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CITTÀ METROPOLITANE: BRESSA, OCCASIONE DA NON PERDERE

TORINO, 3 settembre 2014- «Dal 1 gennaio 2015 le città metropolitane, istituite nel 1990, diventeranno una realtà, ovvero organi fondamentali per l'operatività dei governi futuri». Lo ha detto questa sera a Torino il sottosegretario Gianclaudio Bressa, intervenuto alla Festa Democratica Metropolitana, a fianco del sindaco di Torino, Piero Fassino, presidente nazionale dell'Anci. «La città metropolitana di Torino sarà una delle più importanti d'Italia - ha aggiunto Bressa - per le sue caratteristiche che ne fanno un unicum, un grande capoluogo con intorno Comuni di grandi proporzioni, in tutto 315 Comuni che lavoreranno insieme in una dimensione nuova». 


Bressa ha poi sottolineato come «la città metropolitana di Torino sia stata la prima ad essere concepita politicamente. Fin dai tempi del sindaco Castellani - ha detto Bressa - la città metropolitana di Torino ha cominciato a diventare un vero progetto, sul quale hanno poi lavorato Chiamparino e oggi Fassino. Il progetto entrerà nel vivo il 12 ottobre, quando tutti i consiglieri comunali eleggeranno i consiglieri metropolitani. Questo sarà il primo passo per creare il nuovo governo metropolitano, che diventerà un soggetto che in proprio potrà anche trattare con l'Europa per i finanziamenti ad hoc, nonchè con i grandi investitori italiani e stranieri». «Tra 20 anni il 70% della popolazione europea sarà concentrato nelle grandi città - ha concluso Bressa - è un'occasione da non perdere, come già sanno molte analoghe istituzioni in giro per l'Europa». 

CITTÀ METROPOLITANE: FASSINO, COMUNI RESTANO CENTRALI  - «L'istituzione delle città metropolitane di fatto riconosce la centralità dei Comuni italiani, quella in atto è la più grande riforma costituzionale negli ultimi 40 anni». Lo ha affermato questa sera a Torino alla Festa Democratica Metropolitana del Pd, il sindaco di Torino e presidente dell'Anci Piero Fassino. «Il 90% delle politiche che gestiscono i servizi ai cittadini italiani passano per i Comuni - ha precisato Fassino - la riforma in atto riconosce tale centralità. Ci sono voluti 25 anni per realizzare le città metropolitane, che di fatto sono però una realtà sociale. Quando parliamo di Torino, Milano, Roma, consideriamo non solo quelle città ma anche i loro hinterland. Infatti sono anche già state attuate politiche in questo senso. Basti pensare, a Torino, a realtà come Gtt e Smat». Fassino ha poi ricordato come le future città metropolitane saranno anche più attrattive per gli investimenti stranieri. «In un recente incontro a Londra con i vertici di una nota banca d'affari - ha aggiunto il sindaco di Torino - mi è stato spiegato che i grandi soggetti investitori scelgono dove intervenire anche in base alla demografia. Attrae molto di più una città di due milione e duecentomila abitanti, come sarà la futura città metropolitana di Torino, piuttosto che una da 990.000 come l'attuale Torino». Fassino ha però segnalato alcune criticità della riforma alle quali bisognerà lavorare, come il fatto che la dimensione delle future città metropolitane coinciderà con le attuali Province, «avvicinando in questo modo realtà non sempre così similari, per esempio noi a Torino dovremmo imparare a preoccuparci di problemi delle montagne, anche degli impianti sciistici di una città come Sestriere. Non sarà facile, lavoreremo a 360 gradi». Ma il vero tallona d'Achille, ha sostenuto, sono le risorse, «Andrà comunque garantita l'operatività, fino al 31 dicembre, delle attuali Province».

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