REFERENDUM SULLA
CENTRALE A CARBONE: HA VINTO – PER UN SOFFIO – IL RAZZISMO.
Quello che è successo domenica scorsa nel cantone dei
grigioni in Svizzera ha dell’incredibile, e forse per questo viene festeggiato
dagli ambientalisti nostrani: è successo che
per ben 124 voti la società Repower, partecipata dal Cantone, verrà
obbligata per legge ad abbandonare il progetto SEI per la realizzazione di una
centrale a carbone di ultima generazione, progetto che ha già avuto l’ok da
parte del Ministero dell’Ambiente. Come presidenti dei Comitati “Vederechiaro”,
“Trasparenza” e “Futuro Sicuro”, che sostengono da sempre questo progetto,
vorremmo esprimere qualche riflessione su cosa è effettivamente uscito dalle
urne svizzere:
1. Di
sicuro non l’attenzione all’ambiente, che come tema è scomparso dal dibattito
pubblico che ha accompagnato il voto, ma certamente il razzismo e il
pregiudizio verso la Calabria e la possibilità di fare impresa in modo serio ed
onesto da queste parti (e gli ambientalisti festeggiano);
2. Di sicuro non la coerenza nel
condurre uno stile di vita impeccabile: è sufficiente bloccare un investimento
come quello SEI per dire che in Svizzera non si hanno contatti con il carbone?
E il cemento per l’edilizia elvetica come viene prodotto? E siamo sicuri che
l’acciaio non sia stato fatto grazie ad un processo industriale che impiega la
polvere di carbone? (E gli ambientalisti festeggiano);
3. Di sicuro non un’alternativa vera per
il sito industriale di Saline Joniche, in stato di perenne abbandono. Se
togliessimo il Progetto SEI cosa ne sarà dell’area e di tutti i suoi
disoccupati e inoccupati? Tutti a lavorare nell’area salmastra vincitrice di un
improbabile concorso di idee di qualche mese fa? Tutti impiagati a lustrare gli
scivoli del parco acquatico, altra fantasiosa proposta? (E gli ambientalisti
festeggiano);
4. Oppure tutti con
una canna da pesca seduti sui pezzi del molo diroccato dell’ ex-porto a pescare
a cefali per far risorgere l’economia
scomparsa? ( E gli ambientalisti festeggiano).
Quello che purtroppo non si è capito è che Repower è cosa
ben diversa rispetto a SEI, una società progetto dentro cui Repower ha già dichiarato di voler ridurre la sua
partecipazione al 20%. Per cui è bene ricordare che un conto è il progetto SEI,
che sta andando avanti determinato nel suo iter autorizzativo, altra cosa è la
presenza di Repower all’interno di
questo progetto, che per noi resta un
progetto straordinario e di cui siamo sempre convinti sia l’unica possibilità
concreta per poter sperare in una rinascita del nostro territorio.
Oggi c’è poco da festeggiare e molto su cui riflettere, a cominciare
dal fatto che come calabresi siamo stati commissariati da 124 voti espressi in
una valle alpina lontana migliaia di chilometri. Incredibile…ma vero!
Saline Joniche, 25 Settembre 2013
Domenico Foti – Comitato Vedere Chiaro – Saline Joniche
Leandro Fisani – Trasparenza –Motta S.Giovanni
Paolo Campolo – Futuro Sicuro – Reggio-Bocale

1 Commenti
Comprensibile lo stupore e lo scoramento di fronte a tanta demagogia e fuorviante ambientalismo che serve solo a confondere le idee e svilire un Progetto di particolare importanza e valore tecnico assoluto.
RispondiEliminaChi si esprime contro la modernissima centrale a Carbone Pulito per Saline Joniche non sa nulla dell'energia e dell'importanza che questa ha sempre avuto e continuerà ad avere per promuovere il benessere e lo sviluppo, oltre a sostenere la competitività del sistema produttivo manifatturiero nazionale (siamo ancora secondi in Europa solo dopo la Germania, ma perderemo presto la ns. posizione), che non riesce più a competere con i grandi concorrenti dell'Europa, causa l'elevato costo dell'elettricità in Italia.
Occorre quindi non desistere e fare ampia e corretta informazione per far comprendere ai cittadini che questa è un'opportunità che sarà difficile si possa ripresentare per uscire dall'inerzia e dal mancato sviluppo locale che si sono protratti per decenni in quell'area, a danno della collettività.