De Magistris condannato, ma non si dimette e
rilancia "Qualcuno dice che io mi dovrei dimettere perché una sentenza di
questo tipo mi ha condannato. Io credo che guardandosi allo specchio e provando
vergogna quei giudici di quel tribunale si dovrebbero dimettere, non certo io
che ho fatto sempre il mio dovere". Così il sindaco di Napoli, Luigi de
Magistris, fonte Adnkronos, è intervenuto in Consiglio Comunale in merito alla condanna per abuso d'ufficio nel processo 'Why not'."Siamo
di fronte a uno Stato profondamente corrotto", ha detto ancora l'ex pm
aggiungendo: "Io sono un uomo delle istituzioni, non mi farò trascinare a
non avere più fiducia nello Stato e nelle istituzioni perché so che all'interno
delle istituzioni ci sono donne e uomini che sapranno riparare a queste
violazioni di legge". Ma poco prima il presidente del Senato Pietro
Grasso, rispondendo a una domanda sulla possibile sospensione del sindaco,
aveva sottolineato: ""La legge Severino è una legge che va applicata.
E' stata già applicata ad altri sindaci". "Penso sia inevitabile che
sia applicata - ha aggiunto la seconda carica dello Stato a Napoli per l'inaugurazione
della Fondazione Quartieri Spagnoli, - poi ci sarà naturalmente il seguito
dell'appello che potrà eventualmente dare un contorno definitivo alla
vicenda". Quanto a de Magistris "valuterà al meglio la situazione e
sa benissimo che, se non lo dovesse fare, ci sarebbe comunque un provvedimento
da parte del prefetto non appena si renderà esecutiva la sentenza oppure si
depositerà la motivazione", ha detto ancora Grasso riguardo la necessità o
meno di dimissioni da parte dell'ex pm.
PROCESSO WHY NOT, CONDANNATO LUIGI DE MAGISTRIS
GIUDICE-SINDACO DI NAPOLI: “HO FATTO SEMPRE IL MIO DOVERE…SI DIMETTESSERO QUEI
GIUDICI CHE MI HANNO CONDANNATO”. ED IL PRESIDENTE DEL SENATO:” LA LEGGE
SEVERINO È UGUALE PER TUTTI”
Domenico Salvatore
In principio c’era la dinasty dei ‘de Magistris’…nonno,
figlio, nipote e bisnipote. Tutti magistrati. Ma l’ultimo, diventato anche
europarlamentare per IDV, si è laureato con 110
& lode. Da Napoli si trasferì in Calabria a Catanzaro. E da
Catanzaro, tornò a Napoli, per fare il sindaco. Ma non c’è pace sotto gli ulivi
per de Magistris. Anzi all’ombra del Vesuvio. Le sue inchieste fecero furore.
Di riffe o di raffe furono coinvolti premier, Generali, Ministri, impresari,
segretari nazionali di partito, Governatori ecc.”Galeotta fu l’inchiesta “Why
Not” e chi la scrisse, quel giorno più non vi leggemmo avante”. Dice il
Corriere della Sera…” Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris è stato
condannato, a Roma, ad un anno e tre mesi con pena sospesa a conclusione del
processo sull’acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari
relative al periodo in cui era pm a Catanzaro. Stessa condanna per il
consulente informatico Gioacchino Genchi…. Il nome della complessa inchiesta
«Why Not» deriva da una società di outsourcing di Lamezia Terme che forniva alla
Regione Calabria lavoratori specializzati nel settore informatico. Una dei soci
ed amministratore della Why Not, Caterina Merante, insieme inizialmente agli
altri due soci, che avrebbero poi parzialmente ritrattato, ha dato il via alle
indagini che hanno ipotizzato un gruppo di potere trasversale tenuto insieme da
una loggia massonica coperta, giornalisticamente nota come “La Loggia di San
Marino”. A tale presunta loggia massonica coperta, che avrebbe influito sulle
scelte di amministrazioni pubbliche per l’utilizzo di finanziamenti e
l’assegnazione di appalti, si ipotizzava iscritta una parte dei 19 indagati ai
quali i carabinieri notificarono informazioni di garanzia per associazione per
delinquere, truffa, corruzione, violazione della legge Anselmi sulle
associazioni segrete sino al finanziamento illecito dei partiti. Nel mese di
dicembre 2008, dopo lo scontro tra le Procure di Catanzaro e Salerno, e dopo i
primi interventi del Consiglio Superiore della Magistratura, l’avviso di
conclusione indagini invece notificato a ben 106 persone, tra cui l’ex
presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ed il suo predecessore Giuseppe
Chiaravalloti. Archiviata invece la posizione di Romano Prodi e di alcuni suoi
più stretti collaboratori dopo che in precedenza era stata anche stralciata la
posizione di Clemente Mastella. Il 21 gennaio 2012 il Gup di Roma Barbara
Callari rinvia a giudizio Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi con l’accusa
di aver acquisito nel 2009 in modo illegittimo i tabulati telefonici di alcuni
parlamentari.” Ma che sta succedendo in Italia e nel mondo? Un Tourbillon
pazzesco, vorticoso…ONU, Nato, Patto di Varsavia, Muro di Berlino, Guerra dei
Sei giorni, Guerra Irachena, Crisi della Baia dei Porci, Guerra Fredda,
Primavera asiatica, Primavera africana, rivoluzione tecnologica, conquiste
spaziali, globalizzazione, dissolvimento dell’Unione Sovietica, l’Era Karol
Wojtyla, il mercato degli stupefacenti, i RSU, il boom economico e la crisi
economica, il boom dell’auto e la crisi dell’auto, fast-food, mini-gonna, blue jeans, computer,
telefonini di quarta generazione, i-pad, stereo 7, stereo 8, transistor,
televisore a cristalli liquidi, fibra ottica, scomparsa delle ideologie, era
Napolitano, preti d’assalto, pretori d’assalto, espianto e trapianto di organi,
Nicholas Green, scoperta del Dna, emancipazione della donna, Eugenio Montale,
Indro Montanelli, il petrolio, la moda,
abiti e calzature griffati, la Carta Costituzionale, il CSM, Era Fascista,
Benito Mussolini, la Repubblica, il Berlusconismo, i giornali on line, SMS, la
fine dei partiti. Le notizia prima viaggiavano di bocca in bocca, poi con i
cavali, i piccioni viaggiatori e dopo Guglielmo Marconi con la radio, i
telefoni, la televisione. Ma oggi in…tempo reale. Pazzesco, incredibile. Ed in
quantità industriale…
Ma l’avete sentita l’ultima? Giudici contro
giudici. Quis custodiet custodes? Giudice o politico? Luciano Violante, Giudice
Istruttore, docente di diritto penale, presidente della Camera e della
Commissione Parlamentare Antimafia. Piero
Grasso, procuratore capo della Repubblica di Palermo, Procuratore Nazionale
Antimafia, saggista, Presidente del Senato. Antonio Di Pietro, Commissario
della Polizia di Stato, giudice (Ha fatto parte del pool di Mani pulite come
sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano; nel 1996
è entrato in politica, e nel 1998 ha fondato il partito Italia dei Valori) più
volte Ministro ed europarlamentare. Ma non è facile orientarsi, riflettere,
esprimere, in questo bailamme. E la paralisi dei giorni scorsi, che in parte
ancora dura? E le baruffe chiozzotte del primo potere contro il secondo, il
secondo contro il terzo, il terzo contro il primo. Il ”quarto potere, c’azzecca
o no? Una cosa è lapalissiana:senza giudici,
non ci sarà mai giustizia. Senza arbitri, non ci sarà mai una partita. E
questa è la nostra opinione, alla quale, nel bene e nel male, non abbiamo mai
rinunziato. A prescindere dall’artico, 21 e successive leggi, modifiche ed
integrazioni. Luigi De Magistris è nato nel segno del destino? Comunque è stato
sempre al centro. Ma amministrare la Giustizia, non è stato mai un compito
facile, né agevoleIl flash dell’Agenzia Ansa…"La legge Severino è una
legge che va applicata, è stata già applicata anche ad altri
sindaci. Penso sia inevitabile che sia applicata". Così il presidente
del Senato, Pietro Grasso sul caso De Magistris. "Poi naturalmente ci sarà
il seguito dell'appello, dell'impugnazione che potrà eventualmente dare un
contorno definitivo alla vicenda"."Mi chiedono di dimettermi per
questa condanna, ma guardandosi allo specchio e provando vergogna devono
dimettersi quei giudici (della sentenza ndr)": così in consiglio comunale
il sindaco Luigi De Magistris. "Sono fiducioso che questa esperienza di
governo possa andare avanti fino al 2016"."Vorrebbero applicare per
me - aggiunge - la sospensione breve, in base alla legge Severino, un ex
ministro della Giustizia che guarda caso è difensore della mia controparte nel
processo a Roma. E la norma è stata approvata mentre il processo era in
corso". "Siamo di fronte a uno Stato profondamente
corrotto", dice in Consiglio comunale il sindaco, ribadendo di essere
"uomo delle istituzioni" e di non volersi "far trascinare"
a perdere tale fiducia. "Le istituzioni sapranno riparare a queste
violazioni di legge", ripete riferendosi alla sua condanna nel processo
Why Not."Avverto intatta la mia forza, ma anche un'energia più forte"
ha detto in Consiglio De Magistris. "Chiedo a chi ha la forza di andare
avanti, a chi vuole giustizia e non legalità formale di mettercela tutta.
Quando il quadro appare così confuso appare
anche più chiaro chi sta lavorando per mettere le mani sulla città. Quello che
dobbiamo fare è far capire ai nostri cittadini che la posta in gioco è alta, al
di là di ogni distinguo". "Non credo che si possa cancellare questa
esperienza a colpi di formalismi giuridici di norme", ha
concluso."Quando si alza il tiro e non ci si piega, l'artiglieria pesante
diventa più pericolosa. Noi non abbiamo armi ma sappiamo resistere e resisteremo.
Sono assolutamente fiducioso che questa esperienza arriverà fino alla fine, al
2016. La nostra esperienza non è solo Napoli ma va ben oltre e la porteremo
fino alla fine". Legge Severino applicabile a De
Magistris - "Mi vengono segnalate interpretazioni
discutibili, poco corrette a mio parere, del decreto legislativo n. 235 del
2012 riguardo alla sentenza di condanna del sindaco di Napoli Luigi De
Magistris. Ma il testo normativo non lascia dubbi di sorta: l'articolo 11
prevede per il sindaco che viene condannato, anche con sentenza non definitiva
del reato di cui all'articolo 323 C.P. (abuso d'ufficio), la sospensione
d'ufficio dalla carica". Lo precisa in una nota il Presidente della Giunta
delle Elezioni delle Immunità parlamentari del Senato, Dario Stefàno che ha
guidato i lavori di prima applicazione della legge Severino nel caso che ha
riguardato la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. "La sospensione
- prosegue - può durare al massimo 18 mesi. Quali precedenti possiamo
richiamare il decreto del prefetto di Brindisi del marzo 2014, con cui è stato
sospeso il sindaco di Fasano, ma anche quello del prefetto di Latina del 31
ottobre 2013, che aveva sospeso il Presidente della Provincia di Latina". "Altra
questione - conclude - è la vicenda dell'eventuale pena interdittiva ai
pubblici uffici, che segue una logica del tutto diversa. Due piani differenti
che vengono confusi. Ma la norma è chiara". Giudici contro. Non è
elegante, né dignitoso e men che meno produttivo, se non controproducente. Un cattivo esempio che viene dall’alto. Ma non è la regola
per fortuna. É solo una trascurabile eccezione. Domenico Salvatore

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