OPPIDO MAMERTINA (REGGIO CALABRIA), 6 luglio 2014 - Ha inizio tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli settanta l'attività di trasporto del cemento su strada avviata da Giuseppe Mazzagatti, di 82 anni, ritenuto il boss dell' omonima cosca di Oppido Mamertina, nel reggino. Agli inizi degli anni settanta, infatti, Giuseppe Mazzagatti, dopo anni dedicati alla vendita della frutta con un piccolo camion, in supporto perlopiù dell'attività di fruttivendolo del padre, avvia l'attività di trasporto del cemento su strada. L'uomo fu coinvolto anche nell'omicidio di un autotrasportatore con il quale aveva avuto contrasti per il predominio nel settore del trasporto del cemento su strada.
REGGIO CALABRIA: GRATTERI, CARABINIERI HANNO FATTO BENE A LASCIARE PROCESSIONE - PROVVEDIMENTI PER CHI HA VIOLATO REGOLE CHIESA E PAROLE DI PAPA FRANCESCO - «Sta agli altri -rimarca Gratteri- come ho detto sia prima e sia dopo che Papa Francesco venisse in Calabria, essere conseguenziali e coerenti con quello che ha detto Papa Bergoglio e con quello che abbiamo scritto con il libro 'Acqua santissima" (di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso sulle contiguità tra 'ndrangheta e chiesa cattolica, ndr)». «È ora di finirla con la retorica delle parole -taglia corto il magistrato da vent'anni in prima linea contro la 'ndrangheta- e incominciare a prendere provvedimenti con chi ha violato le regole della Chiesa e le parole di Papa Francesco».
REGGIO CALABRIA: MONS. MOROSINI SU 'INCHINÒ A BOSS, DIVIETO FESTA = Reggio Calabria, 6 luglio 2014- L'arcivescovo di Reggio Calabria, Giuseppe Fiorini Morosini, ricorda un decreto emanato nel febbraio scorso che vieta soste non autorizzate durante le processioni religiose. Il presule interviene nelle stesse ore in cui è diventato un caso l'inchino davanti alla casa di un boss a Oppido Mamertina. «Il percorso della processione - riporta il decreto - sia caratterizzato dalla preghiera e dalla riflessione spirituale; sia preventivamente concordato con il Parroco e successivamente sottoposto al nihil obstat della Curia Arcivescovile; durante lo svolgimento dell'itinerario è proibita qualsiasi forma di raccolta di denaro; le soste siano fatte per opportune e doverose pause, e in tale circostanza la statua o l'effige del Patrono o della Patrona non sia rivolta verso case o edifici. Tali soste devono essere stabilite previamente con il Parroco». In caso di non osservanza o adempimento a quanto prescritto, «l'anno successivo non sarà concessa l'autorizzazione per la celebrazione della Festa». Tali norme, spiega una nota della diocesi, sono finalizzate «a garantire il corretto svolgimento delle Processioni, che devono essere solo ed esclusivamente un'occasione di preghiera, di evangelizzazione e di testimonianza della carità, evitando così il pericolo di ogni tipo di degenerazione lontana dall'ottica di fede».
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Mazzagatti, dopo alcuni anni, riuscì ad acquistare un autocarro e successivamente un autocementiera ed iniziò ad esercitare l'attività in regime di monopolio. Nel 1980 il Tribunale di Vibo Valentia condannò Peppe Mazzagatti ed il fratello Carmelo, per il reato di estorsione ai danni degli autotrasportatori di cemento che rifornivano diversi imprenditori della zona. Mazzagatti, infatti, vantando una amicizia con Giacomo Piromalli riuscì ad imporre agli autotrasportatori di astenersi dall'effettuare carichi di cemento destinati ai cantieri per i lavori della strada Rosarno - Gioiosa Jonica, costringendo l'azienda produttrice di cemento a rivolgersi direttamente a lui per la fornitura del materiale. Il presunto boss, condannato all'ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa, è ritenuto uno dei principali protagonisti della faida tra le cosche della 'ndrangheta di Oppido Mamertina verificatasi negli anni '90. Nel 1993 gli uccisero in un agguato mafioso il figlio Pasquale, di 33 anni. Nel 2003, dopo una lunga detenzione in carcere, ha ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute e per la sua età
Calabria, la Madonna fa l’inchino in onore del boss Giuseppe Mazzagatti
Durante la processione della Madonna delle Grazie, un rito secolare a Oppido Mamertina, la statua della Vergine, preceduta da sacerdoti e da mezzo consiglio comunale, è stata fermata davanti al portone della casa del boss del paese.
REGGIO CALABRIA – La scomunica di Papa Francesco non è bastata, nonostante l’impegno di alcuni sacerdoti, ci sono ancora quelli che rendono omaggio ai boss e fanno pure inchinare i santi nelle processioni delle feste patronali.
Il vescovo antimafia Giuseppe Fiorini Morosini pochi giorni fa ha chiesto di sospendere per dieci anni la figura dei padrini nei battesimi e cresime, ed ecco che il segnale dei padroni del territorio è arrivato forte e chiaro.
Il fattaccio è accaduto a Oppido Mamertina, cittadina di faide e di morti ammazzati di ‘Ndrangheta. Durante la processione della Madonna delle Grazie, un rito secolare, i carabinieri hanno improvvisamente abbandonato la funzione religioso, dopo aver assistito ad una scena intollerabile per chi rappresenta lo Stato indossando una divisa.
La statua della Vergine, preceduta da sacerdoti e da mezzo consiglio comunale, è stata fermata davanti al portone della casa del boss del paese.
Lo stop seguito da un inchino, in onore di Giuseppe Mazzagatti, il capoclan 82enne condannato all’ergastolo per reati di mafia.
Vecchio, ma ancora temuto e potente, agli arresti domiciliari per motivi di età e di salute. Un gesto clamoroso e dal significato plateale, inascoltate le raccomandazioni del vescovo e l’invettiva del pontefice.
REGGIO CALABRIA: MONS. MILITO, PROVVEDIMENTI ENERGICI SU PROCESSIONE DI OPPIDO - A chi gli chiede se ha visto in questi ultimi anni una crescita della coscienza civile in Calabria contro la 'ndrangheta, mons. Milito replica: «Io noto che c'è, da parte di tanta gente, intanto un rifiuto netto, anche perché qualcuno paga di persona. Si fa opera di educazione delle coscienze; in tante parrocchie su questo punto non si concede un attimo di tregua: in positivo, per favorire la formazione delle coscienze, in negativo per contrastare tutto ciò che potrebbe essere di ostacolo, più di una volta pagando anche in termini economici e finanziari. Quindi, certamente c'è». «Ma non si può negare -conclude il vescovo di Oppido Mamertina- che attorno e accanto a questa posizione ferma di tante persone, sopravvive ancora, per tanti motivi, questa forma di omertà, di paura, di non avere il coraggio, o di volere comunque imporre stili che, comunque, con la fede nulla hanno a che fare».
NDRANGHETA:PROCESSIONE;15 GIORNI FA SCOMUNICA PAPA A MAFIOSI - OPPIDO MAMERTINA - Sono trascorsi solamente quindici giorni da quando Papa Francesco, nel corso della messa nella spiana di Sibari, ha scomunicato i mafiosi. Papa Bergoglio, al termine della visita pastorale nella diocesi di Cassano allo Jonio, aveva lanciato la scomunica per i mafiosi e la richiesta di combattere la 'ndrangheta perchè adora i soldi e disprezza il bene. «Quando non si adora il Signore - aveva detto il Papa - si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato. La 'ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell'educare le coscienze, deve sempre più spendersi perchè il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi». «Quelli - aveva concluso - che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati».
REGGIO CALABRIA: MONS. MILITO, PROVVEDIMENTI ENERGICI SU PROCESSIONE DI OPPIDO - A chi gli chiede se ha visto in questi ultimi anni una crescita della coscienza civile in Calabria contro la 'ndrangheta, mons. Milito replica: «Io noto che c'è, da parte di tanta gente, intanto un rifiuto netto, anche perché qualcuno paga di persona. Si fa opera di educazione delle coscienze; in tante parrocchie su questo punto non si concede un attimo di tregua: in positivo, per favorire la formazione delle coscienze, in negativo per contrastare tutto ciò che potrebbe essere di ostacolo, più di una volta pagando anche in termini economici e finanziari. Quindi, certamente c'è». «Ma non si può negare -conclude il vescovo di Oppido Mamertina- che attorno e accanto a questa posizione ferma di tante persone, sopravvive ancora, per tanti motivi, questa forma di omertà, di paura, di non avere il coraggio, o di volere comunque imporre stili che, comunque, con la fede nulla hanno a che fare».
NDRANGHETA:PROCESSIONE;15 GIORNI FA SCOMUNICA PAPA A MAFIOSI - OPPIDO MAMERTINA - Sono trascorsi solamente quindici giorni da quando Papa Francesco, nel corso della messa nella spiana di Sibari, ha scomunicato i mafiosi. Papa Bergoglio, al termine della visita pastorale nella diocesi di Cassano allo Jonio, aveva lanciato la scomunica per i mafiosi e la richiesta di combattere la 'ndrangheta perchè adora i soldi e disprezza il bene. «Quando non si adora il Signore - aveva detto il Papa - si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato. La 'ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell'educare le coscienze, deve sempre più spendersi perchè il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi». «Quelli - aveva concluso - che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati».
REGGIO CALABRIA: GRATTERI, CARABINIERI HANNO FATTO BENE A LASCIARE PROCESSIONE - PROVVEDIMENTI PER CHI HA VIOLATO REGOLE CHIESA E PAROLE DI PAPA FRANCESCO - «Sta agli altri -rimarca Gratteri- come ho detto sia prima e sia dopo che Papa Francesco venisse in Calabria, essere conseguenziali e coerenti con quello che ha detto Papa Bergoglio e con quello che abbiamo scritto con il libro 'Acqua santissima" (di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso sulle contiguità tra 'ndrangheta e chiesa cattolica, ndr)». «È ora di finirla con la retorica delle parole -taglia corto il magistrato da vent'anni in prima linea contro la 'ndrangheta- e incominciare a prendere provvedimenti con chi ha violato le regole della Chiesa e le parole di Papa Francesco».
Oppido Mamertina, la Madonna fa l’inchino al boss
Quelle parole di Papa Francesco contro i mafiosi – “Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati. La vostra terra tanto bella conosce i segni di questo peccato: l’adorazione del male e il disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna sempre dirgli di no perché la ‘ndrangheta è adorazione del male. Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male, come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza e la vostra terra, tanto bella, conosce i segni e le conseguenze di questo peccato. La ‘ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune”. Vale la pena ricordare queste parole di Papa Francesco scandite nella piana di Sibari contro la criminalità organizzata appena quindici giorni fa, soprattutto dopo quello che è successo nel paese di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria.
La genuflessione davanti la casa di Giuseppe Mazzagatti – L’anatema pronunciato dal Pontefice in Calabria non sembra aver scosso le coscienze di tutti. Ed è grave che simili parole non abbiano fatto breccia in un sacerdote. Si tratta del parroco di Oppido Mamertina che, durante la processione della Madonna delle Grazie, ha deciso di fare un gesto da vecchio film mafioso. La statua, preceduta dai sacerdoti e da buona parte del consiglio comunale, arrivata all’incrocio tra corso Aspromonte e via Ugo Foscolo, è stata fatta fermare davanti alla casa del boss del paese. Di fronte all’abitazione di Giuseppe Mazzagatti, anziano capo clan di 82 anni condannato all’ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso, la statua della Madonna ha sostato per meno di un minuto e prima di ripartire si è inchinata alla dimora del mafioso. Un gesto che ha spinto il maresciallo Andrea Marino ed i suoi uomini ad abbandonare immediatamente la processione. Grande senso dello Stato e coraggio da parte delle forze dell’ordine, che però non sono state seguite da nessuno. Né dalle autorità istituzionali né da quelle religiose.
Il bellissimo gesto dei carabinieri – La Chiesa si dimostra, ancora una volta, il regno delle contraddizioni. Da un lato ci sono parroci impegnati in prima linea contro la criminalità organizzata e dall’altro lato, invece, si trovano gli uomini in abito sacro pronti a benedire il boss mafioso di turno. Una dicotomia fastidiosa e inaccettabile soprattutto per Papa Francesco, che non a caso aveva pronunciato qualche giorno fa quella dura condanna nei confronti della mafia. Probabilmente il gesto durante la processione a Oppido Mamertina è una risposta proprio a quel discorso ormai famoso del Santo padre. Una presa di posizione che fa venire i brividi. E’ stato lanciato un guanto di sfida alla spiritualità che il Papa argentino sta diffondendo nell’ultimo periodo. Adesso è attesa una dura presa di posizione da parte delle istituzioni vaticane e in particolar modo anche di quelle italiane, le quali dovranno agire con durezza nei confronti di quei politici presenti alla processione che non hanno abbandonato il rito religioso dopo il gesto di riverenza nei confronti del boss Mazzagatti. Vergognosamente non hanno seguito l’atteggiamento orgoglioso dei carabinieri, che al contrario hanno lasciato l’evento religioso per far capire come lo Stato da loro rappresentato non si inginocchia davanti ai boss. Un’azione bellissima da parte delle forze dell’ordine in mezzo ad un mare di omertà e paura.
Fonte: Valerio Morabito http://www.blogtaormina.it/2014/07/06/oppido-mamertina-madonna-fa-linchino-boss/185899
REGGIO CALABRIA: MONS. MOROSINI SU 'INCHINÒ A BOSS, DIVIETO FESTA = Reggio Calabria, 6 luglio 2014- L'arcivescovo di Reggio Calabria, Giuseppe Fiorini Morosini, ricorda un decreto emanato nel febbraio scorso che vieta soste non autorizzate durante le processioni religiose. Il presule interviene nelle stesse ore in cui è diventato un caso l'inchino davanti alla casa di un boss a Oppido Mamertina. «Il percorso della processione - riporta il decreto - sia caratterizzato dalla preghiera e dalla riflessione spirituale; sia preventivamente concordato con il Parroco e successivamente sottoposto al nihil obstat della Curia Arcivescovile; durante lo svolgimento dell'itinerario è proibita qualsiasi forma di raccolta di denaro; le soste siano fatte per opportune e doverose pause, e in tale circostanza la statua o l'effige del Patrono o della Patrona non sia rivolta verso case o edifici. Tali soste devono essere stabilite previamente con il Parroco». In caso di non osservanza o adempimento a quanto prescritto, «l'anno successivo non sarà concessa l'autorizzazione per la celebrazione della Festa». Tali norme, spiega una nota della diocesi, sono finalizzate «a garantire il corretto svolgimento delle Processioni, che devono essere solo ed esclusivamente un'occasione di preghiera, di evangelizzazione e di testimonianza della carità, evitando così il pericolo di ogni tipo di degenerazione lontana dall'ottica di fede».
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