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La storia della letteratura è una soffitta. La letteratura è rivoluzionaria - di Pierfranco Bruni

La storia della letteratura è una soffitta. La letteratura è rivoluzionaria.

Ma non tutti riescono a comprendere ciò…

 

 

di Pierfranco Bruni

 

 

Qual è il punto di incontro tra Gabriele D'Annunzio e Giovanni Pascoli? Un interrogativo antico, nella storia della letteratura dell'Otto – Novecento, ma che presenta le sue motivazioni poetiche e le sue attrazioni. Spesso si sono contestualizzati un quadro storico in linea con la tradizione letteraria e linguistica del primo Novecento. In più occasioni è stato ribadito il fatto che aprono, con un solco deciso, una nuova epoca sia dal punto di vista della lingua sia per le innovazioni articolate tra in linguaggio che prepara l'Ermetismo, dentro la "filosofia" del Decadentismo, e un processo di intrecci di un nuovo vocabolario che si apre ad un neo – sperimentalismo, che attraverserà gli anni successivi.

C'è da dire che sia Pascoli che D'Annunzio vivono dentro il Futurismo, anzi sarebbe meglio sottolineare che il Futurismo recupera quelle forme di "avanguardia" che si trovano armonicamente tra le pagine sia di Pascoli che di D'Annunzio. Pascoli, in più occasioni, anticipa addirittura il Futurismo e i poeti futuristi fanno del linguaggio di Pascoli un "esercizio" che rinnova la geografia di una tradizione, la quale si innova in poeti come Govoni, come lo stesso Marinetti e, successivamente, in un poeta calabrese come Geppo Tedeschi.

Tedeschi è l'ultimo poeta futurista che si avvale dell'esperienza linguistica sia di D'Annunzio che di Pascoli. Si pensi alla poesia "Italy" di Pascoli per comprendere i modelli di un Futurismo che permea tutto il secolo nuovo, ovvero il Novecento. D'Annunzio è stato Futurista sia sul versante poetico sia per il suo rapporto con il cinema ("Cabiria" è una metafora di un immaginario legato ad una visione futurista) sia nella pubblicità. Il termine "Rinascente" ha uno spiccato senso dell'ironia futurista.

D'altronde D'Annunzio e Marinetti (il primo morirà, comunque, nel 1938 e il secondo nel 1944) sono i veri interpreti di un'epoca che trasforma i linguaggi e crea legami con le diverse arti: dal cinema, appunto, alla pubblicità. Legami che caratterizzeranno l'intero Novecento. L'arte futurista è un esplodere di forme dentro i colori. Il linguaggio di D'Annunzio è un rivoluzionario mondo di interpretazioni oniriche. Ma con Pascoli e D'Annunzio (Pascoli morirà nel 1912) si entra in un nuovo approccio con le culture mediterranee. Non si tratta soltanto di un raccordo letterario o di un'impostazione meta-simbolica.

Pascoli e D'Annunzio sfidano la tradizione classica occidentale portando sulla scena del loro "fantastico" modello letterario l'Oriente. Nella poetica de "Il fanciullino" ci sono le cifre ma anche le indicazioni di una cultura orientale. Nei "Poemi conviviali" Pascoli rompe gli spaccati di un Occidente omerico con la rappresentazione di un Ulisse che ritorna non ad Itaca ma, morto, tra le braccia e i capelli di Calipso.

Non è da trascurare questo elemento (lo abbiamo dimostrato in un saggio, scritto da me e Marilena Cavallo, dedicato proprio a Pascoli pubblicato nel 2012 con l'editore Pellegrini dal titolo "Nel mare di Calipso") perché in esso ci sono quei radicamenti che si propongono come una chiave di lettura tra lo stesso Omero e Dante. I discorsi o le conversazioni che Pascoli svolse a Messina sono tasselli di un mosaico che guarda all'Oriente come il suo discorso tenuto a Barga nel novembre del 1911.

In D'Annunzio c'è la Grecia ed è una Grecia certamente classica ma il suo interesse per l'Oriente è dato dalla frequentazione della cultura albanese e balcanica, ma anche dal suo particolare osservatorio che è il "laboratorio" de Il Vittoriale. Qui si trovano statue di Budda, le aquile, le tartarughe e un affascinante velame che rimanda direttamente alle atmosfere mediterranee (come ho avuto modo di affermare in un mio recente studio su D'Annunzio in un libro con Neria De Diovanni: "Io ho quel che ho donato", Nemapress editrice).

Il suo teatro è greco dentro il quale c'è un Mediterraneo arabo. I vestimenti delle attrici sono rimandi, appunto, all'Oriente. Ma il Futurismo, d'altronde, ha saputo guardare con molta attenzione al Mediterraneo. Si pensi a Boccioni, a Sironi a Carlo Belli che, nonostante il suo recupero dell'astrattismo, si impone come metafisica del mediterraneo.

Insomma, bisognerebbe ritornare a Pascoli e a D'Annunzio e su questo non ci sono dubbi ma bisognerebbe anche riscoprirli nella loro complessità e proporli con una humus interpretativo che non è soltanto quello della classicità consolidata, ma  addirittura di un superamento di questa classicità nell'ascolto di un loro imporsi in un Oriente che ha tre strade. Il Mediterraneo e il mondo dei Balcani, la via del cuore tibetano (Pascoli e D'Annunzio sono dentro questa storia), la lettura sciamanica (D'Annunzio è un vero maestro nel leggere l'interpretazione del gusto delle tartarughe: simbolo primordiale nel mondo alchemico sciamanico).

Se si vuole capire il Novecento letterario, partendo da Pascoli e D'Annunzio, sarebbe ora di attraversare la tradizione e vivere nella percezione dei linguaggi dei due poeti.

Soltanto così il sublime non diventerà retorica, l'analisi testuale lascerà la strada della demagogia, la biografia diventerà strumento principale per capire non solo la loro vita ma la vita della loro poesia.

Tutto questo nei libri scolastici non c'è. Ma bisognerebbe che i docenti si attrezzassero per far studiare la letteratura come la vera vita, nella quale i poeti e gli scrittori hanno dettato il loro destino.

Siamo ormai oltre il Novecento. Ma non sono tanto convinto che la letteratura sia andata oltre Pascoli, D'annunzio, Marinetti. Dobbiamo convincerci che la storia della letteratura è ben altra cosa della letteratura. La storia è una soffitta. La letteratura è rivoluzionaria. Pascoli deposita nella soffitta Carducci e D'Annunzio scrive la "Contemplazione della morte" dedicandola a Pascoli.

 






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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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