘comunicatore’. Invero il proprio pensiero si è limitato ad un’analisi critica e non certamente offensiva nei confronti del sindaco Arena, che non necessita di siffatte difese d’ufficio, interpretando il pensiero della quasi totalità della città che certamente non si sente rappresentata dal ‘carneade’ estensore della nota. Se leggesse bene i quotidiani, anche nazionali, seguisse i dibattiti televisivi e facesse uso di qualche buon libro di storia reggina, capirebbe che non si tratta di ‘generazioni’ bensì di ‘modus vivendi ed operandi’, e come la critica del ‘solista’ sia in ottima compagnia.

E’ da chiedersi cosa abbia non capito o finto di non capire, (propendiamo per la prima ipotesi). Si ribadisce, il Consiglio dei Ministri (non del condominio) non ha inteso ‘sciogliere’ la città (proviamo a telefonare alla Cancellieri?). Cosa ci azzecchino i cittadini, governati e non governanti, solo il nostro ed il ‘coro’ d’orchestra lo sanno. Infine un riferimento storico significativo: allorchè scoppiò la tangentopoli reggina nessuno si sognò di proclamare la ‘vergogna’ e lo ‘stato di calamità’ della città. Se vergogna vi fu, fu quella degli allora protagonisti (comunque alla fine uscitini indenni). Buon segno? Si consoli…

Te capì…detto alla lumbard, in quanto il concetto appariva ed appare del tutto elementare e di comune consenso, tranne che per gli addetti ai lavori, invero, loro, scollegati da quella realtà che si finge di non conoscere e volere ignorare, sotto gli occhi di tutti.


Avv. Francesco Comi

PER CAPIRE LA DISCUSSIONE di seguito le due note che portano a quella sopra.

Commento inviato dall'avvocato Comi il 30 ottobre 2012
Da semplice cittadino e professionista che ha conosciuto e vissuto, con tantissimi altri reggini, la civiltà di una volta, nonché le bellezze di questa città, oggi devastata, che non trova precedenti storici nemmeno nei tempi più bui della tangentopoli reggina, e senza volersi attribuire nessuna coloritura politica, vi è da sobbalzare alle dichiarazioni del Sindaco Demetrio Arena, che preannunciando un ricorso al TAR del Lazio (a spese di chi?) contro la decisione del Consiglio dei Ministri, ne vorrebbe tutelare la dignità dei cittadini offesi! Offesi si, ma non dal Consiglio dei Ministri.
Ma di quale dignità parla il Sindaco? I cittadini dovrebbero sentirsi offesi ed invero, lo sono, non dalla decisione del Consiglio dei Ministri, che anche volendosi ammettere alcune imprecisioni, ha affondato il 'dito nella piaga' su ben altre note responsabilità che non sono attribuibili solo alla mafia, bensì a quanto accaduto sotto gli occhi di tutti.
Il Sindaco, se ritiene, fa bene a ricorrere, ma che non mistifichi 'il sacro con il profano'. Il cittadino comune ed onesto non si sente per niente offeso, per un semplice motivo.
Il Consiglio dei Ministri non ha inteso offendere la città che è composta in larga maggioranza da persone oneste né tanto meno la dignità. Gli 'offesi' se 'offesi' sono i ben noti.
Apparendo elementare il concetto che non ha governato il cittadino, che non è stato 'sciolto', bensì è stato 'governato'. E' ora di finirla con i stereotipi slogan 'chi beve birra campa cent'anni'.
Abbiamo il sospetto che, a tal punto anche il D'Annunzio rivoltandosi nella tomba sarà costretto ritrattare sul 'più bel chilometro d'Italia'.
Avv. Francesco Comi

Commento inviato dall'avvocato Romeo l'1 novembre 2012
Se è legittimo esprimere la propria opinione sugli effetti determinati dall’intervento solutorio subito dalla massima assise elettiva cittadina da parte di un governo cui interessa ben poco del sentimento popolare, sorprende, invece, e neppure poco, che nell’analisi di un “solista” del mondo professionale cittadino sia obliterata la torrenziale indignazione, pubblicamente manifestata, da semplici cittadini, professionisti, imprenditori, commercianti, artigiani, associazioni impegnate nel sociale e tanti altri ancora a causa del loro inconcepibile coinvolgimento nel deficitario impianto della Relazione stilata dal Prefetto.

E dunque, la singolare e bizzarra idea, secondo cui lo scioglimento del Consiglio Comunale non costituirebbe offesa per la Città, rimane nulla di più che una originale teoria coltivata nella sfera individuale, in quanto tale, priva di aggancio con la realtà.

La difesa del tessuto sociale e produttivo cittadino, additato all’opinione pubblica, anche internazionale, all’insegna di atipici sillogismi, e la tutela dell’intera comunità dal marchio infamante generato da immotivati e fuorvianti sospetti, lungi dall’esser contrabbandati per difesa dei soliti noti, incontrano perfetta corrispondenza nelle critiche, saldamente ancorate alle “carte”, che il Sindaco eletto, parlando alla Città, ha formulato all’indirizzo di un provvedimento distante dalla gente, non a caso assunto da un governo ancor più distante dalla gente.

Semplici quanto velleitarie voci nel deserto non sono in grado di porre in seria discussione il senso di responsabilità istituzionale del quale Demetrio Arena, simbolo di competenza, dinamismo e modernità, ha dato quotidiana ed autorevole dimostrazione nell’impegno pubblico al quale è stato voluto dalla gente.

P.S. Al “solista” dichiaratosi nostalgico della civiltà e delle bellezze di una volta, forse è il caso di chiedere, anche a nome della mia generazione, quale Città, lui ed i suoi amici di un tempo, ci hanno consegnato!

Reggio Calabria, lì 1° novembre 2012   

LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE

Il Coordinatore Provinciale di Reggio Calabria.

Avv. Oreste Romeo.

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