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Porcellum: è incostituzionale

La Consulta: il Porcellum è incostituzionale
Per i giudici sono incostituzionali il premio di maggioranza senza soglia e le liste bloccate


Il «Porcellum» è incostituzionale. Lo ha stabilito al termine di una lunga camera di consiglio la Corte Costituzionale, dichiarando illegittimi sia il premio di maggioranza senza soglia sia le liste bloccate, nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza. Le motivazioni del pronunciamento «saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici», rendono noto i giudici. «Resta fermo che il Parlamento - scrivono ancora - può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali».

COMITATO RISTRETTO - La bocciatura del Porcellum da parte della Consulta arriva nel giorno in cui, a sorpresa, la commissione Affari costituzionali del Senato istituisce un «comitato ristretto» per l'esame della legge elettorale. Il comitato sarà costituito da un rappresentante di ciascun partito, più i due relatori del testo Doris Lo Moro e Donato Bruno, con diritto di voto, ma potranno assistere ai lavori tutti i membri della commissione. I senatori avranno tempo fino alla fine di gennaio per presentare una proposta alla commissione.

Così la Corte Costituzionale:
Incostituzionalità della Legge elettorale n. 270/2005
           
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.
La Corte ha altresì dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.
Le motivazioni saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici.
Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali.

dal Palazzo della Consulta, 4 dicembre 2013


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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