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Conclusa la kermesse di Calabria Tricolore. Cascarano: «Siamo noi la vera rivoluzione!»

Cinquefrondi (Reggio Calabria) – La conclusione della decima “Festa Tricolore” è stata ovviamente il momento scelto dal sindaco Marco Cascarano per servire il redde rationem ad avversari e cittadini. Diciamolo subito, nel solco della tradizione, il primo cittadino accompagnato sul palco dall’assessore Anna Maria Macrì - che ha parlato del successo di una festa frutto di genuina «passione civica e politica», confermando l’investitura di Cascarano a leader unico della coalizione - e dal presidente di Calabria Tricolore, Titta Valensise – che non si è risparmiato criticando sarcasticamente la «mafia politica della sinistra che ha umiliato intere popolazioni» a cui è stata lanciata la sfida per il vero cambiamento partendo da realtà concrete ed esemplari come Cinquefrondi - ha voluto rappresentare alcune considerazioni circa lo stato dell’arte della situazione politico-amministrativa cittadina rispondendo, neanche tanto velatamente, agli avversari di Rinascita (pur senza mai citarli esplicitamente, nda). 

E le bordate non sono mancate: «Non servono grandi nomi – ha esordito Cascarano – per rendere grandi i momenti di festa. Ciò occorre solo quando si rappresenta se stessi e non la gente. Per noi politica vuol dire servizio e non continua denigrazione degli avversari». Una scelta - quella di ridimensionare la manifestazione di Rinascita – quasi doverosa dal punto di vista del leder di Uniti per il Popolo che ha voluto sottolineare come l’attrattiva dei visitatori possa rivelarsi in realtà un sorta di boomerang, più una vaporosa operazione di marketing che non una conferma politica data dal consenso effettivo dei cittadini. 

«Io la giacca non me la faccio tirare da nessuno - ha ripreso Cascarano- perché non solo abbiamo ritrovato l’armonia al nostro interno ma abbiamo confermato la vittoria di una idea politica sostenuta dalla gente». Una precisazione doverosa viste le ultime difficili gestazioni delle defezioni all'interno compagine (Bellocco prima e Macedonio a seguire, nda) per sgombrare il campo da dubbi e proseguire spediti nell’ultimo scampolo di consiliatura ad attualizzare la parte più concretamente politica e visibile, quella relativa al piano delle opere pubbliche in via d’esecuzione per la città, spesso oggetto del contendere politico. «Abbiamo l’orgoglio di poter dire d’aver trasformato Cinquefrondi – ha incalzato il sindaco – da paese in declino a punto di riferimento. Tutti ricorderanno gli annosi problemi legati alle forniture idriche ereditate dalle passate gestioni per le quali abbiamo subito persino condanne e che oggi ci hanno costretto forzosamente all’aumento dei ruoli dell’acqua: ebbene confermo che presto grazie all’operato della mia amministrazione – ha tenuto il punto - saremo completamente indipendenti da Sorical». 

Ma anche su spazzatura, lavoratori di Pianambiente, tariffe dei servizi, villa comunale, innovazione, campo sportivo, Viale Pertini, Psc e liceo musicale Cascarano ha voluto offrire i suoi distinguo e rafforzare i suoi successi che presto «cambieranno il volto alla città» peraltro confermando polemicamente il lancio del guanto di sfida sulle questioni concrete che interessano i cittadini, «i veri temi  su cui bisognerebbe concentrarsi e confrontarsi», e non su pruriginose questioni personali estranee alla politica di cui gli avversari si servirebbero per denigrare gli attuali amministratori. «Dovevamo durare 3/6 mesi. Invece siamo ancora qui a completare la consiliatura e stiano certi gli avversari che vinceremo anche le elezioni del 2015, perché noi rappresentiamo il vero cambiamento, la vera rivoluzione dei fatti e non delle parole» ha rimarcato Cascarano dando anche notizia della istituzione, a quanto pare prevista solo per Cinquefrondi, del nuovo centro dimensionale per i servizi sanitari che dovrebbe rafforzare le prestazioni in favore di un bacino complessivo di circa 180.000 cittadini del comprensorio pianigiano. Concludendo, Cascarano, ha voluto marcare il territorio ripetendo incessantemente ai suoi come un mantra,  la volontà di “andare fino in fondo” tenendo a sottolineare, da un lato, l’assenza di una vera proposta politica degli avversari e, dall’altro, avanzando la promessa di un aggiuntivo miglioramento della macchina amministrativa comunale in caso di ulteriore riconferma elettorale.

Giuseppe Campisi

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