RAI3: ROMA CITTA' APERTA PER RICORDARE ANNA MAGNANI
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A quarant'anni dalla morte di Anna Magnani, Rai3 ripropone giovedì 26 settembre alle 21.05, il capolavoro di Roberto Rossellini "Roma città aperta". Roma, inverno 1944. L'ingegner Manfredi, comunista e impegnato nel Comitato di Liberazione Nazionale, chiede aiuto a Pina, una popolana vedova con un figlio e in procinto di risposarsi, per portare a termine un'azione. La donna lo mette in contatto con don Pietro, un sacerdote disposto ad aiutare i partigiani. Manfredi è però comunque in pericolo perché la sua amante, Marina, dipende da una collaboratrice della Gestapo che le fornisce la droga.
Questo film, punto di riferimento assoluto del cosiddetto movimento neorealista (termine coniato dopo il 1946 per definire quel cinema italiano che intendeva portare sullo schermo il Paese appena uscito dalla guerra) è stato oggetto nel corso del tempo di innumerevoli studi di approfondimento. La vicenda ha tra i protagonisti il sacerdote (splendidamente interpretato da un Aldo Fabrizi temporaneamente sottratto alla comicità) che richiama i personaggi (realmente attivi in favore della lotta antifascista) di don Morosini e don Pappagallo.
Roma città aperta nasce muto per necessità. Il costo della pellicola fa sì che la si debba razionare e non ci si possano permettere prese dirette che aumenterebbero il numero di ciak da battere. Finirà invece per rimanere impresso nella memoria di tutti proprio per un suono: l'urlo disperato di Pina (Anna Magnani) che corre dietro al camion sui cui i tedeschi stanno portando via il suo uomo. Quel "Francesco!" urlato prima di venire falciata da una raffica, sarà il grido che sveglierà il cinema italiano da un torpore forzato durato troppo a lungo. Nonostante questo, come spesso accade ai capolavori, la prima accoglienza critica non è certo favorevole e sarà lo stesso Rossellini a ricordare:"Era l'epoca in cui proponevo ad alcuni colleghi di fondare una Società cooperativa, un po' come gli Artisti Associati, ma nessuno voleva mettersi col regista di Roma città aperta che non era un'artista".
Ci vorranno il Gran Premio al primo festival di Cannes e la nomination all'Oscar per la sceneggiatura firmata da Rossellini, Amidei e Fellini per indurre i critici nostrani a ripensare il giudizio dato a caldo.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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