Nel quadro delle attività istituzionali tese all'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali, la Direzione Investigativa Antimafia di Trapani ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro.
Il Tribunale di Trapani – Sez. Misure di Prevenzione, ha emesso Decreto di sequestro nei confronti dell'imprenditore alcamese, AMODEO Giuseppe, 58enne, e del suo nucleo familiare. Il provvedimento ablativo è stato emesso su proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Direttore della D.I.A., Arturo De Felice.
Amodeo Giuseppe, noto imprenditore operante nel settore edile e turistico alberghiero, rientra nel novero dei soggetti indiziati di "appartenenza" ad una associazione a delinquere di tipo mafioso; incontrovertibili le risultanze giudiziarie che hanno consentito di inserire l'imprenditore alcamese tra quei soggetti; condizione integrante il presupposto richiesto dall'art. 4, comma 1, lett. a) del D.lgs. 159/2011, in quanto:
· indiziato di appartenenza all'associazione di tipo mafioso, di cui all'art. 416 bis c.p., denominata "Cosa nostra", operante nella provincia di Trapani;
· titolare di beni in valore sproporzionato al reddito dallo stesso dichiarato ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche, ovvero all'attività economica svolta.
Al riguardo, si rappresenta che AMODEO Giuseppe è stato tratto in arresto, nel luglio 1998, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP del Tribunale di Palermo, per concorso nel reato di associazione mafiosa, in quanto ritenuto imprenditore "a disposizione" dei più autorevoli esponenti mafiosi dei pericolosi "mandamenti" di Trapani ed Alcamo (TP), quali VIRGA Vincenzo cl.'36 e MELODIA Antonino cl.59. Procedimento Penale conclusosi con la condanna ad anni uno e mesi quattro di reclusione, con l'aggravante specifica di aver agevolato la commissione del reato di cui all'art. 416 bis del c.p..
Pur non risultando essere un "affiliato" all'associazione mafiosa "Cosa nostra", dalle acquisizioni processuali la figura di AMODEO Giuseppe emerge quale quella di un imprenditore che non si è fatto scrupoli ad entrare in rapporti di affari con le imprese mafiose, al fine di assicurarsi lauti guadagni, che hanno posto le basi del suo successo economico-imprenditoriale, garantendo, nel contempo, il raggiungimento delle finalità lucrative proprie dell'associazione mafiosa, contribuendo così, in maniera determinante, alla sopravvivenza di tale piaga sociale.
Fra i beni sequestrati, figurano:
Ø nr. 7 compendi aziendali con relativo capitale sociale ( tra i quali sono ricompresi un'importante struttura ricettiva - alberghiera );
Ø nr. 6 quote sociali (tra le quali quelle riconducibili ad un esclusivo ad un esclusivo villaggio turistico);
Ø nr. 107 appezzamenti di terreno;
Ø nr. 59 fabbricati;
Ø nr. 12 autoveicoli/autocarri/motocicli;
Ø nr. 13 conti correnti/depositi bancari.
Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a oltre 50.000.000,00 di euro.
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1 Commenti
Cari cittadini di Castelvetrano, Volete sapere un altro motivo perche' ce crisi? Allora ve lo spiego io. Quando la regione, lo stato, e persino la communita' europea si senti Babbo Natale e regala millioni di euro a qualche imprendatore con le condizione che questi soldi vengono spese correttamente, che saranno assunti un certo numero di operai, che questi operai avranno un contratto di lavoro in base alle legge, con uno stipendio in base alla legge, stranamente, mancano i controlli, (anche' questo e' un mistero del'universo). Qundi cari cittadini di castelvetrano, anche' per questo ce crisi.VIVA L'ITALIA!!!
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