PAPA: LE PAROLE POSSONO UCCIDERE, INSULTARE NON È CRISTIANO
CITTÀ DEL VATICANO, 7 settembre 2014 «Voi sapete - ha detto il Papa a braccio all'Angelus - che anche le parole uccidono, e quando io sparlo, quando faccio una critica ingiusta quando spello un fratello con la mia lingua questo è uccidere la fama dell'altro, anche le parole uccidono, prendiamo questo sul serio». «È brutto insultare - ha detto ancora a braccio - un cristiano non insulta, insultare non è cristiano».
Subito dopo l'invito a prendere sul serio il fatto che le parole possono uccidere, il Papa ha ripreso il testo scritto spiegando che la «discrezione» nella correzione fraterna «ha lo scopo di non mortificare inutilmente il peccatore» e, ancora a braccio, a aggiunto: «Si parla tra due, e nessuno se ne accorge e tutto è finito. Successivamente, ricordando che la messa inizia con la richiesta di perdono per i propri peccati, papa Francesco, sempre a braccio, ha osservato: »non diciamo 'abbi pietà di questo vicino a me che è un peccatorè, o 'di questa vicino a me che è una peccatricè, diciamo 'abbi pietà di me che sono un peccatorè«. I »due principi fondamentali - ha spiegato ancora il Pontefice - sono due: tutti siamo peccatori, e a tutti Dio dona la sua misericordia«. Infine, ricordando che domani è la ricorrenza liturgica della Natività della Madonna, »cioè il suo compleanno«, ha inviato, come si fa con la mamma, a »rivolgerle un pensiero e una preghiera«, a »farle gli auguri per il compleanno« in questo modo.
CITTÀ DEL VATICANO, 7 settembre 2014 «Voi sapete - ha detto il Papa a braccio all'Angelus - che anche le parole uccidono, e quando io sparlo, quando faccio una critica ingiusta quando spello un fratello con la mia lingua questo è uccidere la fama dell'altro, anche le parole uccidono, prendiamo questo sul serio». «È brutto insultare - ha detto ancora a braccio - un cristiano non insulta, insultare non è cristiano».
Subito dopo l'invito a prendere sul serio il fatto che le parole possono uccidere, il Papa ha ripreso il testo scritto spiegando che la «discrezione» nella correzione fraterna «ha lo scopo di non mortificare inutilmente il peccatore» e, ancora a braccio, a aggiunto: «Si parla tra due, e nessuno se ne accorge e tutto è finito. Successivamente, ricordando che la messa inizia con la richiesta di perdono per i propri peccati, papa Francesco, sempre a braccio, ha osservato: »non diciamo 'abbi pietà di questo vicino a me che è un peccatorè, o 'di questa vicino a me che è una peccatricè, diciamo 'abbi pietà di me che sono un peccatorè«. I »due principi fondamentali - ha spiegato ancora il Pontefice - sono due: tutti siamo peccatori, e a tutti Dio dona la sua misericordia«. Infine, ricordando che domani è la ricorrenza liturgica della Natività della Madonna, »cioè il suo compleanno«, ha inviato, come si fa con la mamma, a »rivolgerle un pensiero e una preghiera«, a »farle gli auguri per il compleanno« in questo modo.

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