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La 'ndrangheta ruba il futuro. Il messaggio di Alfano ai giovani di Legalitalia

Il ministro dell'Interno è intervenuto a conclusione del meeting organizzato in Calabria dal movimento Ammazzateci tutti e dalla Fondazione Scopelliti nel 23esimo anniversario dell'uccisione del giudice: «Tutti gli impegni presi nel piano anti-'ndrangheta saranno mantenuti». La proposta: a chi si pente dalla corruzione i benefici di mafia e terrorismo


«Gli 'ndranghetisti sono ladri di futuro, di speranza, di reputazione. Ad andare via devono essere loro non i giovani». »Mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti ci hanno rubato anche parole come famiglia, rispetto e, anche, le parole del Vangelo. La vera battaglia culturale dei ragazzi del sud, adesso, è riprendersi le parole».

Un messaggio rivolto a tutti i ragazzi, calabresi e non, quello del ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenuto ieri sera a Cannitello di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) alla serata conclusiva della manifestazione Legalitalia, edizione n.8, organizzata dal movimento antimafie 'e adesso Ammazzateci tutti' e dalla Fondazione Scopelliti per ricordare il procuratore generale di Cassazione Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto 1991 dalla mafia.

Lo Stato da parte sua manterrà le promesse. «Voglio assicurare che tutti gli impegni presi nell'ambito del piano anti-'ndrangheta saranno mantenuti», ha detto Alfano durante il dialogo con i ragazzi.

Oltre ai 'numeri' finora registrati nell'ambito delle attività del piano lanciato nell'aprile scorso - 48130 persone controllate, 467 denunce in stato di libertà, 62 arresti in flagranza di reato, 10 fermi di persona indiziata di delitto, 12428 controlli domiciliari, 1300 perquisizioni, 170 sequestri penali, 80 sequestri amministrativi, 32725 veicoli controllati, 9836 sanzioni per violazioni al codice della strada, 50 controlli in cantieri, con 31 lavoratori in nero scoperti - il ministro ne ha ricordato i pilastri fondamentali: «La cattura dei latitanti, il carcere duro una volta che sono catturati, e l'aggressione dei loro beni con sequestro e confisca». 

A questo si aggiunge la proposta lanciata dal ministro sul palco di Legalitalia, di «introdurre per chi si pente dalla corruzione gli stessi benefici in vigore per i pentiti di mafia e di terrorismo».   

Il giudice Scopelliti, e con lui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, «non sono morti invano» ma incarnano «un grande patrimonio immateriale del nostro Paese che è la memoria» ha proseguito Alfano, promotore - ha ricordato lui stesso - come ministro della Giustizia dell'introduzione della parola 'ndrangheta nella legislazione nazionale. 

«Di loro, così come del generale Dalla Chiesa è rimasto il mito, l'idea degli eroi».

Alla manifestazione è intervenuto venerdì 8 agosto anche il capo della Polizia Alessandro Pansa.

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