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Rappoccio, dal "primo dei non eletti" uno squallido tentativo di incollarsi ad una poltrona a tutti i costi

Di seguito la nota diffusa dal consigliere regionale Antonio Rappoccio - 

Reggio Calabria - In merito alla questione sollevata dal "primo dei non eletti - cittadino esemplare e candidato al San Giorgino d'oro",  in una lettera di fuoco  destinata al Quirinale, rivolgendosi al  presidente Napolitano per la mancata sospensione del sottoscritto, ritengo opportuno fare alcune precisazioni. Sono stato rimesso in libertà lo scorso 11 luglio, dal Presidente del Collegio giudicante, con il parere favorevole della Procura, per insussistenza delle esigenze cautelari dopo aver vissuto una carcerazione preventiva, custodia in carcere e  arresti domiciliari, le mie dimissioni presentate giorno 25 luglio c.a. e protocollate lo stesso giorno a partire dal 24 settembre c.a., vogliono rappresentare  una risposta alla dignità e al rispetto per le Istituzioni che ho sempre avuto. 

La scelta di dimettermi adesso e non prima era dettata dal fatto che questi sono atti e decisioni che vanno prese in piena libertà mentale che fisica; una scelta condivisa dal noto professionista e mio  legale di fiducia Giacomo Iaria. L'aver ripristinato l'esilio politico per allontanarmi dalla mia terra è un atto che subisco, nel rispetto che ho della magistratura, alla quale ho sempre dato e darò la massima  fiducia, ricordando a me stesso che la Procura in tempi non lontani, aveva già scritto che il reato di associazione per delinquere semplice non esisteva, come ha ribadito più volte dinanzi al Tribunale della Libertà il Sostituto Procuratore dott. Stefano Musolino e il  Procuratore Capo della Dda di Reggio Calabria dell'epoca Dott. Ottavio Sferlazza e Dott. Giuseppe Pignatone. 

Se dovessi decidere di ritirare le mie dimissioni, come richiesto da tanti, potrei farlo solo in un caso, saper che lo stato di diritto da me sempre rispettato sia parimenti valutato da chi non ha saputo mantenere identico rigore valutativo sarebbe, dunque, il caso di non scomodare né il Presidente della Repubblica, né il Sommo Pontefice che hanno di certo problemi ben più seri da affrontare che uno squallido tentativo di incollarsi ad una poltrona a tutti i costi.

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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