Il Sindacato Autonomo di Polizia si è mobilitato in tutta Italia, ieri 23 ottobre, nelle piazze di tutti i capoluoghi di regione e quindi anche in Calabria a Catanzaro, la manifestazione costituisce l’inizio di un forte percorso di protesta e dissenso per salvaguardare, in primo luogo, la Specificità della professione.
Il SAP è sceso in piazza assieme alla Consulta Sicurezza (SAP-SAPPe-SAPAF-CONAPO) e alla stragrande maggioranza dei Sindacati della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco – oltre all’adesione dei Cocer – per fare capire ai cittadini che la loro sicurezza è in pericolo, senza una netta e chiara inversione di tendenza delle politiche che, invece, hanno offerto solo tagli indiscriminati in questi anni e portate avanti anche dal Governo dei ‘professori’.
Noi riteniamo che uno Stato democratico che si rispetti non tocca le tre “S” (sicurezza, sanità e scuola) che sono fondamentali per garantire il sereno e quieto vivere dei cittadini; la crisi economica non può e non deve essere un alibi perenne per giustificare razionalizzazioni ingiustificate di spesa, per negare diritti acquisiti, per ridurre le assunzioni e mantenere il personale in servizio fino ad un’età geriatrica, per poi mandarlo a casa con una pensione non dignitosa.
Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo e lo abbiamo partecipato, sia all’opinione pubblica, che al Sig. Prefetto di Catanzaro, che gentilmente ha ricevuto una delegazione della Consulta Sicurezza Calabria dichiarandosi, sin dal principio, vicino alle nostre rivendicazioni, abbiamo, infatti, ritenuto di dover illustrare i disastrosi effetti che sono destinati a provocare i provvedimenti normativi che il Governo si appresta a varare in materia di Sicurezza.
Le dissennate politiche poste in essere dai Governi “politici” sono state infatti stancamente replicate anche dal Governo dei sedicenti “tecnici” che, invece di incidere sui miliardi di euro di sprechi, a più riprese denunciati da tutte le organizzazioni sindacali del settore, ha preferito, ancora una volta, seguire la rotta dei tagli lineari, così aggiungendo macerie alla distruzione.
Noi diciamo ai politici “basta allo spreco di denaro pubblico” pretendiamo maggiore attenzione, non possiamo continuare a subire l’offesa costante e ripetuta alla nostra dignità di donne e uomini in divisa, di Poliziotti che credono nella propria missione, di Professionisti della sicurezza che rischiano la vita e pretendono di essere, quindi, considerati, trattati e pagati come si conviene.
La Sicurezza è in ginocchio, la Polizia italiana è letteralmente a pezzi; in organico ad oggi mancano circa 11mila agenti ma se dovessero andare avanti le manovre previste dalla spending review il rischio è di trovarsi fra tre anni con 20mila poliziotti in meno e con quelli in servizio che avranno superato una età media di 50 anni.
Se si dovesse continuare in questa direzione chiuderanno posti fissi, Commissariati ed anche le Specialità, ci sono carenze incredibili, mancano risorse per i mezzi, per gli straordinari, per le missioni e persino per la pulizia, è dunque la sicurezza dei cittadini che sarà messa a repentaglio; per garantire sicurezza reale non sono sufficienti le passeggiate in città di qualche militare dell'Esercito, noi richiediamo nuove assunzioni, le province calabresi hanno bisogno di più unità organiche di più professionisti della sicurezza, la criminalità non può avere ulteriori vantaggi.
Reggio Calabria 23 ottobre 2012
Segretario Regionale
Michele GRANATIERO
Il SAP è sceso in piazza assieme alla Consulta Sicurezza (SAP-SAPPe-SAPAF-CONAPO) e alla stragrande maggioranza dei Sindacati della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco – oltre all’adesione dei Cocer – per fare capire ai cittadini che la loro sicurezza è in pericolo, senza una netta e chiara inversione di tendenza delle politiche che, invece, hanno offerto solo tagli indiscriminati in questi anni e portate avanti anche dal Governo dei ‘professori’.
Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo e lo abbiamo partecipato, sia all’opinione pubblica, che al Sig. Prefetto di Catanzaro, che gentilmente ha ricevuto una delegazione della Consulta Sicurezza Calabria dichiarandosi, sin dal principio, vicino alle nostre rivendicazioni, abbiamo, infatti, ritenuto di dover illustrare i disastrosi effetti che sono destinati a provocare i provvedimenti normativi che il Governo si appresta a varare in materia di Sicurezza.
Le dissennate politiche poste in essere dai Governi “politici” sono state infatti stancamente replicate anche dal Governo dei sedicenti “tecnici” che, invece di incidere sui miliardi di euro di sprechi, a più riprese denunciati da tutte le organizzazioni sindacali del settore, ha preferito, ancora una volta, seguire la rotta dei tagli lineari, così aggiungendo macerie alla distruzione.
Noi diciamo ai politici “basta allo spreco di denaro pubblico” pretendiamo maggiore attenzione, non possiamo continuare a subire l’offesa costante e ripetuta alla nostra dignità di donne e uomini in divisa, di Poliziotti che credono nella propria missione, di Professionisti della sicurezza che rischiano la vita e pretendono di essere, quindi, considerati, trattati e pagati come si conviene.
La Sicurezza è in ginocchio, la Polizia italiana è letteralmente a pezzi; in organico ad oggi mancano circa 11mila agenti ma se dovessero andare avanti le manovre previste dalla spending review il rischio è di trovarsi fra tre anni con 20mila poliziotti in meno e con quelli in servizio che avranno superato una età media di 50 anni.
Se si dovesse continuare in questa direzione chiuderanno posti fissi, Commissariati ed anche le Specialità, ci sono carenze incredibili, mancano risorse per i mezzi, per gli straordinari, per le missioni e persino per la pulizia, è dunque la sicurezza dei cittadini che sarà messa a repentaglio; per garantire sicurezza reale non sono sufficienti le passeggiate in città di qualche militare dell'Esercito, noi richiediamo nuove assunzioni, le province calabresi hanno bisogno di più unità organiche di più professionisti della sicurezza, la criminalità non può avere ulteriori vantaggi.
Reggio Calabria 23 ottobre 2012
Segretario Regionale
Michele GRANATIERO
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