TEATRO MENOTTI
dal 17 al 19 ottobre
SANTO GENET
drammaturgia e regia di Armando Punzo
produzione VolterraTeatro/Carte Blanche e TieffeTeatro
con il sostegno di:
MiBACT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Regione Toscana - Comune di Volterra - Provincia di Pisa
Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra
Ministero della Giustizia C.R. Volterra
PRIMA NAZIONALE
Dopo il grande successo nella scorsa stagione di Mercuzio non vuole morire, il Teatro Menotti rilancia e abbraccia il nuovo progetto della Compagnia della Fortezza, Santo Genet, partecipando alla coproduzione.
Presentato a luglio in anteprima assoluta nel carcere di Volterra in occasione del festival VolterraTeatro, e preceduto nel 2013 da un primo studio che nelle parole della critica preannunciava già il capolavoro, Santo Genet ha sbaragliato perfino le attese migliori riscuotendo un successo clamoroso e imponendosi come spettacolo evento della stagione dei festival prima ancora di arrivare in PRIMA NAZIONALE nella sua versione definitiva a Milano (dal 17 al 19 ottobre) per inaugurare l'attesissima tournée.
Per Santo Genet la Compagnia della Fortezza attraversa tutta l'opera di Jean Genet, dell'autore francese che con le sue parole ha saputo più di chiunque altro trasformare la materia vile in oro, strappare la bellezza al dolore, "creare buchi nella realtà", trasfigurarla, immaginare collane di fiori lì dove c'erano catene, bellezza dove c'era orrore.
Partendo da una riflessione sulle logiche di inattualità che abitano la stanza-carcere in cui da ventisei anni opera la Compagnia, Genet offre la possibilità di raccontare del carcere come teatro, ovvero come luogo inattuale, appunto, in cui si vive un tempo fuori dal tempo ordinario, in cui avvengono cose straordinarie che nella vita reale non possono accadere.
A luglio il carcere ha allora ospitato le stanze segrete del castello di Irma, un "castello interiore" pieno di meraviglie, quello che nella sua eccezionale ricerca coltiva da ventisei anni Armando Punzo con la Compania della Fortezza.
Innumerevoli specchi dorati inseguivano i tantissimi spettatori nei cunicoli densi di altarini, velluti neri, marmi, pizzi e fiori, obbligandoli al confronto con la moltiplicazione di rifrazioni e sovrapposizioni della loro stessa presenza fino all'esplosione emotiva nel cimitero abbagliante dell'esterno, tra colori, violini, fiori, euforiche processioni e struggenti litanìe.
Grazie alla sua sapienza registica Punzo riesce a ricostruire e perfino ad amplificare, nello spazio fisico del teatro Menotti, quella stessa atmosfera di estasi, sospensione, rarefazione, meraviglia, per fare del teatro una sorta di santuario in cui ogni sera celebrare il funerale del reale e il rito della nascita del possibile. La poesia, l'oro, il barocchismo scenografico, l'eccesso romantico, la musica trascinante, i costumi preziosi di Santo Genet arrivano dunque sul palcoscenico e si incontrano in un teatro totale per sfuggire l'ordinario, per dare forma visibile alla bellezza, alla libertà interiore, alla perfezione morale, ovvero a quella Santità che Armando Punzo indaga da anni nella sua radicale riflessione artistica.
Dalla rassegna stampa sullo spettacolo
Santo Genet è uno spettacolo bellissimo, tra i più belli della compagnia. Forse il suo capolavoro.
RENATO PALAZZI - IL SOLE 24 ORE
Mai le parole di Genet, le sue atmosfere, le sue suggestioni avevano assunto il respiro visionario che si coglie in questa esperienza davvero senza pari. Mai si era avvertita una consonanza così totale tra le sue spiazzanti trame di miraggi e la natura profonda di questo teatro che nasce dietro le sbarre.
RENATO PALAZZI – DEL TEATRO
Iniziazione. Volo in cerca dell'anima vera, rapita altrove. Sciamanesimo. Alchimia. Trasformazione del piombo e di ogni altra materia vile in oro. Santo Genet compie un miracolo che raramente il teatro oggi fa: costringe lo spettatore a rimettersi in gioco, a costruire il proprio filo in questo mondo genettiano esploso, affrontato non con la sicurezza della messa in scena di un testo, ma con il coraggio di percorrerne tutta l'opera, per estrarne bagliori paradigmatici di una condizione, ricostruendola completamente. Drammaturgia, visione, trasformazione dello spettatore.
MASSIMO MARINO – DOPPIOZERO
Un grande santuario in cui si celebra il funerale della bruttezza e la nascita, forse, di un qualcosa di puro e di ancora possibile. La ferita, dunque, non la vedi più. Di colpo appare rimarginata e capisci che il vero miracolo si chiama poesia.
FRANCESCA DE SANCTIS – L'UNITÀ
Una full immersion di due ore abbondanti tra colori vividi, figure barocche, musiche, canti, parole tuonanti e penetranti da cui si esce storditi, confusi, ma felici per una profonda ragione: è un inno alla "nascita del possibile" dopo la morte, dopo il "funerale del reale"
MICHELE SCIANCALEPORE – AVVENIRE
Disturbante e imprevedibile, guidata da un Punzo che non smette di sorprenderci, nocchiero e guru, la Compagnia della Fortezza mette a segno un altro punto della sua già ardimentosa avventura: tra i più memorabili.
GABRIELE RIZZA – IL TIRRENO
Un funerale tragico e lieve, mestizia e desiderio, lingue da mostrare, l'eccitante e il penitente che lambiscono poesia e fango. A cavallo tra morale accettata e tabù millenari, le lacrime sbafano rimmel in queste stanze dell'animo umano: baroccamente appariscente e doloroso.
TOMMASO CHIMENTI – IL FATTO QUOTIDIANO
La messa in gioco di una poetica dell'eccesso di una bellezza assoluta, vertiginosa, alla fine di suprema commozione. […] Un originale avvicinamento a questo autore attraverso geniali forme di intensa, estrema, indimenticabile teatralità.
VALERIA OTTOLENGHI - LA GAZZETTA DI PARMA
La compagnia della Fortezza riempie i nostri occhi di spettatori di una magnificenza onirica che ci lascia senza fiato. E senza fiato ci lasciamo attraversare da una bellezza che ferisce.
IGIABA SCEGO – NAZIONE INDIANA
Santo Genet è un viaggio in una spirale di ossessioni e perdizioni, è la messa in vita non solo di infiniti frammenti che compongono una nuova e sorprendente unità, ma è anche una concrezione, reale immediata sublime, dell'opera e dell'esistenza dello scrittore francese.
ANDREA PORCHEDDU - LINKIESTA
Immagini di straordinaria potenza immaginifica. [...] Ancora una volta il teatro totale, unico, di Punzo, rende liberi in un unico irripetibile momento sia attori che spettatori.
MARIO BIANCHI – KRAPP'S LAST POST
Dalla rassegna stampa sul primo studio (2013)
Abbiamo assistito a uno degli spettacoli più belli, più intensi degli ultimi anni. Sarà ricordato alla pari di quelli di grandi maestri, questo lavacro della mente, degli occhi, del cuore a partire dal luogo oscuro della prigione.
MASSIMO MARINO - DOPPIOZERO
Uno strepitoso successo.
ANNA BANDETTINI - LA REPUBBLICA
Grandi colpi teatrali, e insieme sonde esistenziali nella memoria e nell'immaginario (...), un connubio che può rivelarsi esplosivo a ogni contatto.
GIANFRANCO CAPITTA - IL MANIFESTO
è un'esperienza che stordisce e disorienta, travolgendo i sensi e le emozioni. E sposta un po' più in là i confini del teatro, riportandolo per certi aspetti vicino alle sue origini.
OLIVIERO PONTE DI PINO - ATEATRO.IT
PROSSIMI SPETTACOLI IN STAGIONE
dal 24 ottobre al 2 novembre
MENTRE RUBAVO LA VITA
di Alda Merini
Monica Guerritore/Giovanni Nuti
4 e 5 novembre
è COLPA TUA
Francesco Abate
dal 7 al 9 novembre
è STATO LA MAFIA
Marco Travaglio/Valentina Lodovini
dal 12 al 30 novembre
SPRING AWAKENING
ROCK MUSICAL
dal 5 al 31 dicembre
LA BUONA NOVELLA
da Fabrizio De André
Emilio Russo/Alessandro Nidi
dal 23 al 26 dicembre
IL FLAUTO MAGICO
Orchestra di Piazza Vittorio
dal 16 al 18 gennaio
BUFFA RACCONTA LE OLIMPIADI DEL '36
Federico Buffa
dal 22 al 25 gennaio
GOSPODIN
di Philipp Löhle
Giorgio Barberio Corsetti/Claudio Santamaria
dal 27 al 30 gennaio
MORO, I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L'ITALIA
Ulderico Pesce/Ferdinando Imposimato
31 gennaio e 1 febbraio
IL LATO SINISTRO DEL CUORE
Carlo Lucarelli/Alessandro Nidi
dal 5 al 15 febbraio
AMERIKA
di Franz Kafka
Maurizio Scaparro
17 e 18 febbraio
NO TU NO
omaggio a Enzo Jannacci
Egidia Bruno
dal 19 febbraio al 1 marzo
LE CATTIVE STRADE
Andrea Scanzi/Giulio Casale per De André
dal 3 all'8 marzo
LA FILA (LINE)
di Israel Horovitz
dal 11 al 22 marzo
IL TRAMONTO SULLA PIANURA
Emilio Russo/Caterina Spadaro
compagnia Grey Pound+60
dal 24 marzo al 2 aprile
SVENIMENTI
di Anton Cechov
Le Belle Bandiere
dal 9 al 19 aprile
LO ZOO DI VETRO
di Tennessee Williams
Arturo Cirillo/Milvia Marigliano/Monica Piseddu/Edoardo Ribatto
dal 5 al 24 maggio
CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?
di Edward Albee
Arturo Cirillo/Milvia Marigliano/Monica Piseddu/Edoardo Ribatto
dal 14 al 31 maggio
CIRCO EL GRITO
dal 5 al 14 giugno
DON CHISCIOTTE - OPERA POP
da Miguel de Cervantes
Alarico Salaroli/Marco Balbi/Emilio Russo
dal 18 giugno al 5 luglio
CHIAMATEMI GROUCHO
Emilio Russo /Marco Balbi
dal 7 al 19 luglio
WOODY ALLEN CAFé
Emilio Russo /Marco Balbi
TEATRO MENOTTI
via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
Acquisti online
con carta di credito su www.teatromenotti.org
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PREZZI
intero - € 25.00
convenzioni - € 20.00
ridotto/under 25 - € 17,50
ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50
ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50
prevendita - € 1,50
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ABBONAMENTI E PROMOZIONI
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10.000 BIGLIETTI IN PROMOZIONE A PARTIRE DA 10 EURO
acquistabili in biglietteria e sul sito www.teatromenotti.org
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ABBONAMENTO "DIECI MENOTTI"
- 10 spettacoli a scelta tra tutti quelli in stagione a € 100.00, senza commissioni per chi acquista in biglietteria. Entro il 31 luglio.
- 10 spettacoli a scelta tra tutti quelli in stagione a € 100.00, più commissioni per chi acquista online. Entro il 31 agosto.
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ORARI SPETTACOLO
lunedì riposo
martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30
mercoledì - ore 19.30*
domenica - ore 17.00
*ad eccezione delle repliche del 5/11/14, 12/11/14, 18/02/15, 11/03/15 che inizieranno alle ore 20.
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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