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"NANO-SUCCHI" DA BERE PER ESAME NON INVASIVO DELL'INTESTINO

MILANO, 06 luglio 2014- "Nano-succhi" da bere per esaminare in modo non invasivo l'intestino. Si tratta di 'bibite corrette" con speciali nanoparticelle che, una volta giunte nell'intestino, vengono illuminate da un'innocua luce laser. In questo modo permettono di visualizzare tutto quello che accade in tempo reale, alla ricerca di segni di malattie come la celiachia e il morbo di Crohn. 

Le hanno sviluppate i ricercatori statunitensi dell'Università di Buffalo, che su Nature Nanotechnology pubblicano i risultati ottenuti nei primi test sui topi. La nuova tecnica di indagine usa come agenti di contrasto delle piccole molecole colorate (chiamate naftalocianine) che assorbono la luce nello spettro del vicino infrarosso. Queste sono state 'impacchettate" all'interno di nanoparticelle che attraversano in maniera sicura l'apparato digerente fino a raggiungere l'intestino tenue, il 'tubò lungo quasi sette metri dove avviene gran parte dell'assorbimento dei cibi. 

Una volta giunte a destinazione, le nanoparticelle vengono colpite dagli innocui impulsi laser generati dalla tomografia fotoacustica: in questo modo è possibile visualizzare la loro distribuzione tra le anse intestinali monitorando in tempo reale anche i movimenti peristaltici, ovvero le contrazioni dei muscoli delle pareti intestinali che servono a far avanzare il cibo. Nei topi la tecnica si è dimostrata più sicura ed efficace dei tradizionali metodi di indagine (come gli ultrasuoni, la risonanza magnetica e la radiografia dopo ingestione di solfato di bario). 

I ricercatori stanno ora perfezionando ulteriormente questi 'nano-succhì in vista di una futura sperimentazione sull'uomo.

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