Si conclude in tribunale vicenda hot. Non insegnerà più - TORINO, 15 luglio 2014 - Nella vita era un docente modello, un professore integerrimo capace di commuovere i suoi studenti quando declamava Dante. Qualità che Valter Giordano non potrà più esercitare: il prof di Saluzzo, arrestato la scorsa estate per le relazioni amorose con due allieve all'epoca minorenni, ha patteggiato oggi una pena a due anni.
L'accordo davanti al gup di Cuneo Carlo Gnocchi, dopo che l'insegnante di Lettere ha rinunciato alla condizionale e ha risarcito le vittime, prevede anche non potrà più insegnare: tra le pene accessorie c'è infatti l'interdizione perpetua dalla cattedra. Si chiude così la vicenda giudiziaria iniziata quando l'insegnante, che oggi ha 58 anni, fu arrestato dai carabinieri su mandato di Cristina Bianconi. Il magistrato stava indagando sul suicidio di alcuni studenti avvenuti negli scorsi anni nella cittadina in provincia di Cuneo. Dalle intercettazioni telefoniche emersero invece le relazioni sessuali tra il docente e le sue due allieve minorenni. Incontri hard, conditi da sms e conversazioni bollenti e foto osè. Per il prof scattarono così le manette, con l'accusa di violenza sessuale con abuso di autorità, benchè le ragazze fossero consenzienti, a causa della loro età. La loro relazione, conclusa soltanto dall'arresto, finì su tutti i giornali, con tutti i particolari dell'operazione 'Giano Bifrontè, il nome scelto dagli investigatori per l'inchiesta. «Non sono un mostro», aveva sostenuto l'uomo, che ha scelto una comunità religiosa di Savigliano per scontare la sua pena. «Con le ragazze - aveva spiegato - ho avuto due relazioni condivise, in cui non vi sono state imposizioni fisiche o psicologiche. Ho proposto dei giochi erotici a una delle due studentesse, ma li ho interrotti se non aveva piacere di farli». Non è stato resa nota la cifra del risarcimento versato dal professore alle due giovani vittime e all'associazione Telefono Rosa. Per i legali dell'imputato, Enrico Gaveglio e Antonello Portera, con il patteggiamento è stato raggiunto «un giusto punto di equilibrio». «Il professor Giordano - dicono - è sereno e pronto a scontare il resto della condanna. Naturalmente abbiamo valutato tutto, compreso l'impatto mediatico che avrebbe potuto avere un proseguimento giudiziario di questa vicenda. Da domani - concludono - torneremo a lottare in sede giudiziaria per consentirgli di vedere altre persone oltre a noi e ai parenti più prossimi».
L'accordo davanti al gup di Cuneo Carlo Gnocchi, dopo che l'insegnante di Lettere ha rinunciato alla condizionale e ha risarcito le vittime, prevede anche non potrà più insegnare: tra le pene accessorie c'è infatti l'interdizione perpetua dalla cattedra. Si chiude così la vicenda giudiziaria iniziata quando l'insegnante, che oggi ha 58 anni, fu arrestato dai carabinieri su mandato di Cristina Bianconi. Il magistrato stava indagando sul suicidio di alcuni studenti avvenuti negli scorsi anni nella cittadina in provincia di Cuneo. Dalle intercettazioni telefoniche emersero invece le relazioni sessuali tra il docente e le sue due allieve minorenni. Incontri hard, conditi da sms e conversazioni bollenti e foto osè. Per il prof scattarono così le manette, con l'accusa di violenza sessuale con abuso di autorità, benchè le ragazze fossero consenzienti, a causa della loro età. La loro relazione, conclusa soltanto dall'arresto, finì su tutti i giornali, con tutti i particolari dell'operazione 'Giano Bifrontè, il nome scelto dagli investigatori per l'inchiesta. «Non sono un mostro», aveva sostenuto l'uomo, che ha scelto una comunità religiosa di Savigliano per scontare la sua pena. «Con le ragazze - aveva spiegato - ho avuto due relazioni condivise, in cui non vi sono state imposizioni fisiche o psicologiche. Ho proposto dei giochi erotici a una delle due studentesse, ma li ho interrotti se non aveva piacere di farli». Non è stato resa nota la cifra del risarcimento versato dal professore alle due giovani vittime e all'associazione Telefono Rosa. Per i legali dell'imputato, Enrico Gaveglio e Antonello Portera, con il patteggiamento è stato raggiunto «un giusto punto di equilibrio». «Il professor Giordano - dicono - è sereno e pronto a scontare il resto della condanna. Naturalmente abbiamo valutato tutto, compreso l'impatto mediatico che avrebbe potuto avere un proseguimento giudiziario di questa vicenda. Da domani - concludono - torneremo a lottare in sede giudiziaria per consentirgli di vedere altre persone oltre a noi e ai parenti più prossimi».
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