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MATURITÀ: LA POESIA «RIDE LA GAZZA, NERA SUGLI ARANCI»

ROMA, 18 giugno 2014 - Ecco il testo della poesia «Ride la gazza, nera sugli aranci», data agli studenti della maturità 2014 per l'analisi del testo. 

«Forse è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli con leggeri moti del capo danzano in un gioco di cadenze e di voci lungo il prato della chiesa. Pietà della sera, ombre riaccese sopra l'erba così verde, bellissime nel fuoco della luna! Memoria vi concede breve sonno: ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo per la prima marea. Questa è l'ora: non più mia, arsi, remoti simulacri. E tu vento del sud forte di zàgare, spingi la luna dove nudi dormono fanciulli, forza il puledro sui campi umidi d'orme di cavalle, apri il mare, alza le nuvole dagli alberi: già l'airone s'avanza verso l'acqua e fiuta lento il fango tra le spine, ride la gazza, nera sugli aranci». 


I candidati hanno 6 ore per lo svolgimento
Maturità 500.000 studenti sotto esame. 

Ecco le tracce della prima prova: da Quasimodo alle periferie

Quattro le tipologie d'esame: analisi del testo, redazione di un articolo di giornale/saggio breve, tema di argomento storico, tema di ordine generale

"Ride la gazza, nera sugli aranci", della raccolta "Ed è subito sera", di Quasimodo è la poesia scelta per l'analisi del testo della prima prova dell'esame. Erano 12 anni che Salvatore Quasimodo non usciva alla maturità.

"Ride la gazza, nera sugli aranci"
"Forse è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli con leggeri moti del capo danzano in un gioco di cadenze e di voci lungo il prato della chiesa. Pietà della sera, ombre riaccese sopra l'erba così verde, bellissime nel fuoco della luna! Memoria vi concede breve sonno: ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo per la prima marea. Questa è l'ora: non più mia, arsi, remoti simulacri. E tu vento del sud forte di zàgare, spingi la luna dove nudi dormono fanciulli, forza il puledro sui campi umidi d'orme di cavalle, apri il mare, alza le nuvole dagli alberi: già l'airone s'avanza verso l'acqua e fiuta lento il fango tra le spine, ride la gazza, nera sugli aranci".

Traccia di storia
E' incentrata su "Europa 1914-2014" la traccia della prova di storia. Nel centesimo anniversario della prima guerra mondiale, gli studenti sono chiamati a riflettere su com'è cambiata la situazione del continente in un secolo.

Saggio breve o articolo di giornale
Il dono nell'arte, la violenza e non violenza nel Novecento, le nuove responsabilità sotto il profilo socio-economico, la tecnologia pervasiva. Queste le tracce da sviluppare in un saggio breve o in un articolo di giornale.

Tema di attualità
Da commentare una frase dell'architetto Renzo Piano per il tema d'attualità: "Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. E' fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l'energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C'è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. [...] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d'accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. [...] Spesso alla parola "periferia" si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?". 


Le tracce della maturità 2014. La prima prova
Sono quasi cinquecentomila i ragazzi impegnati da questa mattina negli esami di maturità. Si comincia con lo scritto di italiano. Seguirà domani la seconda prova, diversa per tutti gli indirizzi ma preparata dal Ministero

8 giugno 2014
Sono quasi cinquecentomila i ragazzi impegnati da questa mattina negli esami di Maturità. Le tracce: 

Analisi del testo
"Ride la gazza, nera sugli aranci", della raccolta "Ed è subito sera", di Quasimodo è la poesia scelta per l'analisi del testo della prima prova dell'esame di maturità.

Traccia di storia
E' incentrata su "Europa 1914-2014" la traccia della prova di storia. Nel centesimo anniversario della prima guerra mondiale, gli studenti sono chiamati a riflettere su com'è cambiata la situazione del continente in un secolo.

Saggio breve o articolo di giornale
Il dono nell'arte, la violenza e non violenza nel Novecento, le nuove responsabilità sotto il profilo socio-economico, la tecnologia pervasiva. Queste le tracce da sviluppare in un saggio breve o in un articolo di giornale.

Tema di attualità
Da commentare una frase dell'architetto Renzo Piano per il tema d'attualità: "Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. E' fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l'energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C'è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. [...] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d'accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. [...] Spesso alla parola "periferia" si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?".

Le altre prove
Lunedì 23 giugno è in programma il terzo scritto, predisposto in questo caso dalle commissioni. Anche quest'anno l'invio delle tracce delle prove scritte è avvenuto attraverso il plico telematico, 'buste' criptate recapitate per via informatica alle scuole.

6 ore per lo svolgimento
Per la loro apertura è necessaria una password che è stata resa nota solo stamani. Per i candidati il ventaglio di scelte è analisi del testo, redazione di un articolo di giornale/saggio breve, tema di argomento storico, tema di ordine generale. I candidati hanno 6 ore per lo svolgimento.

Quanti sono i maturandi
In particolare sono 491.224 gli alunni che hanno presentato domanda per la partecipazione all'Esame di maturità. Di questi 469.374 sono candidati interni, 21.850 sono esterni. I candidati nelle scuole statali sono 445.912 e 45.312 nelle paritarie. Le commissioni impegnate nelle operazioni sono 12.105. Secondo i primi dati che stanno affluendo dalle scuole la percentuale di non ammessi all'esame si attesta, ad oggi, attorno al 4,3%. - 

Sono circa 500.000 gli studenti che hanno cominciato l'esame di maturità con la prova di italiano. Quasimodo è stato scelto per una delle tracce. Erano 12 anni che Salvatore Quasimodo non usciva alla maturità. Agli studenti è stata data la poesia "Ride la gazza, nera sugli aranci" dalla raccolta "Ed è subito sera". 

Violenza e non violenza nel '900, Tecnologie pervasive e nuove responsabilità, tra le altre tracce proposte ai maturandi 2014. Il tema storico propone questa riflessione "Europa nel 1914 e nel 2014: quali le differenze". Per il saggio breve in ambito artistico letterario il titolo è "Il dono" mentre per il saggio breve in ambito scientifico si suggerisce di riflettere su "la pervasività delle tecnologie".

Renzo Piano e 'il rammendo delle periferie' è la traccia proposta ai maturandi per il tema di ordine generale. Il testo proposto è tratto da "Il Sole 24 ORE" dello scorso 26 gennaio. "Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. E' fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l'energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C'è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. [...] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d'accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. [...] Spesso alla parola "periferia" si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?".

Le prove "offrono una bella gamma di possibili riflessioni. Credo che questa prova darà a tutti la possibilità di esprimersi al meglio". E' l'unico indizio sulle tracce per la prima prova dell'esame di Maturità concesso dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, dai microfoni del Tg1. Il consiglio che do? "Leggerle molto attentamente subito, concentrarsi e poi una volta scelto chiudere il file della memoria sugli altri e cercare di fare il meglio". "Della mia maturità ho un ricordo abbastanza bello. Ero abbastanza brava e avevo la possibilità di puntare al 60, ma ho avuto 58. Ci sono rimasta male", ha detto il ministro Giannini, ha raccontato dai microfoni del Tg1 il suo esame di fine Superiori.


"Se fosse poesia non sarebbe male...": così il primo commento di Stefania Giannini, alle prove di Maturità 2014. Intervenendo ad Uno Mattina, il ministro non ha voluto commentare le prime notizie sulle prove, ma sorridendo detto che la poesia permette agli studenti di fare il meglio per l'analisi del testo.


Ride la gazza, nera sugli aranci. Pare sia questa la tematica su cui si imposta la prima prova dell’esame di maturità 2014. Ecco il commento di Gigi Cavalli per la Treccani.
Forse è un segno vero della vita:
intorno a me fanciulli con leggeri
moti del capo danzano in un gioco
di cadenze e di voci lungo il prato
5della chiesa. Pietà della sera, ombre
riaccese sopra l’erba così verde,
bellissime nel fuoco della luna!
Memoria vi concede breve sonno:
ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo
10per la prima marea. Questa è l’ora:
non più mia, arsi, remoti simulacri.
E tu vento del sud forte di zàgare,
spingi la luna dove nudi dormono
fanciulli, forza il puledro sui campi
15umidi d’orme di cavalle, apri
il mare, alza le nuvole dagli alberi:
già l’airone s’avanza verso l’acqua
e fiuta lento il fango tra le spine,
ride la gazza, nera sugli aranci.

NOTE

1 Forse … vero: Forse (questa mia visione) è un sogno che sembra diventare realtà.
3-4 gioco … voci: giocose cantilene di girotondi e nenie infantili; prato: il sagrato erboso.
5 Pietà: generosità caritatevole; ombre: sembianze dei compagni di giochi.
6 riaccese: fatte rivivere.
7 fuoco: la luce rossastra della luna che sorge.
9-10 scroscia … marea: l’acqua della marea che sale raggiunge scrosciando il fondo del pozzo.
11 non … mia: perché la mia infanzia è ormai lontana; arsi … simulacri i compagni di giochi (sono solo) parvenze cancellate e lontane.
12 forte … zàgare: dall’ intenso profumo di fiori d’arancio.
13 spingi: trasporta con il tuo soffio impetuoso; nudi: come nelle immagini dell’antichità classica.
14 forza: sollecita.
15 apri: fa spumeggiare.
16 alza … alberi: solleva le nuvole sopra le cime degli alberi.
17 già: mentre scende la sera; l’airone: il trampoliere dalle lunghe gambe e dal lungo becco che conduce vita seminotturna.
18 fiuta… spine: cerca a passi lenti le sue piccole prede nell’acqua bassa dei canneti.
19 ride … aranci: (mentre) sulle piante d’arancio la gazza, un corvide dal piumaggio prevalentemente nero, fa il suo verso che sembra una risata.

COMMENTO

Si parla, forse a torto, di due fasi per la poesia di Quasimodo: quella “ermetica”, in cui i temi della nostalgia della terra natale, mitizzata come un paradiso perduto, sono evocati dal poeta solitario in paesaggi di classicità mediterranea fuori dal tempo, in un linguaggio rarefatto ed evocativo, e quella più “impegnata” (anche politicamente, a sinistra) nelle tematiche sociali. Questi endecasillabi – del 1942 – aprono la raccolta maggiore, Ed è subito sera, e possono rappresentare il punto estremo della prima fase, dalla voce inconfondibile. Le luci e le ombre, i suoni e i colori di ricordi quasi sognati vi raggiungono un’intensità lirica di grande purezza.

SALVATORE QUASIMODO
Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968) è stato un poeta italiano, esponente di rilievo dell’ermetismo, ha contribuito alla traduzione di testi classici e soprattutto dei lirici greci ma anche di opere teatrali di William Shakespeare e Molière, è stato vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1959. 
LA VITA –  Nel 1930 pubblicò la sua prima raccolta di versi Acque e Terre e nel’32, trasferito a Genova, pubblicò Oboe Sommerso. Nel’34 il poeta era a Milano, accolto nell’ambiente culturale milanese, e lasciato l’impiego al Genio Civile si dedicò completamente alla poesia. Nel 1940 pubblicò la sua mirabile traduzione dei Lirici Greci ottenendo tali consensi che nel 1941 “per chiara fama” fu chiamato ad insegnare letteratura italiana al Conservatorio. Intanto, scoppiata la seconda guerra mondiale, il poeta ne fu profondamente sconvolto e maturò l’idea che la poesia dovesse uscire dalla sfera aristocratica del privato per interessarsi alle problematiche sociali e civili, intenta a “rifare l’uomo” abbruttito dagli orrori della guerra. Questo impegno si riscontra in tutte le successive raccolte poetiche di Quasimodo: Giorno dopo giorno (1947), La vita non è sogno (1949), La terra impareggiabile (1958). Nel 1959 gli fu attribuito il premio Nobel per la letteratura. Morì a Napoli nel 1968.

LA POETICA
L’esperienza poetica di Quasimodo si puo suddividere in tre tappe essenziali. La prima è rappresentata dalle poesie improntate ai modelli più illustri del tempo, dal Pascoli ai simbolisti, dal d’Annunzio ai crepuscolari.
  • Temi salienti:
  • l’amore per la terra siciliana
  • la malinconia
  • il ricordo dell’infanzia.
Sono sentimenti che il poeta lascia sgorgare dall’animo con sincera effusione, ma con linguaggio sobrio. La seconda ha come esperienza “l’ermetismo”; nelle liriche di questo periodo prevale la scelta formale (lo studio della parola porta ad una poesia “pura” e intensa). Siamo negli anni dell’appassionato studio dei lirici greci e l’esercizio sulle lingue classiche permette a Quasimodo di conciliare le esigenze della nuova poetica con il costante impegno di chiarezza. La terza tappa si può considerare quella che scaturisce dalla dolorosa esperienza della guerra. In quello sconquasso la poesia non può rimanere nel suo idilliaco isolamento, ma deve farsi interprete dell’uomo, acquistare concretezza e coscienza.

Quasimodo si impegna in una poesia “nuova” che manifesta l’aberrazione per la guerra e l’ansia di “rifare” l’uomo, ridandogli le sue illusioni e la fiducia nel futuro.
Purtroppo, in questa ultima fase, la poesia di Quasimodo, nell’impegno di diventare incisiva, decade spesso in una certa magniloquenza declamatoria.

Quasimodo figura tra i maggiori interpreti della condizione dell’uomo moderno. Egli svolse una funzione significativa nella letteratura del Novecento, come dimostrano i numerosi riconoscimenti a lui tributati dalla cultura internazionale, che culminarono nel 1959 con l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura. Nella sua opera letteraria egli rivelò il suo carattere pensoso e profondamente umano e nello stesso tempo giunse, attraverso un itinerario ricco di svolte e di approfondimenti, a soluzioni originali e ricche sul piano intellettuale ed artistico. Nelle prime raccolte Acque e terre (1930) e Ed è subito sera (1942) Quasimodo sviluppò i temi connessi con la solitudine, con lo sradicamento dell’uomo, che egli individuava anche nella sua personale condizione di esule profondamente legato al mondo della sua infanzia, ossia ad una dimensione di bontà e di sanità non più raggiungibile.

Egli aderì all’Ermetismo spontaneamente, per la sua naturale esigenza di concretezza e perchè vide nella nuova poesia un sussidio contro il Romanticismo, il sentimentalismo, l’autobiografismo e qualcosa di utile per il raggiungimento di una più acuta visione delle cose; il suo ermetismo risultò in ogni caso originale, poiché egli aderì ad un linguaggio scarno ma non privo di sfumature musicali e caratterizzato da un velo di tristezza. Il paesaggio della Sicilia è quindi al centro della sua ispirazione nella prima parte della sua produzione letteraria ma non viene meno nei successivi momenti della sua storia spirituale. La sua stessa adesione alla sensibilità greca, che egli sentì come viva e importante, si collega in parte al legame affettivo che lo univa al mondo siciliano, che egli considerò particolarmente vicino a quello ellenico. Di tale adesione è frutto un libro di traduzioni di lirici greci (1940), importante come autentica opera di poesia, oltre che per l’aspetto culturale.

Alla traduzione dei poeti greci tenne dietro in particolare l’arricchimento del linguaggio poetico ed un approfondimento sul piano della concezione e della ispirazione. Di tali cambiamenti abbiamo validi esempi soprattutto nelle raccolte successive alla Seconda Guerra Mondiale. Le tragiche esperienze del conflitto indussero in particolare il poeta ad allontanarsi dagli aspetti più rigidi dell’Ermetismo, ad abbandonare le meditazioni solitarie e ad avvicinarsi a tutti gli uomini, nel tentativo di aiutarli nella ricostruzione degli antichi valori. Ciò notiamo soprattutto in Giorno dopo giorno (1949) e nella raccolta successiva La vita non è un sogno (1949) e in genere in quella parte della sua produzione che è la più apprezzata dai critici e la più ricca di valori e di significati. Tra gli elementi più importanti di questo periodo appaiono il rinnovamento del linguaggio ed un arricchimento dei temi, nell’ambito dei quali trovano posto importanti istanze sociali. È significativa inoltre la volontà dell’autore di agire per la trasformazione della realtà e per la realizzazione di un mondo migliore.
Per la presenza di questo ideale, che in realtà illumina in vario modo tutta la produzione dell’autore e per la costante partecipazione al rinnovamento della letteratura, il messaggio di Quasimodo si riassume pertanto in una nota di notevole impegno.
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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