Polistena (Reggio Calabria) – Si alza ancora il livello dello scontro politico in città e stavolta a rilanciare è la minoranza di PnC che, in una sequenza di cui oramai s'è persa persino la contabilità, si rivolge di filato all'Autorità Nazionale Anticorruzione - non mancando di parteciparlo a sindaco, segretario generale e revisore dei conti del Comune nonché al prefetto di Reggio ed al procuratore della Repubblica di Palmi – per denunciare "possibili estremi di conflitto d'interesse e comportamenti contrari ai doveri di un dipendente comunale" – vien riportato nell'oggetto - e ciò in relazione alla querelle relativa a presunti inappropriati conferimenti indebiti d'incarichi procedimentali da parte del comandante dei vigili, Alfredo Marcone responsabile del settore vigilanza, "avallati" da supposta disattenzione del primo cittadino, Michele Tripodi. La minoranza – che nel suo esposto si richiama ai dettami normativi della legge 190/2012 e del DPR 62/2013 – ritiene vi sia in essere un possibile conflitto d'interessi (per via del rapporto professionale tra il comandante Marcone e la responsabile del procedimento Francesca Larocca, legati da vincoli di convivenza stabili, nda) che non consentirebbe ad entrambi il giusto grado di terzietà nell'espletamento dei loro compiti e funzioni e che peraltro non sarebbe consentito dalla legge, atteso anche la mancata comunicazione preventiva della circostanza fattuale ostativa appositamente prevista dalla normativa.
Scrivono infatti i denuncianti che, secondo quanto previsto dall'articolo 7 del DPR 62/2013, bisognerebbe attenersi all'obbligo di astensione nelle materie "su cui decide il responsabile o per questi il segretario, dal partecipare a decisioni che riguardino persone con le quali (il dirigente, nda) abbia rapporti di frequentazione abituale" senza prevedere – viene riportato - forme di apprezzamento discrezionale a dipendenti e dirigenti, secondo quanto disposto anche dalla legge 190/2012. La minoranza, riconoscendo il caso di specie, solleva perciò rilievi di natura disciplinare – non solo, viene spiegato, per aver disatteso, il comandante, il codice comportamentale dei pubblici dipendenti – ma anche di natura più squisitamente attinenti alla giurisprudenza amministrativa in relazione alla legittimità degli atti compiuti tanto più in condizione attiva di chi – tra gli altri, si sottolinea – sarebbe tenuto a far rispettare, da controllore e controllato, anche l'apposito regolamento interno approvato con diverse delibere comunale in materia di "prevenzione e repressione della corruzione e della illegalità". Ed ancora in un fuoco di fila di domande: "E' plausibile – domanda la minoranza nella missiva – che il Dirigente della Ripartizione n° 4 del Comune, possa nominare la propria compagna, Ausiliario del Traffico a part-time, "Responsabile di procedimento" senza che questi abbia i necessari requisiti (e quindi scavalcando altri che i requisiti li possedevano), per poi retribuirla per il lavoro svolto? Può rispondere a verità che altro dipendente di categoria C, al quale sarebbero state elargite somme per indennità aggiuntive, per protesta (sembra contro la nomina di cui sopra), abbia formalmente restituito al Comune la somma in questione?". Una contesa rinvigorita, peraltro, dal precedente manifesto di risposta fatto affiggere per le vie della città dallo stesso comandante Marcone con la volontà di chiarire pubblicamente la propria posizione nella vicenda sollevata da un'apposita interrogazione della minoranza e sul contenuto del quale, invece, la stessa minoranza si è ritenuta attaccata "politicamente" in maniera "partigiana". Ma Giovanni Laruffa, Antonio Baglio, Giuseppe Giancotta, Pasquale Iannello e Gincarlo Sanò sulla questione pungono anche il sindaco Tripodi accusato, senza mezzi termini, di complicità "di fatto, del suo sottoposto, qualora per le stesse venissero confermate i rilievi" prospettati avanzando formalmente - quale sollecita richiesta alla fine dell'esposto indirizzato all'Authority presieduta dal magistrato Raffaele Cantone - "un qualche intervento che ponga fine a questa incresciosa vicenda".
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