Polistena (Reggio Calabria) – Caduti nel vuoto. Già perché a nulla sono valsi gli appelli perpetratisi dalle varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli ultimi anni per rendere più funzionale l'ufficio postale di Polistena oramai retrocesso ad una mera succursale part time per l'offerta di servizi talvolta indispensabili per gli utenti che sono costretti a frequentarlo ed a sopportare – tra lamentele e battibecchi continui – disagi e disfunzioni sin da prima di varcare la soglia d'ingresso. Una polveriera quotidiana che rischia di esplodere o di implodere sotto la spinta del già riscontrabile aumento della mole di lavoro in vista delle festività natalizie - che c'è da scommettere, peserà e non poco - ed a cui pare non esserci rimedio nonostante le reiterate richieste di ampliamento dell'orario di servizio alla fascia pomeridiana e di potenziamento del personale in pianta organica che si trova molto spesso ad operare in condizioni davvero border line a causa della pressione patita. Ma oltre ai disservizi, anche i rischi che i frequentatori incorrono non sono certo trascurabili e fanno il paio con le criticità evidenziate. Calca di gente che spesso non riesce ad entrare od uscire, che strepita per l'impossibilità finanche di stazionare nella sala d'attesa teatro di contrasti talvolta accesi tra utenti ed operatori che - oltre al loro lavoro - devono cercare di risolvere o sedare i diverbi crescenti per la mancanza di ordine e procedure chiare. Ed a farne le spese oltre al servizio è – quasi inevitabilmente - anche la sicurezza. Di tutti. Prova ne è la costanza con cui i malviventi negli ultimi tempi – aldilà dell'aumento del fenomeno a causa della crisi mordente - hanno preso di mira questo produttivo ufficio postale, razziandolo più e più volte in orari di alto afflusso di pubblico, certamente facendo leva sulla ressa e sulla confusione che attanaglia questo luogo per via dell'alta concentrazione degli orari di servizio. Una situazione davvero insostenibile che la dirigenza reggina di Poste Italiane ha paradossalmente ben chiara ma alla quale è tuttavia mancata, colpevolmente, la volontà di porre rimedio dimostrandosi il management - di un servizio pubblico talvolta essenziale per cittadini ed imprese - sempre più sordo ad ogni lamentela rappresentata, tanto che neanche i quasi 40 milioni di euro di multa comminati dall'Antitrust per abuso di posizione dominante nel 2011 sembrano aver ammorbidito. Ma ciò che più incomprensibilmente sbalordisce è il fatto che un'azienda sana - che dunque acquisisce costantemente clientela e fette di mercato - si ostini a serrare le porte per ridurre le prestazioni e restringere la sua stessa redditività, di fatto penalizzandola, ma che viceversa – con una vision nuova e del tutto strategica anche per il territorio - potrebbe apportare nuovi posti di lavoro e ragionevolmente nuova ricchezza. Ed in questa martoriata Calabria - orami fin troppo abituata alla sottrazione piuttosto che all'aggiunta di servizi - Dio e le famiglie solo sanno quanto ce ne sia bisogno! Intanto un dato è certo: la filiale polistenese di Poste Italiane oltre a dispensare disagi certamente non è adeguata agli standard di qualità e professionalità - non solo degli uffici del centro-nord - ma neanche lontanamente paragonabili a quelli europei dei competitor del settore e nonostante il costo del rapporto prezzo-servizio non sia certo lieve. E qui, azzardiamo una ipotesi : sarà mica che i concorrenti europei – per non spingersi troppo lontano con gli esempi – si sono dimostrati molto più attenti ai bisogni dell'utenza e meno leziosi ad investire i capitali rastrellati dal pubblico nel salvataggio di decotte compagnie di bandiera, scandalosamente ridotte ad abissali buchi neri ingoia denaro?
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