Campionato di calcio Uisp nel Reggino, 4^ giornata-Nel primo tempo, ha prevalso la squadra di Vincenzo Anghelone, che ha messo il risultato in cassaforte in venti minuti. Mattatore della giornata, lo scatenato Francesco Alati, autore di una tripletta, da incorniciare sull'album di famiglia. Poi, paga del risultato si è "seduta", affidandosi al contropiede, sempre micidiale. In cabina di regìa il "Ciao Piaggio" di Mimmo Nastasi, non si è fermato un momento. Le indicazioni tattiche e gl'incitamenti del veterano Nino Zavettieri, vecchia volpe dei campi di gioco, si sono rivelati utili
LE FORZE DELL'ORDINE "SCIVOLANO" E SI PERDONO NELLA VALLE TUCCIO
Ripresa a favore degli ospiti che comunque avevano l'onere inseguire il risultato e di "fare" la partita. Sebbene nel primo tempo abbiamo prodotto tanto, sul piano del volume di gioco. Un modulo tattico, efficiente e funzionale. Difettoso solamente in zona tiro. Tuttavia nel primo tempo Gattuso & company, hanno avuto le palle giuste per sbloccare il risultato ed una volta in svantaggio, almeno per riaprire il match. Generoso il forcing finale, appena premiato da una sola ed unica rete; il goal della bandiera
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO. Due ninnoli, tre balocchi e qualche profumo, dopo i sacchi di carbone. Babbo Natale, stavolta è stato generoso. Il sorriso da Clorodont, Durbans e Pasta del Capitano, fa capolino sul volto del team-menager Vincenzo Anghelone. Nastasi, Sergi, Tringali, Modafferi ed Alati, hanno impiegato venti minuti nel corso della prima frazione di gioco, per mettere il risultato nel freezer e brindare al primo successo stagionale con una bottiglia di Dom Perignon Rosè e…"Prima nui mi vindignamu, chistu brindisi facimu e cu'zippuli e curcuci, nda facimu bona a cruci" . Surfaro, Martino, Marra, Stelitano e Filippone, sono stati bravi a reggere gli assalti iniziali degli avversari. Soprattutto con tiracci dalla media distanza, che non hanno certamente fatto fibrillare l'uomoragno Borda. Poi il Batman locale, è andato all'Ufficio di collocamento per timbrare il cartellino della… disoccupazione. Nel secondo tempo però ha ballato il samba, bachata e macarena, senza musica. Per sua fortuna, i bomber delle FF.OO. avevano le polveri bagnate e per tanto se l'è cavata per il rotto della cuffia. Una sola volta ha dovuto raccogliere mestamente il pallone, rotolato beffardamente in fondo al suo sacco. In fondo, se non abbiamo visto un'altra partita, i reggini, hanno disputato la loro onesta partita, schierandosi con il modulo classico 4-4-2; sulla carta.
Non disponevano di difensori esterni veloci, tornanti di fascia, centromediano metodista, fluidificante di centrocampo o regista full immersion. Le diagonali erano approssimative. Così come i rientri e le sovrapposizioni. Le punte riuscivano a saltare l'uomo ed a riproporsi in zona tiro. Sebbene le ciabattate, fossero…"telefonate" al portiere, se non inviti, a consumare una brioche con pistacchio e nocciola alla panna, da Cesare. Ha avuto occhio il volpone Vincenzo Anghelone a reclutare nelle sue file, un veterano dei campi di gioco, il pluri-titolato e decorato, Nino dottor Zavettieri. I suoi consigli tattici, sono più preziosi del diadema della regina Vittoria. Il calcio unisce, è proprio vero. Ma come Vincenzo e Nino si sono guardati sempre in cagnesco ed ora sono uniti e compatti, e vanno d'amore e d'accordo nella stessa squadra. Ne guadagna lo spettacolo. Barreca, Lofaro, Esposito, Sergi e Malavenda, si sono ingegnati per rendere la vita dura agli avversari. Nella ripresa con l'ingresso in campo di forze fresche e smaniose di dimostrare il loro valore e talento, Pitrè, Tetto, Sofia e la voglia di rivalsa, se non di riscatto, rispetto ad un primo tempo avaro di goal, ma non di occasioni e volume di gioco, l'equipe dello Stretto, è andata spesso e volentieri in pressing. A turn-over, ci hanno provato diversi cecchini; traditi dall'eccesso di precipitazione nei tiri sotto misura.
Erano quasi le dodici, però, mancava, il tormentato sceriffo Will Kane di " Mezzogiorno di fuoco", magistralmente interpretato da Gary Cooper che arpionò pure il Premio Oscar. Il mezzofondista Pasquale Gattuso memore delle storiche imprese nel Lazzaro, nel Motta e nel Bocale dei tempi d'oro, quando calzava gli stivali delle sette leghe, ha macinato come il "Mulino del Po" di Riccardo Bacchelli, ma il mordente, ovviamente, non può essere più, quello di El Grinta, che (gli) valse a John Wayne, l'unica statuetta d'oro della sua, pur brillante carriera cinematografica, in quel di Hoollywood. Per dare a Cesare il suo (Reddite quae sunt caesaris caesari et quae sunt dèi dèo), dobbiamo occuparci per un attimino, volentieri, anche dell'arbitro Luigi Cilione e dei suoi collaboratori Luigi Calafiore e Giovanni Feno. La severità di Mario Monti, l'austerità di Romano Prodi, ma l'autorevolezza di Pierluigi Collina. Corsa, occhio e posizione ideale per seguire ogni momento della partita; ma anche dialogo e confronto con i calciatori e le panchine; quando dall'altra parte ci sia idoneità e disponibilità, correttezza e bon ton.
"…Altrimenti ci arrabbiamo"; e non c'è roll bar in acciaio ad alta resistenza della 'dune baggie' di Ben (Bud Spencer) e Kid (Terence Hill) che tenga; i cartellini gialli e rossi di sbarramento fioccano come la neve a Cortina d'Ampezzo. Eroe del giorno, il bomber Ciccio Alati, ancora fresco, giovane e scattante, autore di una tripletta da incorniciare nell'album di famiglia. Un lusso per questa categoria. Ma Ciccio Modaffari, vecchia fiamma del Condofuri, si è rivelato una spalla ideale. Buona la prova di Vincenzo Anghelone, in cabina di regìa, dove opera…Sandro Bolchi, alias Mimmo Nastasi. Da notare che il Brutto Anatroccolo, alias il "Saverio Spinella" sia diventato cigno reale. Dopo mezzo secolo di "fosse", sassi e ciottoli, additato come la cenerentola dei campi di gioco è riuscito a indossare la scarpetta fatata di "Doretta" ed a far schiattare di rabbia, invidia, gelosia e collera, le dispettose sorellastre Genoveffa, Anastasia, e " l'adorabile" matrigna, Lady Tremaine. La nota positiva è il protocollo preciso del Ministero degl'Interni, che delega la Questura ed i Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, a organizzare tornei aziendali ed interforze e perfino aderenti a Leghe di Calcio legalmente riconosciute. Come dire che il Governo, sia attento ai bisogni ed alle necessità anche morali, spirituali e psicologiche delle forze di polizia. La nostra opinione è che andrebbero bene anche quelli economici; pure un piccolo gettone a fondo perduto nell'ordine di un centinaio di euri di aumento in busta paga, sarebbe altrettanto gradito. La missione, la vocazione, la Bandiera, la Patria, la Divisa, la Giustizia, la Legalità e tutto il resto vanno bene; ma bisognerebbe ricordarsi bene, di chi rischia la vita tutti i giorni per garantire al cittadino: ordine e sicurezza; e tiene famiglia. Al di là del salario sicuro, che in tempi di recessione, disoccupazione, crisi economica nera, rappresenta pur sempre, un tesoretto di inestimabile valore, valenza e validità. Domenico Salvatore
Il tabellino di Dosa
Valletuccio-Rappresentativa Forze dell'Ordine 3-1
Valetuccio: Borda 7, Surfaro 8, Martino 8, Marra 8, Stelitano 9, Filippone 8, Nastasi 10, Sergi 9, Tringali 9, Modafferi 9, Alati 10
In panchina: Anghelone, Pansera, Zavettieri A. Marrari
(Allenatore) Team-menager, A. Vincenzo, 10
(Presidente) Responsabile della società, Vincenzo Anghelone, 10
Rappresentativa FF.OO.: Smorto 6, Nucera 6, Cartone 6, Giordano 6, Putortì 6, Gattuso 7, Barreca 6, Lofaro 6, Esposito 6, Sergi 6, Malavenda 6
In panchina Pitrè, Tetto, Sofia
Allenatore, Lillo Spanò 6
Presidente, Salvatore Artuso s.v.
Marcatori:15 e 20 p.t., 30 s.t. Alati (V.T.), 25 s.t. Malavenda (RFO)
Arbitro e collaboratori (Luigi Cilione 10, Luigi Calafiore 10, Giovanni Feno 10)
Note Angoli 4-2, rimesse laterali 18-16, punizioni 14-13







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