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IN ANTEPRIMA NAZIONALE. Il disamore è una cometa raggiungibile Sarashil e Garcia nel mistero dell’incontro di Pierfranco Bruni

In anteprima nazionale il primo capitolo del romanzo di Pierfranco Bruni
"Sarashil e Garcia. Il disamore è una cometa raggiungibile" (Pellegrini)
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Il disamore è una cometa raggiungibile
Sarashil e Garcia nel mistero dell'incontro

di Pierfranco Bruni

Volo Roma Tunisi. È una mattina di sole. Appuntamenti a Tunisi per una mia conferenza. Sono anni di conferenze, di parole, di confronti.
Già, i confronti! Non amo più confrontarmi. Sono stanco di voci che restano distanti da me. Quando si invecchia succede così. O quando si è troppo vissuti.
Io preferisco sostenere la tesi di essere troppo vissuto. In questo c'è molto del mio Cesare Pavese. Il vizio è sempre lo stesso. Sì, da quando avevo meno di vent'anni. Ma non mi avventuro in un paradosso critico.
Volo Roma Tunisi. Seduto con la cintura. Si vola.
Ho accanto una presenza magica… 
Lascio giornali, libri e matite per osservare la donna che mi sfiora con le braccia, seduta sul posto finestrino. Siamo in due.
Mi chiede appena smetto di leggere: "Perché va Tunisi?".
Ha gli occhi di un nero greco danzante, quasi bizantino. Mi parla con una accento tra l'italiano, lo spagnolo e l'arabo.
Ed io rispondo chiedendo: "E lei perché ritorna a Tunisi?".
Mi dice: "Io non ritorno a Tunisi. Non sono tunisina. Ma sono francese anche se il mio profilo, così dicono, è arabo".
Questa volta, con un sorriso accentuato, pronuncio: "Lei è soltanto bellissima. Che sia prevertiana o araba, spagnola o nerudiana poco importa. Lei è semplicemente bellissima… Sconvolgente. Ammaliante, precipitosamente pericolosa. Ha un viso che nasconde segreti e la sua pelle sembra di donna che ha attraversato i deserti e porta la gioia nello sguardo…".
"Ma  lei mi lusinga. Anzi mi mette a disagio anche se apprezzo  il suo corteggiamento senza perdita di tempo… Vuole subito portarmi a letto? Uomo dai bracciali tibetani… Le dirò. Sono una scrittrice. Mi chiamo Sarashil. Vede, il mio nome è arabo. Ma non sono araba anche se il velo mi indossa con la magia delle danzatrici. Vado a Tunisi perché devo finire un mio libro dove si parla anche di un incontro tra due personaggi che hanno scritto un romanzo che racconta la stessa storia. Pensi un po'. Due personaggi che hanno scritto prima che si conoscessero. È strano? No, è soltanto il misterioso che incanta e penetra la vita. È letteratura o è sogno?".
Guardo i suoi occhi. Hanno la meraviglia non del mare, ma degli orizzonti infiniti che cadono nella notte. Ha gli occhi della notte scavati come perle nere. Rare e preziose. Ha una collana di perle nere e due bottoni sempre di perle nere che fanno da orecchini. La donna dagli occhi di perle nere…
Il volo procede toccando il cielo Mediterraneo.
"Che strano, dico, andiamo a Tunisi per conoscere il fascino. Io mi chiamo Garcia, ma non sono nato in Spagna. Sono uno scrittore che non scrive più perché ha capito che occorre parlare e ascoltare il vento, gli orizzonti e i tramonti e i deserti. Resterò a Tunisi alcuni giorni per delle conferenze e poi per rivisitare, ancora una volta, la Medina. Strano questo nostro incontro qui sull'aereo…".
"Ah, sognatore…Non c'è nulla di strano nella vita. Veda. Io Sarashil, donna che lei definisce araba,  incontro Garcia, uomo che sembra avere l'Andalusia nella voce. Una scrittrice che non si è stancata di scrivere e uno scrittore che vorrebbe non scrivere più. Il destino. Io e te siamo personaggi. Ti ho dato del tu… Mi scusi ho usato il tu…".
"Sono felice del tu", con un filo di voce rispondo.
"Ma cosa è quel libro che ha tra le mani. Ho letto il titolo e mi sembra interessante, anzi ha qualcosa di incantevole".
"Sì, sembra un diario. Ma forse non lo è. È una invenzione o una fantasia. Il titolo? Ecco: 'Il disamore è una cometa raggiungibile'. Cosa racconta? Una semplice storia d'amore…".
"Ah ah ah, mio caro professore Garcia, le storie d'amore non sono mai semplici, ma neppure difficili. L'amore è così… Gli uomini sono raggiungibili e incomprensibili… Sai ho spiato le prime pagine di questo libro ed ho letto un piccolo brano spiandoti… Mi leggi questo brano? Ma devi essere tu, con la tua voce enigmatica e paziente, a leggerlo".
"Certo. Leggo con il mio accento tutto mediterraneo e divi comprendere. Ma tu perche dici di non essere araba? Hai tutto del fascino e del mistero arabo…".
"Forse poi ti racconterò i miei intrecci di generazioni e di destini… Ma dai, ora leggi altrimenti arriviamo a Tunisi e poi…".
"Si leggo. Ecco: 'Non hai più nulla della donna che ho amato. Non hai più nulla di ciò che ho cercato o di ciò che pensavo che tu avessi. È pur vero che il disamore comincia con una illusione sconfitta, ma quando si pensa di amare tutto diventa invisibile o tutto sembra possibile pur inventandosi una bellezza che soltanto tra gli amanti esiste. Non hai più nulla del mistero che cercavo di attraversare. Il banale ha il sopravvento e tu, che credevo infinita nella mia anima, sei un quaderno che ho spaginato tra pagine scritte dall'immaginario. Tutto si chiude. Come in un teatro a luci assopite quando la recita scrive la sua fine c'è la realtà. Si dice sempre così anche se ogni storia disegna una sua avventura nonostante le diversità delle storie. Non hai più nulla della magia che ho pensato di vivere. Non ho più nulla del giocatore che ha giocato con te illudendosi di giocarsi un destino. Quando un amore finisce, se amore è stato, tutto serve per trasformare le illusioni in rancore. Ma da parte mia non ci sono rancori. Ci sarà solo silenzio. Solo il silenzio chiuderà la tenda dei mattini e aprirà la notte alla luna. Non mi rimprovero nulla tranne di averti amato troppo. E non è poco. Anzi...'".
"E' stupenda e dolorante… Ma conosci l'autore del libro? È un tuo conoscente o un amico e chissà se esiste ancora… Capisco che non vuoi parlare dell'autore…".
Interrompo e poi:  "Ti leggo una aggiunta della pagina successiva che non hai potuto spiare. Dice: 'Non tessere parole inopportune credendo che siano necessarie. Quando l'amore diventa una storia la luna camminante negli sguardi ha il sollievo del tramonto. Ed io e te non siamo più un destino. Ti perdo ogni giorno un poco tra i limiti delle distanze. Mi perdi in ogni aurora che non vedi lunga la distesa immensa dei silenzi. Non è questione di disamore. È soltanto che io e te non ci cerchiamo più'. Devo continuare?".
"Sai, il titolo non mi è nuovo. Ma ciò che si racconta è terribile. Tremante. È mai possibile che un amore possa poi trasformarsi in disamore? Leggimi, anzi recitami, sussurra ancora Sarashil, la poesia che viene dopo ciò che hai recitato. Sembra che tu voglia nasconderla con la mano appoggiata sulla pagina".
"Non è così. È un libro, comunque, che mi ha fatto molto  riflettere. Ti  lascio come ricordo questi versi visto che stiamo per atterrare all'aeroporto di Tunisi. Non so se avremo modo di ritrovarci…".
"Chissà, mi dice, con voce bassa e malinconica Sarashil, non porti il problema. Vedrai che noi resteremo il mare e il deserto. Il fascino del nostro incontro in aereo sta proprio qui… Ed ora ti tocca. Stiamo per atterrare. Sbrigati recitami i versi".
"Certo. Vado. Ascolta:  
'Se mi ascolti non raccontartelo.
Se ci sei non chiedermelo.
Se mi cerchi mi hai già perso lungo il filo del tuo sguardo.
Il mio silenzio non è più un gioco
ed io e te siamo un orizzonte.
Le foglie non hanno vento
e sono rimaste
sotto la sabbia delle lune incerte.
Amore mio
non parlarmi d'amore
se il rischio vale il coraggio di una malinconia'.
Qui si chiude il capitolo".
"Sì, è vero. Hai detto che fa riflettere. Ma va anche oltre. La vita è poesia e la poesia non nasconde la vita. Ma la lettura di  questo libro non finisce qui".
"Certo nulla finisce qui. Questo libro forse è solo l'inizio…".
"Io resterò a Tunisi una buona settimana. Ti aspetto questo pomeriggio all'ingresso della Medina. Questo è il numero di telefono. Aspetto una tua telefonata. Tu non mi dare recapiti perché so che sarai tu a cercarmi. Il resto verrà dopo. Ti bacio. Non dimenticare il mio nome. Mi chiamo Sarashil. E tu Garcia".
Non ho neppure il tempo di dire parole. Lei è già via. Ho visto che si è coperta il capo con un velo di seta azzurro. Soltanto gli occhi si lasciano intravedere.
A distanza ha alzato il braccio come un saluto.
L'ho vista allontanarsi. È bellissima! Ha lo sguardo nel vento e le perle nere sono abbaglianti come tutto il suo corpo nella danza dei passi.
Ha gli occhi neri come due perle… e cosa a che fare le pagine del romanzo che  mi ha chiesto di leggere? Non so se il disamore è una cometa raggiungibile… ma lo scoprirò!



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