I padroni di casa, hanno disputato una discreta partita, al di là del pesante passivo, penalizzante solo nel punteggio. La formazione di mister Antonio Stelitano è rimasta in partita per circa cinquanta minuti. Sul 3-1 ha avuto due o tre palle-goal, a parte due rigori rivendicati ed una tiro di Favasuli all'altezza del dischetto. Ma la formazione di Antonio Chilà, ha macinato gioco sino al triplice fischio finale e creato azioni da goal nell'ultimo quarto d'ora con Viel, Principato e Scordo
SECONDO CAPITOMBOLO CONSECUTIVO INTERNO DEL CONDOFURI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI, MA IL MELITO SEMBRA SQUADRA CHE MERITI RISPETTO
Gli ospiti di mister Silvio Malaspina, hanno sfruttato nel migliore dei modi un paio di "buchi" nella difesa del Condofuri con lo sgusciante Giovanni Calabrò, un bomber da prendere con le molle; croce e delizia degli hooligans e degli skin-head melitesi. Dopo l'ottima rete del panzer di Guderian, Misuraca, sono saliti in cattedra, Candito e Pina, padroni e signori del centrocampo, che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO-Il due di novembre è il giorno dei morti, ma il Condofuri è vivo e vegeto. E presto con la prova del riscatto, farà sentire di che pasta sia fatto. Nonostante la pesante sconfitta patita, in casa, contro il quotato Melito, la formazione del presidente Antonio Chilà, è stato in palla per cinquanta minuti; nel corso dei quali ha invocato la concessione di due calci di rigore e con lo scatenato Favasuli, ha costruito due palle goal che potevano cambiare il corso del destino. Così non è stato e bisognerà darsi pace. Questa partita è passata. Acqua passata, non macina mulino. Ma la goleada è troppo penalizzabte e non fornisce l'esatta misura della consistenza del Condofuri. Semmai servirà capire gli errori commessi, soprattutto in difesa ed a centrocampo. Paradossalmente, sono in molti a concordare sulla consistenza agonistica, tecnica e tattica del Condofuri. Una squadra che prima o poi verrà fuori. Ma c'è unanimità, purtroppo, ecco la nota dolente, sul nervosismo eccessivo della formazione dell'Amendolea. Autentico tallone d'achille già nella passata stagione, che costò la retrocessione dalla prima categoria. Non serve per vincere le partite, essere nervosi come mustangs nel korral. E nemmeno per pareggiarle. Per la serie….'Non datemi consigli so sbagliare da me"… Ha delle belle individualità ed il collettivo nel suo complesso, non è male. Lo spirito d'avventura è quello di Indiana Jones e Jim Hawkins. Il coraggio, di Zanna Bianca. Il d.s. Demetrio Brancati, come capitan Achab, ha atteso granitico e tertragono, ritto sulla sua gamba di legno ed appoggiato sul ponte del Pequod, che arrivasse la Balena Bianca per arpionarla, ma non è passata. D'Artagnan-Favasuli, ha sudato come un negro nelle piantagioni di canna da zucchero e cotone dell'Alabama, ma al di là della sua rete balistica e spettacolare e di una "telefonata" a Cilione…caro Pietro ti scrivo, così mi distraggo un po' e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò…non si è visto altro. Com'era invece lecito aspettarsi da un funambolo come lui. Scontati i crampi e la sostituzione. Ma Favasuli, da solo non può bastare. 'Na nuci intro 'n saccu, non scrusci". Non in questa partita e con questa difesa così arcigna davanti. Un Condofuri ballerino, che "mangia pane con la segale cornuta e fa il pieno di paprika, mato mato, ketchup e pepe della cayenna"; una squadra tosta, che però, entra in campo troppo tesa e nervosa; e nitrisce come un cavallo imbizzarrito. Bisogna cambiare approccio. Forse il derby del Basso Jonio, ha messo il sale sulla coda. Aveva difronte il Melito di mister Silvio Malaspina. Una squadra, che gioca al pallone e che viene indicata fra le favorite del torneo. Questo si vedrà. Benchè, il presidente Mimmo Tripodi tenti di giocare in copertura e getti acqua sul fuoco degli entusiasmi. Tre vittorie ed un pareggio, sono un buon bottino, ma ancora nessuno se la sente di tirare somme. Troppo presto. Il Condofuri, ci sembra un buon banco di prova, ma già domenica contro il Ravagnese Gbi, una delle capoliste, insieme alla Pro Pellaro, si comincerà ad avere l'esatta misura delle ambizioni di classifica. L'occasione giusta per capire, se il Melito abbia lo spessore di squadra di alta classifica. Per intenderci, se sia un fuoco di paglia, dovuto a vittorie fortunose e di circostanza, oppure ad un organico degno di questo nome e ad un assetto tecnico-tattico ambizioso ed attrezzato all'uopo. Una meteora od una corazzata. To be, or not to be, that is the question. Una cosa è certa: nessuno potrà evitare gli scontri diretti, che sono fatti apposta per disputarsi. Dentro e fuori casa. Francesco Scordo, Schimizzi, Kristian Mesiano, Piacentini, Larnè, Mafrici, sono andati in barca ed incassato una caterva di goal, ma non tutti sono arrivati su azioni nitide e cristalline. Il settore difensivo di sinistra è troppo sguarnito approssimativo e qualunquista. Non si può lasciare tutto quello spazio a Giovanni Calabrò, degno emulo di El Buitre-Emilio Butragueño. Per fermare lo scatenato centrattacco 'melitoto', e sradicargli la palla dai piedi, ci voleva altro che la grinta dello stopper juventino Francesco Morini, il popolare "Morgan il pirata". Senza nulla togliere al tornante di fascia destra Misuraca (in Tribuna i soupporters s'informavano…Ma chi è quel numero otto; dove l'avete preso; non l'ho mai visto; è uno che ci mette l'anima sul campo) che faceva il pendolo con le sue incursioni sfrenate come un toro di Malaga. Sorretto da Verduci, che si è sacrificato in una zona solo apparentemente 'oscura'. In realtà fondamentale. Spesso e volentieri promuoveva le ripartenze ficcanti. I ragazzi della Via Paal di Melito hanno compiuto l'impresa. Lascia stare l'1-5 finale. Questo è, "il senno del poi". Signori e padroni del centrocampo, sono stati, Candito e Pina, che intelligentemente, hanno disertato la corrida. Sebbene i segni siano rimasti sugli stinchi incrostati e nella caviglie gonfie. Bravi nell'interdizione, favolosi nel filtro. Spettacolari nel rilancio della manovra. Due leoni nella zona nevralgica del campo. Ma la difesa è stata a dir poco corazzata. Tripodi, Calabrò, Ielo e Laganà, (quest'ultimo raggiunto al volto da una gomitata "galeotta", non rilevata dall'arbitro). Giacchetta nera semicoperta, che però è stata abile ed autorevole a sedare la rissa successiva, senza ricorrere alla valeriana. Il modulo 4-4-2 elastico adottato sugli opposti fronti, ha prodotto emozioni, stress ed ansia a go-go; che ci voleva il personal trainer per insegnare a gestirli. Le partite sono fatte di episodi. I padroni di casa, ne hanno commessi svariati. Ma quelli sullo scatenato Giovanni Calabrò, sono stati fatali. Senza nulla togliere al Melito, che dopo la prima rete, si è visto spalancare le porte del successo. È bastato restare lì e colpire di contropiede. Sul 2-0 le cose, sono cambiare completamente. Anche perché il Condofuri si scatafasciava in avanti alla ricerca del 1-2 per riaprire il match; e "prendeva" il terzo goal. Tardiva la marcature dei locali, ma bisogna considerare che la difesa del Melito, quest'anno, sembra essere migliore dell'armata brancaleone della passata stagione. Una difesa ballerina; se non una squadra materasso, che imbarcava palloni con l'autosnodato. Favasuli, un lusso per questa categoria, metteva la firma sul goal dell'1-3, invocava la concessione di un calcio di rigore, che ci poteva stare e sfiorava il 3-2 a ripetizione. Questo, non è fantacalcio. Sul 4-1 andava in barca e subito dopo la goleada prendeva corpo ed anima. Non accampa scuse il presidente Antonio Chilà, intervistato per Telemelito, sulla tribuna del "Saverio Spinella" e nemmeno Carmelo Mafrici. Contenti il presidente del Melito Mimmo Tripodi ed il triner Malaspina, ma non si lasciano travolgere dall'eurofria e dell'entusiasmo In attesa di capire se le ambizioni siano concrete e serie o fuoco di paglia. Quale migliore banco di prova, se non il Ravagnese Gbi, che sarà di scena al 'Marosimone' proprio sabato. Solo allora si potrà dire una mezza parola. In attesa, d'incrociare i guantoni con l'altra capolista Pro Pellaro. Il torneo oramai è entrato nel vivo. Eppure gli addetti ai lavori, ancora rimangono abbottonati. Niente pronostici sino a Natale. Per Carnevale, ci si potrà sbilanciare sulla formazione delle griglie play-off e play-out. A quel punto, i dubbi da sciogliere non dovrebbero essere molti. A nostro avviso, ma non abbiamo la sfera magica davanti, qualche segnale è già arrivato dalle prima quattro partite. O no? Infine una nota positiva per i giovani sugli opposti fronti. Galletti di primo canto con alucce, speroni, artigli, cresta e bargiglio già sviluppati. Si son visti scorrazzare sul tappetino verde, puledri del '97.
Domenico Salvatore
Tabellino di Dosa
Condofuri Melito 1-5
Condofuri: Francesco Scordo 5, Schimizzi 5, Kristian Mesiano 5, Piacentini 5,5, Larnè 5, Mafrici 5, Antonio Scordo 6, Chilà 5,5, Viel 6, Favasuli 6,5, Principato 5,5
In panchina, Santernecchi, Caridi, Nicolò, Giovan Battista Mesiano
Sostituzioni, Nuicera, Russo, Di Masi
Presidente, Antonio Chilà 6
Allenatore, Antonio Stelitano s.v.
Melito, Pietro Cilione 6, Tripodi 8, Ielo 10, Candito 10, Calabrò 9, Laganà 8, Verduci 8, Misuraca 10, Calabrò 10, Pina 10, Roberto Cilione 8,5
In panchina, Claudio Candito, Zaccone, Minicuci, Pulitanò
Presidente, Mimmo Tripodi 10
Allenatore, Silvio Malaspina 10
Arbitro, Federico Di Masi di Locri 8,5
Marcatori, al 10 e 13 p.t. Calabrò, 21° p.t. Misuraca, al 31 p.t. Favasuli; al 5° s.t. Ielo, al 40 s.t. Modafferi
Ammoniti: Candito e Calabrò II per il Melito; Scordo A. e Chilà per il Conndofuri
Angoli 3-6, punizioni 18-13, rimesse laterali 17-15
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