REGGIO CALABRIA. Sedici anni di reclusione sono stati inflitti stamani a Vincenzo Perri, 30 anni, di Gioia Tauro, accusato dell'omicidio di Vincenzo Priolo, gioiese di 29 anni, cognato di Mommo Piromalli. I giudici della prima sezione della Corte di assise di appello (Bruno Finocchiaro presidente, Gabriella Cappello consigliere) hanno parzialmente riformato il verdetto di primo grado con cui il gup di Palmi aveva condannato Perri a 18 anni di carcere applicando la diminuente del rito abbreviato. Il sostituto procuratore generale Francesco Mollace a conclusione della requisitoria ha chiesto la conferma della pena. Alla lettura della sentenza odierna, fuori dall'aula, si è creato un certo trambusto perchè, evidentemente, l'entità della condanna non è stata gradita dai parenti dell'imputato. Intorno alle ore 9:30 dell'8 luglio del 2011, Vincenzo Priolo venne ferito con tre colpi di revolver 357 che lo raggiunsero alla testa e all'addome, mentre saliva sulla sua automobile, parcheggiata sotto casa in via Statale 111. Il giovane, trasportato in condizioni disperate all'ospedale "Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena spirò subito dopo il ricovero. A poche ore dal grave fatto di sangue, la Procura della Repubblica di Palmi aveva emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Vincenzo Perri, che si era reso irreperibile nell'immediatezza dell'omicidio. Lo scorso 18 marzo, Vincenzo Perre è stato catturato dagli agenti del Commissariato di Gioia Tauro, diretto dal dottor Angelo Morabito e della Squadra mobile reggina, guidata dal primo dirigente Gennaro Semeraro.
Luigi Palamara
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