Reggio Calabria 29 ottobre 2013 - Attentato alla Procura. Sgomento, momenti di ansia e poi in poche ore la polizia di Stato scopre l'autore della "bravata". De Francesco Eros Benito, un giovane reggino incensurato.
Ore di ipotesi, di supposizioni. Titoli a nove colonne. Tutti a trattenere il respiro, il timore è quello di vedere piombare la città nella paura. Così non è. La Polizia di Stato ha dimostrato la sua efficienza, efficacia e tempestività. Preso il responsabile.
E allora con chi ce la prendiamo? Con i soldati! Facile. Che facevano, dove guardavano, quanti sono, dove vanno: uno scellino! Suvvia. Siamo seri. O vogliamo la loro testa?
Ci sembra eccessivo addossare responsabilità a destra e a manca. Se solo pensiamo a come sia facile entrare negli uffici del Cedir e lasciare biglietti e/o installare cimici. Si fanno rapine rendendo inutili sistemi di sorveglianza da milioni di euro, figurarsi "posare" una bottiglietta e un accendino davanti al portone della Procura Generale. Nessuno scandalo. Nessun disservizio, nessuna responsabilità. Fa parte del gioco. Niente e nessuno è infallibile. Sic et simpliciter.
Nessuno tocchi i soldati da Reggio Calabria. Sono e rimangono indispensabili.
Luigi Palamara
Ore di ipotesi, di supposizioni. Titoli a nove colonne. Tutti a trattenere il respiro, il timore è quello di vedere piombare la città nella paura. Così non è. La Polizia di Stato ha dimostrato la sua efficienza, efficacia e tempestività. Preso il responsabile.
E allora con chi ce la prendiamo? Con i soldati! Facile. Che facevano, dove guardavano, quanti sono, dove vanno: uno scellino! Suvvia. Siamo seri. O vogliamo la loro testa?
Ci sembra eccessivo addossare responsabilità a destra e a manca. Se solo pensiamo a come sia facile entrare negli uffici del Cedir e lasciare biglietti e/o installare cimici. Si fanno rapine rendendo inutili sistemi di sorveglianza da milioni di euro, figurarsi "posare" una bottiglietta e un accendino davanti al portone della Procura Generale. Nessuno scandalo. Nessun disservizio, nessuna responsabilità. Fa parte del gioco. Niente e nessuno è infallibile. Sic et simpliciter.
Nessuno tocchi i soldati da Reggio Calabria. Sono e rimangono indispensabili.
Luigi Palamara

1 Commenti
Direttore, non condivido questa volta il suo pensiero. Passo spesso la sera da quella strada soprattutto nei fine settimana quando le luci della movida rianimano il centro di Reggio per tutta la notte. Molte volte ricordo di aver visto ,nel mentre cerco un parcheggio , la pattuglia di circa 4-5 militari all'angolo opposto della Corte d'Appello. Più di una volta li vidi "chiacchierare" tra di loro o con qualche pattuglia della polizia in sosta lì vicino. Quello che è accaduto è gravissimo. Pensi se quel giovane avesse piazzato un ordigno con timer e che questo fosse esploso all'apertura degli uffici in mattinata causando ben più gravi conseguenze. Non è possibile che a poche decine di metri dal portone i militari di guardia non abbiano visto quel giovane o comunque non lo abbiano seguito con lo sguardo, qualora si fossero accorti della sua presenza, non lo abbiano controllato a vista. Quella strada è ben illuminata e la distanza è davvero minima. Qualcuno, esercito compreso, dovrà rispondere di quest'accaduto. Siamo alle solite barzellette italiane!!.
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