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Dichiarazione del Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, On. Alessandro Nicolò su festa delle Forze Armate

Dichiarazione del Vicepresidente del Consiglio Regionale della
Calabria, On. Alessandro Nicolò.
Il 4 Novembre la Repubblica italiana ricorda la Festa dell'Unità
nazionale e delle Forze Armate, a distanza di quasi un secolo dalla
vittoria contro l'Austria-Ungheria e la riconquistata unità
territoriale nazionale dopo le sanguinose guerre di indipendenza.
E' nostro dovere elevare un pensiero di gratitudine verso quei giovani
valorosi meridionali che accorsero a migliaia sotto il Tricolore per
difendere il suolo nazionale e la dignità dello Stato. Molti di loro
non tornarono più ai loro affetti, alle famiglie, onorando con
l'estremo sacrificio il grande amore per l'Italia.
A quei nostri giovani, dunque, il nostro primo e devoto
ringraziamento, dedicando il nostro impegno per lavorare alfine di
scongiurare conflitti armati e guerre, soprattutto alla luce di quanto
l'Europa ha pagato sulla propria pelle con la seconda guerra mondiale.
In tutti questi anni trascorsi, molto è cambiato nelle dinamiche dei
rapporti internazionali, con la nascita di importanti istituzioni che
finora hanno saputo far prevalere i grandi valori che stanno alla base
della tolleranza e della salvaguardia dell'umanità, anche se c'è
ancora tanta strada da fare, permanendo i numerosi conflitti armati
così detti regionali – penso all'Afghanistan o al conflitto
israelo-palestinese – a cui ancora non si riesce a dare soluzioni che
siano rispettose delle parti in causa e per garantire i diritti delle
popolazioni a vivere in assoluta tranquillità e prosperità.
L'Italia, in tutti questi anni, è stata promotrice di significative
iniziative di pace e di mediazione internazionale.
I nostri soldati, autentici difensori della pace, apprezzati da tutte
le popolazioni civili dei paesi e sugli scenari internazionali cui
siamo coinvolti, tengono alto il buon nome del nostro Paese, con
spirito autentico di soccorso e di concreto aiuto, aprendo scuole e
ospedali, offrendo assistenza ai civili.
Di pari passo, questa giornata deve inoltre ricordare ad ognuno di noi
quanto sia prezioso il bene dell'Unità nazionale, con quanto sangue
questo impegno è stato sottoscritto da giovani di ogni regione del
nostro Paese. Perché da Milano a Pantelleria ancora oggi, questo
nostro Paese parla un unico idioma nazionale, si veste di un'unica
bandiera, il Tricolore Verde-Bianco-Rosso, che è anche un baluardo di
protezione per tutto il nostro popolo, un unico popolo che nessun
egoismo di partito può trasformare in piccole patrie, in
macroregioni, in città-stato.
Questo, dunque, oggi, deve restare il nostro impegno, quello di
consegnare ai nostri figli una Italia più grande e forte perché unita,
solidale, capace di rinnovarsi e di guardare al futuro con meno
incertezze per le sue giovani generazioni.

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