LA VISITA PAPALE
Il Papa in Calabria: da Castrovillari a Cassano dove fu ucciso il piccolo Cocò
Il Pontefice incontra i detenuti di Castrovillari: «Pregate per me, anche io sbaglio». Poi si sposta a Cassano dove Cocò fu ucciso dalla 'ndràngheta. Infine la messa a Sibari
Papa Francesco arriva a piedi accolto da una folla di fedeli al penitenziario di Castrovillari (Ansa)
L'hanno atteso in centinaia, già dalle prime ore del mattino. E, alle 9, Papa Francesco è arrivato a Castrovillari, centro in provincia di Cosenza, dove il Pontefice visiterà il carcere. Imponente il servizio d'ordine, con decine di poliziotti, carabinieri e finanzieri schierati. Papa Francesco ha incontrato prima i dipendenti del penitenziario di Castrovillari ed i loro familiari, e subito dopo i detenuti. Poi si è spostato a Cassano allo Jonio, dove è arrivato intorno alle 10.45 (con 40 minuti di anticipo), per la visita pastorale; in programma, inoltre, una visita agli ammalati dell'Hospice San Giuseppe Moscati e, a seguire, l'incontro con i sacerdoti diocesani nella cattedrale cittadina. Francesco si è intrattenuto più di 40 minuti nell'hospice di Cassano allo Jonio, che ospita un centro di cure palliative e di terapia del dolore. All'interno della struttura sanitaria, dopo avere salutato il responsabile, Francesco Nigro Imperiale, è entrato in ogni stanza, dove si è intrattenuto con i malati ed i loro familiari dicendosi vicino alla loro sofferenza. Il Santo Padre si recherà, infine, nella spianata di Sibari per la Messa.
L'incontro con i parenti del bimbo ucciso dalle cosche
Nel carcere di Castrovillari è detenuto anche Nicola Campolongo, il padre di Cocò, il bambino di tre anni ucciso e bruciato a Cassano allo Jonio insieme al nonno ed alla sua compagna. E Papa Francesco li ha incontrati il padre e le due nonne di Cocò Campolongo. Francesco, riferisce il vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Ciro Benedettini, ha espresso vicinanza alla mamma del bimbo ucciso sperando che episodi del genere non si ripetano più. «Mai più vittime della 'ndrangheta». Francesco ha aggiunto che «non deve mai succedere una cosa del genere nella società» e che ha «pregato molto e sta pregando per Cocò e per tutti i bambini vittima di questa sofferenza».
Da Giuseppe a Cocò, le tante giovani vittime della criminalità
«Dio mai condanna, ma perdona e dice "vieni con me"»
Papa Francesco ha salutato una per una le donne detenute nel carcere di Castrovillari. Nel corso della visita il Pontefice ha detto: «Vorrei esprimere la vicinanza del Papa e della Chiesa a ogni uomo e ogni donna che si trova in carcere, in ogni parte del mondo. Gesù ha detto: "Ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Dio mai condanna, mai perdona soltanto. Il Signore ci dice: io ti perdono, ma adesso tu vieni con me». «Pregate per me - ha aggiunto il Papa, secondo quanto riferito da padre Ciro Benedettini a Tv2000 - perché anch'io faccio i miei sbagli e devo fare penitenza». Le istituzioni, ha continuato il Papa, devono impegnarsi «all'effettivo reinserimento» nella società di chi sta espiando la pena perché «quando questa finalità viene trascurata, l'esecuzione della pena degrada a uno strumento di sola punizione e ritorsione sociale, a sua volta dannosa per l'individuo e per la società».
La Calabria accoglie Papa Francesco: «Basta vittime della mafia»
«La pena non può essere pura ritorsione sociale»
Monsignor Nunzio Galantino, che guida la diocesi dove il Papa si fermerà per 9 ore e che, a dicembre, il pontefice ha scelto come segretario generale della Conferenza episcopale italiana, ha sottolineato: «Il Papa parlando qui nel carcere di Castrovillari è come se parlasse a tutti i detenuti anche degli altri istituti penitenziari». «Oggi il Papa - ha aggiunto Galatino- viene a Castrovillari ma è anche come se incontrasse i detenuti delle altre carceri italiane».Un gruppo di disabili ha accolto Papa Francesco al suo ingresso nel carcere di Castrovillari. Il Pontefice ha salutato singolarmente i componenti del gruppo e poi è entrato nell'istituto.
«I preti non sono impiegati, non "schermino" il Vangelo»
Lasciato il carcere di Castrovillari e raggiunto Cassano Jonio, il Santo Padre ha anche rivolto un appello ai preti, chiedendo ad ognuno di loro di compiere un esame di coscienza. «Nel silenzio della preghiera - ha detto nella Cattedrale di Cassano Jonio - Gesù ci fa vedere se stiamo lavorando come buoni operai, oppure forse siamo diventati un po' degli "impiegati"; se siamo dei canali aperti, generosi attraverso cui scorre abbondante il suo amore, la sua grazia, o se invece mettiamo al centro noi stessi, e così al posto di essere canali diventiamo «schermi» che non aiutano l'incontro con il Signore, con la luce e la forza del Vangelo».
Fonte. Corriere.it
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
MNews.IT

Social Plugin