All'udienza in Vaticano era presente il ministro dell'Interno Cancellieri che ha chiesto la benedizione del pontefice per la lotta per la sicurezza e a favore della pace
Ministri e capi delle polizie di tutto il mondo che in questi giorni
hanno preso parte a Roma alla 81° Assemblea generale Interpol, sono
stati ricevuti oggi da Papa Benedetto XVI in Vaticano. All'incontro era
presente il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri che nel suo
saluto ha sottolineato la collaborazione tra i paesi nella lotta «alle
organizzazioni trasnazionali criminali e al terrorismo che causano ogni
anno sofferenze e lutti anche a donne e bambini».
«A lei - ha poi concluso il ministro
Cancellieri - ci rimettiamo con totale fiducia, benedica la lotta per la
pace e la sicurezza».
Il pontefice si è, quindi, rivolto ai
dirigenti e all'intera Interpol esprimendo «gratitudine per la sua
azione, non sempre facile e non sempre compresa da tutti nella sua
giusta finalità», evidenziando la collaborazione che l'Interpol offre
alla Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, specialmente in
occasione dei suoi viaggi pastorali in tutto il mondo.IL DISCORSO DEL MINISTRO
1
Santità,
è con profonda emozione che Le porgo, a
nome del Governo italiano e dell’intera
comunità di INTERPOL il saluto più
reverente.
L’udienza che Ella ha voluto concederci ci
onora e allo stesso tempo testimonia la
Sua grande e ben conosciuta sensibilità
per la pace e la giustizia nel mondo, che
oggi sono messe in grave pericolo dalle
organizzazioni criminali transnazionali e
dal terrorismo.
Infatti, la violenza sistematicamente
praticata dal terrorismo e dalla criminalità
transnazionale causa ogni anno
sofferenze e lutti a milioni di vittime
inermi in tutto il mondo, specialmente a
donne e bambini, e impedisce il
progresso materiale e spirituale di intere
regioni.
2
L’entità della sfida è tale che nessun
Paese, neppure il più potente, può farvi
fronte da solo.
Per questo è necessaria la cooperazione
internazionale.
Padre Santo,
Oggi sono convenuti, al Suo cospetto in
questo luogo sacro, uomini e donne di
tutti i Paesi del mondo, uomini diversi per
lingua, cultura e religione, e tuttavia uniti
e animati da una profonda fiducia in un
mondo meno brutale, più giusto e più
umano.
Accomunati, in altri termini, da un’utopia,
ma da un’utopia, realistica, ragionevole e
possibile, di cui essi recano testimonianza
quotidiana e che, col loro lavoro e
sacrificio, si adoperano per tradurre in
pratica.
Credo pertanto che ai rappresentanti
della comunità mondiale di INTERPOL qui
3
riuniti si attaglino le lucide e lungimiranti
parole del beato Giovanni XXIII, nella sua
storica Lettera Enciclica Pacem in terris
(n.87), sul compito immenso gravante
sugli “uomini di buona volontà… il
compito di ricomporre i rapporti della
convivenza nella verità, nella giustizia,
nell’amore, nella libertà: i rapporti della
convivenza tra i singoli esseri umani; fra i
cittadini e le rispettive comunità politiche
e fra le stesse comunità politiche”.
A Lei ci rimettiamo con totale fiducia e
chiediamo la Sua Apostolica Benedizione
nella nostra quotidiana lotta per la pace,
la sicurezza e la giustizia nel mondo.


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