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Ridisegnare le città per i veicoli elettrici è doveroso per il Nordest. Peccato al momento le colonnine per la ricarica siano ancora invisibili.

RIDISEGNARE LE CITTA' PER I VEICOLI ELETTRICI E' DOVEROSO PER IL NORDEST. UN'AREA STRATEGICA PER L'ECONOMIA DI TUTTO IL PAESE E CON UN TESSUTO URBANISTICO IN CONTINUA EVOLUZIONE. 
PECCATO CHE AL MOMENTO LE COLONNINE PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE SIANO ANCORA, QUASI, INVISIBILI.

Intervento a cura dell'Ingegner Mauro Rossato, Presidente di Vega Engineering, società d'ingegneria mestrina impegnata nella diffusione della cultura della mobilità elettrica.

La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile si è appena conclusa, ma non può e non deve rimanere una mera ricorrenza annuale fatta di incontri informativi e manifestazioni di sensibilizzazione che iniziano e si consumano in un calendario di sette giorni. 
E' indispensabile, ormai, pensare a ridisegnare le città per i veicoli elettrici e realizzare progetti concreti soprattutto per il Nordest, un'area strategica per l'economia di tutto il Paese e con un tessuto urbanistico in continua evoluzione. 
Perché per ora, purtroppo, a parlare sono i dati in un'accurata indagine condotta dall'Energy & Strategy Group del Politecnico milanese: perché nei primi cinque mesi del 2013 in Italia la percentuale di vetture alimentate dalle batterie sul totale delle immatricolazioni è arrivata appena allo 0,04 per cento. Tra l'altro, di tanti 'zeri' ci si accorge girando dentro e fuori le città. Pochissime le auto elettriche e scarsa anche la presenza dei punti di ricarica per questo tipo di veicoli.
Complice la crisi e un inadeguato – e forse assente – itinerario informativo nel Paese sui benefici della mobilità sostenibile, l'Italia è molto lontana dagli indicatori delle vendite di auto elettriche rilevate nel resto d'Europa. 
Così, mentre in Italia ne sono state immatricolate 524 nel 2012, in Francia si arriva a quota 6.067 auto, in Norvegia a 3.883, in Germania a 1.294. A stridere poi con le immagini di città totally 'o quasi' green è anche la scarsa presenza delle colonnine per la ricarica dei veicoli. Al momento il monitoraggio del sito www.colonnineelettriche.it ne conta 490 nel nostro Paese, la maggior parte distribuite tra Milano 50, a Firenze 138 e Roma 66.
Mentre in tutto il Veneto sono 17 i punti di ricarica, 9 quelli in provincia di Venezia (di cui 2 a Mestre, 1 a Venezia Rampa San Basilio), 3 a Verona e a Padova, 1 a Treviso e a Belluno; sono 9, invece, quelle rilevate in Trentino Alto Adige e 3 in Friuli Venezia Giulia.
Intanto, in buona parte delle province italiane non si superano le 5 colonnine su tutto il territorio, con molti centri importanti che dispongono soltanto di una infrastruttura pubblica a cui poter allacciarle la propria auto elettrica.

Eppure è proprio questa la premessa fondamentale affinché la mobilità sostenibile possa concretizzarsi: assicurare agli utenti l'accesso all'energia elettrica ovunque e in qualsiasi momento. Questo il perno attorno al quale ruota e ruoterà il successo dell'auto elettrica e attorno al quale cambieranno anche i volti delle città. Solo così decollerà un mercato nuovo che consentirà di risollevare il settore automobilistico e quello dell'impiantistica, creando nuovi posti di lavoro e migliorando i livelli di inquinamento delle nostre città. Il tutto all'insegna di uno sviluppo ecosostenibile che gli amministratori del nostro Paese continuano a trascurare ipotecando negativamente il futuro dei nostri figli.


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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1 Commenti

  1. Ma la Regione Veneto ha partecipato al bando del MIT sullo sviluppo delle reti di ricarica per veicoli elettrici?

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