ROMA, 6 luglio 2014 - Le inondazioni possono essere previste con mesi di anticipo grazie ai satelliti. È quanto dimostra uno studio di ricercatori dell'Università della California a Irvine, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, secondo cui ciò sarebbe possibile monitorando nel tempo le condizioni dei bacini idrografici con misurazioni satellitari. L'umidità di un bacino d'acqua determina la sua risposta alle precipitazioni, influenzando la variabilità delle inondazioni.
Le stime sull'acqua "immagazzinata", ricavate dalle osservazioni fatte con i satelliti possono essere usate per caratterizzare potenziali alluvioni, e fare previsioni di lungo periodo. Lo ha verificato il team di studiosi, coordinato da John Reager, che ha messo a confronto le misure delle dimensioni del fiume con quelle dell'acqua presente nel bacino, raccolte tramite i satelliti della Nasa Gravity Recovery e Climate Experiment, prima della catastrofica alluvione del Missouri nel 2011. Con le informazioni ottenute dal satellite sull'umidità totale del bacino del fiume da tutte le sue varie fonti, cioè neve, superficie, umidità del suolo e falda acquifera, gli studiosi sono stati in grado di prevedere la possibile inondazione con un anticipo di 5-11 mesi rispetto al disastro del 2011. Invece le misure fatte sul campo dell'acqua delle nevi e dell'umidità del suolo consentono di prevedere possibili inondazioni con un anticipo massimo di 2 mesi.
Altri casi di studio relativi alle inondazioni del fiume Columbia e del bacino dell'Indo hanno ulteriormente confermato che le previsioni di inondazioni richiedono informazioni accurate sul completo stato idrogeologico del bacino del fiume.
Le stime sull'acqua "immagazzinata", ricavate dalle osservazioni fatte con i satelliti possono essere usate per caratterizzare potenziali alluvioni, e fare previsioni di lungo periodo. Lo ha verificato il team di studiosi, coordinato da John Reager, che ha messo a confronto le misure delle dimensioni del fiume con quelle dell'acqua presente nel bacino, raccolte tramite i satelliti della Nasa Gravity Recovery e Climate Experiment, prima della catastrofica alluvione del Missouri nel 2011. Con le informazioni ottenute dal satellite sull'umidità totale del bacino del fiume da tutte le sue varie fonti, cioè neve, superficie, umidità del suolo e falda acquifera, gli studiosi sono stati in grado di prevedere la possibile inondazione con un anticipo di 5-11 mesi rispetto al disastro del 2011. Invece le misure fatte sul campo dell'acqua delle nevi e dell'umidità del suolo consentono di prevedere possibili inondazioni con un anticipo massimo di 2 mesi.
Altri casi di studio relativi alle inondazioni del fiume Columbia e del bacino dell'Indo hanno ulteriormente confermato che le previsioni di inondazioni richiedono informazioni accurate sul completo stato idrogeologico del bacino del fiume.

Social Plugin