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WHY NOT: DE MAGISTRIS, DA NAPOLITANO INGIUSTIZIA QUANDO ERO PM

Da sindaco ho avuto relazioni istituzionali, superata sofferenza

NAPOLI, 30 settembre 2014 - Da Giorgio Napolitano «ho subito una forte ingiustizia quando ero magistrato», ma «da sindaco ho superato questa sofferenza personale e ho intrapreso relazioni istituzionali con il presidente»: lo dice Luigi De Magistris, in un'intervista a Radio 24, sottolineando che per il futuro «i rapporti con il capo dello Stato continueranno a essere istituzionali».

De Magistris oggi è tornato sul suo rapporto con Napolitano, dopo aver parlato già ieri in un'intervista all'Espresso on line di «ingiustizia» subita quando era pm. «Ho fatto l'esempio di Napolitano - dice il sindaco di Napoli - per rispondere a quanti mi dicevano che mi ero isolato dalle istituzioni. Pur ritenendo di aver subito dal presidente, quando ero magistrato, una forte ingiustizia perchè lui presiedeva il Csm che mi ha trasferito e pur essendomi io appellato più volte a lui per non lasciarmi isolato in Calabria, appelli che non ha ritenuto di accogliere, tuttavia - ha evidenziato De Magistris - da sindaco ho superato questa sofferenza personale e ho intrapreso relazioni istituzionali con il presidente». I rapporti con il capo dello Stato «continueranno a essere istituzionali. Io continuo a fare il sindaco e sono certo che lo farò fino al 2016. Ci sarà collaborazione leale, ma anche libertà». De Magistris esclude una correlazione tra le sue critiche al capo dello Stato e la non partecipazione di Napolitano alla cena di gala di domani sera a Napoli, alla vigilia del vertice della Bce, il sindaco replica: «Era già previsto che il capo dello Stato non partecipasse alla cena così come era già previsto, prima della sentenza di condanna, che non vi partecipassi io».

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