Nel
corso della mattinata di ieri 10 ottobre 2014, in Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), i Carabinieri del
Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica e quelli
della locale Stazione hanno dato esecuzione a un decreto di confisca di beni
immobili, mobili e rapporti finanziari emesso dalla Sezione Misure di
Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di Bruzzese Vincenzo, 47enne di Gioiosa Jonica,
pregiudicato, ritenuto legato alla nota famiglia “Ursino”, attualmente ristretto presso la casa circondariale
di Siracusa per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di
sostanze stupefacenti.
In
particolare, i beni oggetti di confisca, che ammontano a un valore complessivo
di circa 350.000 euro ed erano stati già oggetto di sequestro operato dai
Carabinieri il 13.7.2012 in ossequio ad analoga misura emessa dal Tribunale –
Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria, sono:
- un appartamento sito in
località Grotteria Mare (RC), intestato alla madre dell’uomo;
- una villa a tre piani
sita in località “Bernagallo” del
comune di Gioiosa Jonica, intestata sempre alla madre del Bruzzese;
- un fabbricato avente la
superficie di mq 48,00, abusivamente costruito su un’area di pertinenza
dell’immobile precedente;
- l’autovettura Bmw serie 3, intestata alla coniuge
dell’interessato;
- un conto corrente
bancario, intestato sempre alla coniuge, presso una banca di Roccella Jonica, con
un saldo all’atto del sequestro di poco più di 9.000 €uro;
Col
medesimo decreto, il Bruzzese è
stato sottoposto, per 3 anni, alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con
obbligo di soggiorno (posto che egli è ristretto in carcere, l’esecuzione del
provvedimento è stata sospesa; inizierà all’atto della scarcerazione).
Il provvedimento è
stato adottato in base alla normativa dettata dal D.Lgs. 159 del 2011 (Codice
delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni
in materia di documentazione antimafia), il cui art. 24 prevede appunto la confisca
dei beni sottoposti a sequestro per cui il titolare non possa dimostrare “la
legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o
giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo
in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte
sul reddito, o alla propria attività economica, nonché dei beni che risultino
essere frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego”.
Il decreto di
sequestro prima e della definitiva confisca traggono origine da un’articolata
indagine patrimoniale sviluppata dai Carabinieri della Compagnia di Roccella
Jonica nell’anno 2011. I militari, esaminando attentamente il patrimonio del Bruzzese, già coinvolto in diverse
inchieste dell’Arma[1],
hanno accertato che detti beni potevano costituire il reimpiego dei profitti
delle attività criminose da lui commesse, evidenziando altresì una netta
sproporzione tra quanto ufficialmente dichiarato dallo stesso e il patrimonio
nella disponibilità della famiglia.
[1]
Diverse sono le inchieste giudiziarie riguardanti il traffico e spaccio di
droga in cui è rimasto coinvolto il Bruzzese,
tra le quali spiccano:
- l’operazione
“Tsunami 2” , sviluppata dal Reparto
Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, che si
concretizzava con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere
emessa dal GIP DDA di Reggio Calabria il 28.3.2006 per il reato spaccio di
sostanze stupefacenti;
- l’operazione
“Tsunami 3”, svolta dal medesimo Reparto, da cui scaturiva un’altra
ordinanza di custodia cautelare in carcere per spaccio e associazione
finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti;
- l’operazione
“Black & White” della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, sfociata
in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 2.10.2008 dal GIP di
Reggio Calabria per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze
stupefacenti;
- l’operazione
“CRIMINE 3” da cui scaturiva
un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 6.7.2011 dal
GIP di Reggio Calabria per associazione finalizzata al traffico illecito di
sostanze stupefacenti.
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