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Melito Porto Salvo, l'ingegnere Giovanni Marino 'assolve' se stesso e 'condanna' Meduri

Melito Porto Salvo la conferenza stampa del leader di “Melito cambia”  
L’INGEGNERE GIOVANNI MARINO ‘ASSOLVE’ SE STESSO E ‘CONDANNA’ MEDURI
Domenico Salvatore


Invidia, gelosia e vendetta come nel romanzo “Cime tempestose”,
di Emily Brontë non sembrano azzeccarci in questa storia, tuttavia non può passare in sottofondo, sottordine e sottosilenzio, quel che sta accadendo in sole due settimane o tre di vita politico-amministrativa post elezioni. Ma in effetti  la comunicazione ha funzionato. Anche troppo. E non sempre a proposito. Anzi. Una decina di canali d’informazione fra quotidiani, periodici, radio, televisione ed on line, per difetto, a dire il vero, non hanno mai perso il filo del discorso. Con cadenza quotidiana su Melito Porto Salvo, si possono trovare notizie di ogni tipo, occhio, lingua e cervello. Anche perché non siamo a “Carrapipi Centrale”, dove la noia piatta, stucchevole e monotona, regni sovrana, ma a Melito Porto Salvo; nel più grosso centro della Costa Jonica reggina fra Reggio Calabria e Locri; se non piccola capitale del Basso Jonico. Un capitolo a parte, meritano ed occupano le vicende del Comune, all’indomani delle elezioni amministrative. Ci sono tre bravi ingegneri capaci di tenere banco agli alti livelli; con le loro iniziative; con il loro modo di porgersi, di essere. Uno, è il Sindaco, ovviamente, l’ingegnere Giuseppe Meduri, regolarmente eletto nella tornata elettoralistica di domenica 31 maggio 2015, battendo allo sprint il rivale e collega Giovanni Marino ed un po’ più staccato Carmelo Minniti, anch’esso ingegnere. Un personaggio, granitico e tetragono, che come tutti sanno, non ha nulla da invidiare al famigerato capitan Achab di Moby Dick, geniale, partorito dalla fervida fantasia di Herman Melville. Fra le altre cose, “regolarmente” convalidato in aula, nel corso della prima seduta utile. Se non abbiamo problemi con la vista e con l’udito, per lui, non sono state sollevate eccezioni di convalida, compatibilità, eleggibilità. E soprattutto nessuna questione morale. Né durante la ben lunga campagna elettorale (è stato il primo con largo margine e lunghi mesi davanti, a presentarsi alla stampa, agli elettori ed alla cittadina) e nemmeno in aula. L’unico ad astenersi è stato lo stesso Sindaco. Non saremo noi a dettare i tempi, il ritmo e la linea politica di nessun gruppo, lista o scuderia, per carità. Non abbiamo questo compito e questa prerogativa; che il popolo libero e sovrano, invece, ha assegnato e delegato a “lor signori”. A noi, come organi d’informazione, spetta per legge e Carta Costituzionale, il compito di verifica e controllo, stimolo, pungolo, analisi e via di seguito. Con spirito di servizio, equilibrio e ponderazione, ma anche rispetto verso il cittadino ed il lettore sovrano. Di sicuro, non ci annoieremo amici lettori sovrani. Se il buon giorno si veda dal mattino. Prologo, dialogo ed epilogo garantiti con il bollino blu. Già in apertura i ragazzi della Via Paal di Meduri sono riusciti a sorprendere l’uditorio con un recital da manuale. Il cerimoniale, è stato letteralmente stravolto….l’ingresso dei Commissari a seduta aperta; il commiato, un riconoscimento e gli omaggi floreali a perdere visto l’alto numero di donne presenti dentro l’emiciclo; e la folla oceanica, riversata dentro l’aula… familiari, amici, parenti e conoscenti; il balletto con Giovanni Marino, compatibile, eleggibile, convalidabile, anzi no; la sospensione dei lavori, il ritorno in aula. Le frecciatine al curaro dell’ingegnere Carmelo Minniti. Tutto, sotto l’occhio magico delle telecamere, delle fotocamere, dei telefonini smartphone, di facebook, twitter. In tempo reale. Surreale! Ma la seduta è valida? Le carte, parlano in favore dell’ingegnere Giovanni Marino. A parte, certe sentenze della Corte di Cassazione. Qualcuno, gli ha messo il sale sulla coda? L’interessato ha deciso di convocare addirittura una conferenza stampa presso l’Hotel Serranò, proprio di fronte al Comune. “Gentil Signori, spero possiate accettare il presente invito per una conferenza stampa, il prossimo Martedì 30 cm alle ore 17,30 presso la sala bar Serranò ( difronte la sede comunale )  , via Nazionale a Melito Porto Salvo. Il candidato a Sindaco della lista ‘Melito Cambia’, Giovanni Marino, risultata perdente alle recenti elezioni amministrative, desidera informare l'opinione pubblica sulle due vicende ancora irrisolte che riguardano la omologa del sottoscritto in quanto presidente di una Onlus, e la candidabilità del Sindaco, Ing G Meduri, in palese violazione della legge Severino, condannato per reati di mafia. Saranno commentati e messi a confronto per il beneficio di ognuno, la condanna e gli articoli della legge Severino che è violata. Ci  inquieta il prolungato silenzio della Prefettura, che mentre si è affrettata a commentare sulla mia posizione di incandidabilità, nulla ha ancora comunicato su quella, ben più importante, del Sindaco. Questa comunità, ed insieme la Amministrazione, meritano di conoscere con sollecitudine una valutazione definitiva sulla posizione del Sindaco per il sereno prosieguo della sua azione amministrativa o per l'immediato ritorno alle urne. Con la speranza di incontrarvi, vogliate gradire i migliori saluti
giovanni marino”. Fine del comunicato stampa-invito. In conferenza stampa Marino, non ha fatto altro che difendere la sua eleggibilità, con i denti e con le unghie. Cosa che farà anche il prossimo venerdì 3 luglio 2015 nel corso della seduta consiliare. Come si ricorderà nella prima seduta a Marino, furono concessi venti giorni di tempo per chiarire la sua posizione e rimuovere le cause ostative alla convalida. Marino, anche in conferenza stampa, si è scagliato contro il Prefetto; colpevole di non essersi pronunciato sulla compatibilità-eleggibilità del Sindaco. Marino ha chiarito di non avere nulla in contrario rispetto al collega Meduri con cui si conoscono da ragazzini ed hanno sempre avuto rapporti cordiali. Ma la ricerca della verità è un atto dovuto, nei riguardi dell’intera cittadinanza, che aspetta di sapere se il tipo di reato per il quale Giuseppe Meduri ha subito una condanna definitiva a 18 mesi sia compatibile o meno con la carica ricoperta. Ed ha tirato in ballo la Legge Severino.”
La legge 6 novembre 2012, n. 190 ("Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione") è una legge della Repubblica Italiana. Paola Severino, principale autore della legge. La norma – nota anche come legge Severino dal nome del Ministro della Giustizia del governo Monti Paola Severino, fonte Wikipedia, che ne ha redatto i decreti attuativi  – venne originariamente concepito Angelino Alfano (in qualità di Ministro della Giustizia del governo Berlusconi IV), ma giunse all'approvazione definitiva solo durante il governo Monti, la cui maggioranza peraltro vi apportò diverse modifiche in sede di esame parlamentare.”. Oggi non siamo qui per mandare a casa il Sindaco, ma chiediamo chiarezza al Prefetto ed agli organi superiori; se diranno che va tutto bene, sarò il primo ad essere felice, ma il punto è che va fatta chiarezza su questa vicenda. Il Sindaco dovrebbe chiarire la sua situazione per proseguire sui binari giusti la sua gestione e non rischiare di cadere. La popolazione deve sapere. E giù di questo tono. Marino ha precisato di essere disposto a tutto per difendere e tutelare i suoi diritti sacrosanti ed inalienabili. A costo di andare dal magistrato. Si potrebbe chiamare un dialogo a distanza. Sebbene il sindaco Giuseppe Meduri così duramente chiamato in causa, non abbia ritenuto opportuno di convocare una contro-conferenza stampa per chiarire; ovvero per ribadire. Evidentemente non ci sono ragioni. Da notare anche, che le minoranze, abbiano a loro disposizione strumenti legislativi molto importanti. Come la convocazione del consiglio comunale  ai sensi dell’art. 39 comma 2 del D.lgs 267/2000. L’art. 39 del D.lgs 18/08/2000 n°267 prevede che un quinto dei consiglieri comunali può richiedere al Presidente del Consiglio comunale, se del  caso al Sindaco, la convocazione del consiglio che deve essere riunito obbligatoriamente in un termine non superiore ai venti giorni, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste. Il comma 5 dello stesso art. 39 prevede che in caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del consiglio da parte del Pdc o Sindaco, previa diffida, provvede il Prefetto. Insomma siamo ai preliminari. Si comincia con il fioretto e la spada; poi, si passerà alla sciabola. Un clima conflittuale all’interno del civico consesso, sulla stregua di passate gestioni, non serve a nessuno. Men che meno alla cittadinanza ed agli elettori…”Francamente me ne infischio”, lasciamolo a Clark Gable e Vivien Leigh. Le polemiche sterili ed improduttive, se non controproducenti vadano…”Via col vento”. Più moderati ci sono sembrati i giornali cartacei e quelli on line, rispetto ai giorni scorsi, quando hanno sparato a zero con articoli  a titoli cubitali. Non solo nella forma, ma soprattutto nei contenuti. Senza per questo, voler sindacare, in questa sede. Noi pensiamo, sino a prova contraria, che Meduri, eletto a furor di popolo, abbia tutte le carte in regola per fare il Sindaco. Il ritorno alle urne, per poi, trovare un altro ‘pelo nell’uovo’, serve solo ai seminatori di zizzania, che manovrano dietro le quinte. La politica del…”tanto peggio tanto meglio”, porta solo allo sfascio socio-morale ed alla disgregazione sociale. Domenico Salvatore

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