Lo sfidante Silvestro Garoffolo non era uno sparring-partner, ma un rivale con artigli e speroni. Innocua e senza prospettive la candidatura di Antonella Ranieri, un vaso di coccio in mezzo a due di ferro, a cui resta il pennacchio dell'emozione; suo malgrado, ago della bilancia. 'Rinascita Civica' ha trionfato con 1083 voti, pari al 48, 39 ; appena 78 ( 1005, pari al 44,90), più di 'Brancaleone bene comune'. La terza lista "Uniti per Brancaleone" non è riuscita nemmeno ad entrare in Consiglio Comunale, che sarà così composto:sindaco Francesco Moio; ed inoltre: Francesco Guarnaccia (174), Alfredo Zappia (162), Giovanni Loris Leggio (136), Gianluca Priolo (115), Concetto Giuseppe Fortugno (108), Giuseppe Benavoli (100), Tommaso Antonio Gatto (94), Vincenzo Ferraro (46), per la maggioranza; Silvestro Garoffolo, Domenico Lombardo (194), Giovanni Alessi(194) e Domenico Marino (122) per la minoranza
BRANCALEONE, MA FRANCESCO MOIO NON LASCIA, RADDOPPIA
Un'altalena di emozioni che ha rischiato di far saltare il tappo della valvola mitralica a più di un elettore. Una fibrillazione continua sino all'ultima scheda, che non si ricordava da tempo. Asso nella manica il "Libretto Rosso", anzi bianco dell'avvocato Moio, con cui ha persuaso l'elettorato a concedergli altri cinque anni per completare il lavoro programmato
Domenico Salvatore
BRANCALEONE (Reggio Calabria)-Trionfi, vittorie, sconfitte, ploff e tonfi, conferme ed esclusioni. Questo, è il momento dell'analisi del voto, per niente facile. Francesco Moio, noto personaggio del foro locrese, sindaco uscente, ce l'ha fatta a confermarsi. Impresa tutt'altro che facile e per niente scontata ed inevitabile. La cronaca, asettica ed impersonale è lì, a ricordarci, quanti e quali sindaci di lungo corso, veterani, esperti, a prova di bomba, siano stati clamorosamente "bocciati" dall'elettorato sovrano. E perfino carneadi, illustri sconosciuti, ciarlatani di piazza, se non azzeccagarbugli e dottor dulcamara, siano stati incredibile ma vero, proiettati sulla poltrona "numero uno" dei vari Comuni. Scherzi della democrazia! O reazioni inconsulte dei cittadini esacerbati, amareggiati e delusi. Moio è stato premiato per la sua umiltà e popolarità (con qualche sfumatura trascurabile). La gente gli vuole bene. Per lo meno, l'altra metà del cielo. Ma un primo cittadino non può pretendere di abbracciare la totalità dei consensi. Nemmeno Gesù Cristo ch'era il Padreterno ci riuscì. Alla fine lo misero in Croce. Con tutto il rispetto per Domineddio s'intende. In amore ed in guerra, tutte le armi sono valide. Ogni candidato usa quelle che ha. E quando mancano, bisogna trovare un quinto evangelista che tiri fuori pagine di Vangelo.
Dev'essere stato qualche mèntore suggerire a Moio la redazione di una specie di "Libretto Rosso". Il rendiconto amministrativo 2009-2014 della lista "Rinascita Civica". Il quotato Silvestro Garoffolo, aveva neutralizzato tutti i missili terra-aria della classe Pershing e Cruise, sganciati dalla rampa semovente di Francesco Moio. I suoi Scud e Patriot, erano stati dirompenti e micidiali come i Nike Zeus e Minuteman sganciati dal poligono di Kwajalein nelle Isole Marianne. Mai avrebbe immaginato che un innocuo libercolo sarebbe diventato un cavallo di Troia, che neppure Ulisse avrebbe potuto inventarsi….Tanto è stato fatto, molto rimane ancora da fare, andiamo avanti….Così concludeva l'appello al popolo leoncino, lanciato dal primus inter pares. Un canto delle sirene irresistibile quanto il magico flauto di Marsia, se non la lira di Orfeo, capace di convincere la gente a confermarlo sullo scranno più alto di "Palazzo San Pietro e Paolo". Il "Libretto Rosso" (o delle Guardie Rosse), composto dal sindaco Moio, appare scontato, non è un'antologia di citazioni tratte dagli scritti e dai discorsi di Mao Tse-tung. Sebbene un opuscolo vecchia maniera in elegante veste tipografica, con un book fotografico interamente a colori.
Sul frontespizio un'icona, che nemmeno l'imperatore bizantino Leone III Isaurico, avrebbe potuto distruggere o demolire. Un occhio magico cerchiato con i colori nazionali; con il sole per pupilla e l'arcobaleno per sopracciglio, sullo sfondo azzurro. Come se la dea Aurora, figlia del titano Iperione, sorella del sole e della luna, volesse annunciare un nuovo radioso giorno. L'iride arcobaleno rappresenta Iris la dea messaggera di Giove. L'azzurro è il colore della comunicazione; esprime un'innata capacità di riflessione, stimola il sonno e favorisce i rapporti di diplomazia. Piuttosto, il resoconto urbi et orbi, delle cose fatte o avviate a soluzione; comunque programmate. Niente di trascendentale. Senza essere Emanuele Kant, ha voluto spiegare al popolo, non la conoscenza in sé delle opere pubbliche, ma il modo o teoria, come arrivare. Sono necessari altri cinque anni? Fiat! Concessi, ipso facto; se non hic et nunc. Non ci sono più capri espiatori ed alibi. Ora, serve rimboccarsi le maniche e trottare. Mario Sperone, inteso 'il mastino', trainer del Milan nella stagione 1952-53 avrebbe detto: 'palla avanti e pedalare'.
Ed il "professore" Franco Scoglio, allenatore di Palmese, Gioiese, Messina, Genoa, Bologna, Udinese, Lucchese, Pescara, Torino, Cosenza e Ancona…"Palla lunga e pedalare". Lavori pubblici, arredo urbano,campo sportivo, rete idrica e fognante, cimiteri, acquedotti, viabilità interna ed esterna per l'antico borgo, cultura, turismo, campus dei Rom, pubblica illuminazione e via di sèguito. Ed un motto vincente ( ieri: solo debiti; oggi:meno debiti, più opere) che sembra uscito dalla bocca della Pizia, sacerdotessa di Apollo; se non dall'oracolo di Delfi. "Partita finita quando arbitro fischiato", soleva dire la buon'anima di Vujadin Boscov allenatore della Sampdoria. Ed era davvero interminabile questa partita a due. Sebbene le liste ai nastri di partenza, fossero tre. Serviva il defibrillatore a portata di taschino. Nonostante la temperatura ancora primaverile ed oscillante come il pendolo di Galileo, spariti i cappotti, impermeabili, pastrani e tabarri, sono rimaste ancora le giacche e resistono le maglie, se non i giubbini di stoffa, ma l'astina di mercurio della tensione s'era impennata come il Machu Picchu ed aveva messo in maniche di camicia anche i più freddolosi. I telefonini di quarta generazione, ma non chiamateli i-phone e smart-phone, letteralmente impazziti rigorosamente con il 'silenzioso', hanno gracchiato per tutto il pomeriggio. C'era anche la competizione europea.
Forse ben più importante delle comunali. Tempo perso. Molti non sono andati a votare. Altri non lo sapevano nemmeno che ci fossero. Eppure come tutti sanno, oramai per farsi finanziare uno straccio di progetto, bisogna andare in Europa. Le notizie, viaggiavano sull'etere. Non ci sono più gli scribacchini a batteria che prendevano le preferenze, sommavano, dividevano, moltiplicavano e sottraevano a meno dito. Le sezioni comprendevano i rioni o quartieri. Si sapeva chi fossero i tesserati della DC, del PCI, del PSI, del PRI, del PSDI, del PLI, del MSI ecc. Quanti i votanti, maschi, femmine, schede bianche, nulle, maggiorenni, adulti, anziani. In poco tempo di riusciva a capire 'chi' avesse votato per un partito, per un candidato e chi per un altro. Gli SMS funzionano a ritmo vertiginoso. Si muovono freneticamente i telefonini; si balla la macarena, menehito, samba, rumba, mazurka, liscio, salsa e bachata senza musica; mentre Elio, fa la calza. Non si aspetta nemmeno la chiusura ufficiale dei seggi, i verbali, i risultati ufficiali. Si sa già tutto in tempo reale. Mentre era in corso lo spoglio, abbiamo ricevuto una telefonata da un amico lontano almeno mille chilometri…"Domenico lo sai chi ha vinto?... Tizio, Caio, Sempronio. E lo sai chi è rimasto fuori?...Tizio, Caio, Sempronio.
Esito, confermato di lì a qualche minuto a livello ufficiale. Incredibile ma vero. Ma Silvestro Garoffolo , ha fatto rimanere tutti col fiato sospeso fino agli sgoccioli. Una tensione, simile a quella dei Gran Prix dei tempi d'oro di Michael Schumacher ed il 'dottor Rossi'. Gara emozionante come gli epici scontri fra Martina Navratilova,celeberrima per le volèe e Chris Evert famosa per gli smashball; senza scomodare i passanti di Steffi Graf ed i servizi di Monica Seles. Garoffalo era finito nei meandri di palazzo Cnosso, ma poi grazie al filo di Arianna, aveva ritrovato il bandolo della matassa, meglio di Teseo. Non sappiamo se gli sia venuto qualche capogiro. Le vertigini dell'alta quota, forse, gli hanno fatto perdere l'equilibrio. Ed è caduto come Icaro, che si è visto sciogliere le ali di cera, per non ha voluto ascoltare i consigli di Dedalo. Ad un certo punto dello spoglio da infarto, sembrava che Garoffolo dovesse farcela a indossare la fascia tricolore. Anche all'esterno, si era diffusa questa voce. I 'numeri' gli davano ragione. La voce squillante ed incalzante dei presidenti di seggio pure. Un tam-tam incessante ed assordante come quello dei Nasi forati e dei Piedi neri, Sioux, Apache e Comanches. Momenti terribili. Andava in onda un Grande Fratello al cardiopalma. Un reality show da rimanerci secchi. Ora Garoffolo, sembrava Sisifo, condannato a spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte.
E Moio? Pareva Tantalo, Legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti, ed immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce; tuttavia appena Tantalo provava a bere il lago si asciugava, e non appena provava a prendere un frutto i rami si allontanavano. Questa tornata amministrativa passerà alla storia e verrà ricordata a lungo. Moio continuerà ad interpretare il ruolo di innovatore e progressista, che ha avuto l'ardire e l'ardore di ribellarsi alla conservazione reazionaria. Garoffolo, è il nuovo che emerge. Non c'era bisogno che lo battesse a Londra sotto il Big Ben, la nota casa d'aste "Christie's per saperlo. Certo, non aveva la bacchetta magica di sambuco di Harry Potter, ma lo spirito d'avventura di Indiana Jones, di Jim Hawkes o Yanez de Gomera, non gli faceva difetto; e la tenacia di Zanna Bianca nemmeno. Per mettersi contro un'icona come 'Teddy Bear', serviva indossare almeno i panni di 'Ken' il compagno di Barbie. Moio, ha continuato a fare il buon samaritano ed a porgere l'altra guancia. Così il figliol prodigo torna alla casa del padre ed amministrerà per altri cinque anni. Ed il padre, è pronto a macellare il vitello più grasso, in suo onore. Una casa ben solida. …"Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia". Consapevole pure, che per battere Shere khan, Mowgle, avesse bisogno dei consigli di Bagheera e Baloo. La povera, malcapitata Antonella Ranieri non si sentiva un vaso di coccio in mezzo a due di ferro, ma è rimasta stritolata. Le verrebbe voglia di rispondere come fece Rhett Butler con Rossella O'Hara in 'Via col vento…"Francamente me ne infischio!". E Rossella se la prese con filosofia e si consolò …"Dopotutto, domani è un altro giorno"….Primum vivere, deinde philosophari.
Domenico Salvatore

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