Reggio Calabria 15 novembre 2014 - Sette anni per Antonino Tomasello, così ha sentenziato ieri 14 novembre 2014 il Tribunale di Reggio Calabria, Mattia Fiorentini, presidente con a latere Giorgia Castriota e Domenico Armoleo
Il PM Teodoro Catananti aveva chiesto 12 anni di reclusione.
L'imputato difeso dall'avvocato Maurizio Punturieri, è stato riconosciuto colpevole di avere perpretato un'estorsione con l'aggravante dei metodi mafiosi ai danni dell'imprenditore Saverio Foti. Lo stesso Saverio Foti dopo anni di vessazioni subite dal clan Iamonte, è divenuto testimone di giustizia.
Il Tomasello è stato anche condannato una provvisionale di 10 mila euro in favore della parte civile e al pagamento di 1.450 per la rifusione delle spese processuali sostenute dalla medesima p.c..
Antonino Tomasello in concorso con il fratello Domenico e Antonino Iamonte, giudicati per questo separatamente, si sarebbe appropriato di un terreno di Foti per favorire la cosca Iamonte, egemone nel territorio di Melito di Porto Salvo.
Ed è proprio grazie alle denunce di Saverio Foti che la DDA di Reggio Calabria ha formulato le accuse a suo carico e per altri presunti membri della 'ndrina sfociate poi nell'inchiesta "Leone" che h permesso di fare luce su una vasta organizzazione criminale dedita al fovoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Centinaia di persone, secondo le indagini della Polizia, giungevano in Europa con il supporto delle 'ndrine.
Il PM Teodoro Catananti aveva chiesto 12 anni di reclusione.
L'imputato difeso dall'avvocato Maurizio Punturieri, è stato riconosciuto colpevole di avere perpretato un'estorsione con l'aggravante dei metodi mafiosi ai danni dell'imprenditore Saverio Foti. Lo stesso Saverio Foti dopo anni di vessazioni subite dal clan Iamonte, è divenuto testimone di giustizia.
Il Tomasello è stato anche condannato una provvisionale di 10 mila euro in favore della parte civile e al pagamento di 1.450 per la rifusione delle spese processuali sostenute dalla medesima p.c..
Antonino Tomasello in concorso con il fratello Domenico e Antonino Iamonte, giudicati per questo separatamente, si sarebbe appropriato di un terreno di Foti per favorire la cosca Iamonte, egemone nel territorio di Melito di Porto Salvo.
Ed è proprio grazie alle denunce di Saverio Foti che la DDA di Reggio Calabria ha formulato le accuse a suo carico e per altri presunti membri della 'ndrina sfociate poi nell'inchiesta "Leone" che h permesso di fare luce su una vasta organizzazione criminale dedita al fovoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Centinaia di persone, secondo le indagini della Polizia, giungevano in Europa con il supporto delle 'ndrine.

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