CLIMA: GREENPEACE, A DOHA SI PASSI DALLE PAROLE AI FATTI
Roma, 26 novembre 2012- Il cambiamento climatico e' gia'
in atto. Per questo e' urgente passare dalla parole ai fatti. E'
questo l'invito che Greenpeace rivolge ai governi che si riuniscono da
oggi a Doha per la Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sul
Cambiamento Climatico. In particolare, a Doha si decide della sorte
del Protocollo di Kyoto che, per quanto largamente insufficiente, e'
l'unica legittima decisione globale per la limitazione delle emissioni
di gas serra che di recente hanno superato il limite di 390 parti per
milione. Dalla rivoluzione industriale del XVI secolo ad oggi abbiamo
immesso nell'atmosfera 375 miliardi di tonnellate di carbonio.
''E' ora che i governi, compreso quello italiano che promuove il
carbone e le trivellazioni in mare, si diano da fare per rappresentare
concretamente gli interessi delle popolazioni, sempre piu' vittime del
cambiamento climatico, e non quelli delle imprese fossili, dai
petrolieri a chi costruisce centrali a carbone, che di tutto questo
sono responsabili'' dichiara Andrea Boraschi, responsabile della
campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.
Greenpeace chiede che a Doha ci si accordi per un secondo
periodo di impegni, senza permettere che il mercato dei diritti di
emissione si riveli ancora una opportunita' per le aziende di
acquistare a basso costo il diritto di alterare il nostro clima. Ad
oggi sono ancora a disposizione dei grandi emittitori di gas serra
diritti residui per 13 miliardi di tonnellate di Co2, equivalenti a
2,5 volte le emissioni annue dell'Europa.
Negli ultimi cinque anni, l'aumento dell'uso del carbone e' stato responsabile di due terzi dell'incremento delle emissioni globali di Co2 e ormai istituzioni come la Banca Mondiale, la Cia e l'Unep lanciano allarmi molto chiari sui rischi che stiamo correndo. Purtroppo, sottolinea Boraschi, "l'economia mondiale sta accelerando nella direzione sbagliata. Per rimetterla in carreggiata a Doha ci vuole una leadership forte e lungimirante che definisca subito obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra per dare un segnale chiaro agli investitori su quale sara' il sistema energetico mondiale''. Nell'ultima Conferenza delle Parti, a Durban lo scorso anno, si e' deciso di arrivare nel 2015 a un accordo vincolante sul clima; e che si sarebbe comunque andati avanti nella riduzione delle emissioni fino a quando tale accordo non entrasse in vigore, nel 2020. A Doha, secondo Greenpeace, bisogna stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni piu' ambiziosi al 2020 e dare concretezza alle altre decisioni di Durban come il Green Climate Fund che deve essere adeguatamente finanziato per fermare la deforestazione nei Paesi in via di sviluppo. La deforestazione e' responsabile del 20% delle emissioni di gas serra oltre che della perdita di biodiversita', gia' minacciata dal cambiamento climatico.
Negli ultimi cinque anni, l'aumento dell'uso del carbone e' stato responsabile di due terzi dell'incremento delle emissioni globali di Co2 e ormai istituzioni come la Banca Mondiale, la Cia e l'Unep lanciano allarmi molto chiari sui rischi che stiamo correndo. Purtroppo, sottolinea Boraschi, "l'economia mondiale sta accelerando nella direzione sbagliata. Per rimetterla in carreggiata a Doha ci vuole una leadership forte e lungimirante che definisca subito obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra per dare un segnale chiaro agli investitori su quale sara' il sistema energetico mondiale''. Nell'ultima Conferenza delle Parti, a Durban lo scorso anno, si e' deciso di arrivare nel 2015 a un accordo vincolante sul clima; e che si sarebbe comunque andati avanti nella riduzione delle emissioni fino a quando tale accordo non entrasse in vigore, nel 2020. A Doha, secondo Greenpeace, bisogna stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni piu' ambiziosi al 2020 e dare concretezza alle altre decisioni di Durban come il Green Climate Fund che deve essere adeguatamente finanziato per fermare la deforestazione nei Paesi in via di sviluppo. La deforestazione e' responsabile del 20% delle emissioni di gas serra oltre che della perdita di biodiversita', gia' minacciata dal cambiamento climatico.

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