Nella giornata odierna gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia di
Catanzaro hanno proceduto all’esecuzione di un decreto di sequestro del
patrimonio riconducibile ad Antonio
GALLO, imprenditore quarantenne tratto in arresto, insieme ad altri
indagati, a maggio dello scorso anno, per associazione a delinquere di stampo
mafioso nell’ambito dell’operazione della D.I.A. denominata “PIANA”.
Il provvedimento di sequestro, disposto dal Tribunale
di Catanzaro, trae origine da una proposta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, ai
sensi del decreto legislativo n.159/11, al termine di articolate indagini
patrimoniali, a cura della sezione operativa di Catanzaro, che hanno
interessato un arco temporale compreso tra il 1998 ed
il 2013.
Il patrimonio oggetto del provvedimento ablativo,
del valore stimato di circa 8 milioni di euro, comprende, tra l’altro, quote societarie, rapporti finanziari,
attività commerciali, nonché beni mobili ed immobili.
Con l’operazione PIANA, conclusasi nella primavera dello scorso anno, gli investigatori
della D.I.A. di Catanzaro hanno ricostruito, mediante l’analisi delle dichiarazioni
rese da noti collaboratori di giustizia del comprensorio lametino, dissociatisi
dopo il loro arresto dal clan mafioso GIAMPA’,
la fitta rete di interessi economici che hanno legato alcuni ambienti dell’imprenditoria
alla locale criminalità organizzata.
Il G.I.P. distrettuale catanzarese, avallando gli
esiti investigativi della citata operazione, nell’ambito della quale era stata
tra l’altro evidenziata sia la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il
tenore di vita del nucleo familiare nonché la ritenuta pericolosità sociale
qualificata del soggetto, ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo delle
quote societarie e dell’intero compendio aziendale della "GA.MA s.a.s."
e della ditta individuale “Gallo Antonio ”.
L’attività condotta questa mattina costituisce
il completamento di un importante percorso investigativo, avviato dagli investigatori
dell’Antimafia catanzarese, con l’individuazione di un imprenditore ritenuto “vicino”
alla cosca GIAMPA’ e con il conseguente sequestro dei beni ritenuti
illecitamente acquisiti, proprio mediante i vantaggi derivanti dall’aver potuto
contare sull’appoggio della criminalità organizzata.
Catanzaro, 2 ottobre 2014

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