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Condofuri (RC), il castello dell'Amendolea patrimonio dell'Unesco?

Condofuri il simposio di antropologia 2014
L’artista Pietro Meduri, con la consueta sensibilità, ha realizzato per l’occasione una tela (Amendulia potamo) con pennellate luminose e policromatiche che sembra vogliano dare luce e speranza alla montagna. Ella, come ama definirla il dott. Bombino, nel tentativo di antropomorfizzare questo lembo di terra o piuttosto far rilucere le anime nere che sembravano aggirarsi tra i ruderi dopo essersi defilate dalle pagine del romanzo “Anime nere” dell’ospite d’onore Gioacchino Criaco; “bellezza”, per rimanere in tema, della letteratura calabrese, dal quale è tratto il film ‘Anime nere’ presente al Festival di Venezia 2014.
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CONDOFURI, IL SIMPOSIO DI ANTROPOLOGIA AL CASTELLO DEI RUFFO DI AMENDOLEA

Antonella Genova

CONDOFURI (Reggio Calabria)- 3 settembre 2014-Un pubblico, ammaliato dal luogo e dalla memoria, ha partecipato al Simposio di Antropologia “Artari D’Amiddalia” che si è svolto, con maestria, nel Castello Ruffo di Amendolea (Condofuri), in agosto, promosso da Franco Mafrica e organizzato in collaborazione con il Comitato Civico Pro-Condofuri e la collaborazione della Protezione civile, che hanno svolto un encomiabile servizio. Una suggestiva “Prima”, nella Chiesa protopapale dell’Assunzione, introdotta dal Presidente del Comitato civico, Antonino Iacopino. Il dott. Franco Arcidiaco, giornalista ed editore della Città del Sole, con eleganza ed efficacia ha condotto i relatori presenti, dott. Bombino, Presidente Parco dell’Aspromonte, dott. Gioacchino Criaco, scrittore, dott.ssa Naimo, in rappresentanza del sindaco di Condofuri in una narrazione antropologica, storica e religiosa dei paesi grecanici e aspromontani. La sensibilità intellettuale del dott. Giuseppe Bombino, che apre il Simposio, ha affidato il significato autentico dell’incontro alle “silenziose pietre” piene di storia, preponderanti sulle parole, che a volte sembra non possano dire della maestosità che le trascende. Le sue parole, rubate al silenzio, invece, hanno tratteggiato superbamente la memoria antropologica delle aree aspromontane, in una chiave di lettura che affida ad una politica impegnata e coraggiosa, che non giochi al rimbalzo di responsabilità, le sorti di una terra bella e amara. Bella nella vera lingua dell’Aspromonte che da oggetto della narrazione ambisca a diventare soggetto narrante e nelle radici mediterranee da mostrare allo sguardo dell’Europa, e amara nell’aver prodotto più storia di quanto si riesca a “consumare”. La candidatura Unesco, per il riconoscimento dell’Area greco-calabra patrimonio dell’umanità, può dare i suoi frutti. Nel frattempo è stato annunciato il contributo dell’Ente parco per il consolidamento del castello (150mila €) e per la realizzazione di un museo archeologico (30mila €) in Amendolea nell’edificio della scuola dismessa. La bellezza campeggiava all’ interno del castello con delle tele ritraenti scorci di terra greco- calabra incastonate - termine suggestivo che utilizza Arcidiaco - tra le rocce erose e arse La prof.ssa Antonella Genova, accogliendo l’invito del promotore Franco Mafrica, ha curato un’esposizione d’arte convinta che “Questo luogo seduce e induce alla bellezza. Ci invita alla contemplazione nella desertificazione estetica e anche estatica in cui la Calabria vive o sopravvive e a volte muore. Ma la bellezza, l’arte si sostanziano anche di orgoglio d’appartenenza, in tal modo indicare la strada della bellezza acquisisce un profondo significato culturale, politico ed etico, ha profondamente a che fare con la strada del riscatto. Con la speranza. Essere qui ha proprio il senso di ridare luce ad una bellezza naturale e antropologica e dunque anche se questa luogo regale splende di luce propria -- si erge superbo anche spoglio—il nostro intento è stato di vestirlo”.

Gli abiti d’epoca, offerti da Stile d’epoca dell’architetto Bruzzese, hanno reso più suggestivo lo scenario e l’estro degli artisti che hanno creato in estemporanea un dipinto del castello. L’artista Pietro Meduri, con la consueta sensibilità, ha realizzato per l’occasione una tela (Amendulia potamo) con pennellate luminose e policromatiche che sembra vogliano dare luce e speranza alla montagna. Ella, come ama definirla il dott. Bombino, nel tentativo di antropomorfizzare questo lembo di terra o piuttosto far rilucere le anime nere che sembravano aggirarsi tra i ruderi dopo essersi defilate dalle pagine del romanzo “Anime nere” dell’ospite d’onore Gioacchino Criaco; “bellezza”, per rimanere in tema, della letteratura calabrese, dal quale è tratto il film Anime nere presente al Festival di Venezia 2014. Lo scrittore, ha sostanziato il concetto di decoro, soprattutto dell’ architettura letteraria, in una Calabria che non ha più memoria di quel periodo bizantino quando la diffusione del libro in terra greco-calabra era veicolo di diffusione della cultura. Occorre prendere tutte le iniziative che consentano di fare un passo avanti per dimostrare che l’Aspromonte è in grado di sfamare la sua gente. L’Ente Parco ha dato il suo supporto per non perdere l’occasione di raccontare la nostra terra e di far arrivare risorse, considerato che il film è stato girato senza finanziamenti locali. Ogni nuova generazione è rassegnata a non poter progettare il proprio futuro perché sa di doversene andare, essendo stata abituata da secoli ad abbandonare l’idea di conquistare l’Aspromonte promuovendo quanto può dare con un’opera di sensibilizzazione. Pensare per lasciare il segno nel fulgido esempio di uomini come Zanotti Bianco che venne in Calabria non per distribuire sussidi ma per promuovere la costruzione di asili e di scuole, e non smettere di credere che “ Il sole sorge” come invitava Saverio strati nel suo scritto. Assenza importante del Soprintendente per i beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, che per impegni urgenti non ha potuto presenziare al Simposio, mentre il Sindaco di Condofuri, avvocato Salvatore Mafrici, è stato pregevolmente rappresentato dal vice sindaco, dott. Giulia Naimo che ha sottolineato la sua sorpresa per la realizzazione di un evento che si presentava complesso nella realizzazione e che ha superato ogni aspettativa. Il concerto di Musicofilia “Tra Musica e Cultura”, coordinato dal maestro Aldo Gurnari, raggiunge le merlature del castello e trasforma le tradizioni musicali della Calabria greca in vibrazione acustica ed estatica rendendo “magnificat” la serata, sublimata dalla voce del soprano, Anna Larizza, che ha ammaliato gli astanti. Al pianoforte Mario Versaci e Angelo Orlando, al clarinetto Pietro Eder Criseo. La serata si è conclusa nell’ Agorà dell’Amendolea sotto l’auspicio della “ Stella del Sud”, gruppo folk offerto dalla Amministrazione comunale di Condofuri.

Antonella Genova



 

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