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Il muratore incensurato, Giuseppe Crisafi crivellato di colpi di lupara, a Caulonia, in fin di vita all'ospedale di Locri

Un operaio, Giuseppe Crisafi, 32 anni, è stato ferito stasera in un agguato a Caulonia in Via Rossetto, alla periferia del paese, da tre colpi di fucile caricato a pallettoni. L'uomo era nel giardino davanti casa quando qualcuno, forse una sola persona, gli ha sparato ferendolo in varie parti del corpo.Portato nell'ospedale di Locri non dovrebbe essere in pericolo di vita. Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica, diretta dal capitano Marco Comparato, che si muove sotto le direttive del t.colonnello Giuseppe De Magistris, comandante del Gruppo Locri e Alessandro Mucci, maggiore e vice comandante, coordinati dal comandante provinciale di Reggio Calabria, colonnello Lorenzo Falferi. Sovrintende alle indagini, il p.m. Salvatore Cosentino che agisce sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Locri, Luigi D'Alessio. 
CAULONIA(RC), GIUSEPPE CRISAFI, UN MURATORE DI 32 ANNI INCENSURATO NEL MIRINO DEI SICARI DELLA 'NDRANGHETA O SI TRATTA DI UNA VENDETTA PERSONALE CHE ESULA DA CONTESTI MAFIOSI?
Domenico Salvatore
CAULONIA- La pax mafiosa del 1991, successiva alle guerre di mafia, soprattutto a Reggio Calabria, pacificate dai vari mammasantissima, padrini e capobastone…………
…Giuseppe Morabito inteso 'U Tiradrittu; Antonio Pelle, inteso "Gambazza, Pasquale Condello, inteso "Il Supremo; Giovanni Tegano; Rocco Antonio Gioffrè, inteso 'U 'ndolu; Domenico Alvaro, inteso 'U Massaru,  Antonio e Francesco Nirta intesi "Scalzone", Domenico e Pasquale Libri fratelli, Francesco Barbaro inteso 'U Castanu, Natale Jamonte, Farao-Marincola, Carmelo Novella, Vincenzo Gallace e così via, regge ancora o è stata violata, se non interrotta la tregua? Perché, in Calabria ed anche oltre, si continua a sparare. I morti ammazzati, non si contano più in questi vent'anni di sospensione, tregua od armistizio. Dalla Valle dello Stilaro sino allo Stretto e giungendo al Mesima e dallo Zomaro ai Piani della Corona, la lupara canta incessantemente e le pistola crepitano, in alternanza  al kalashnikov, Skorpion e Uzi, tritolo, bazooka e lanciagranate. Per fatti di mafia o comunque di carambola e rimbalzo, riconducibili alla "Gramigna". Oppure per vendette personali, delitti passionali, gelosia di confine, liti per un pezzo di terra, se non per futili motivi. 

Le Procure di Reggio Calabria, Locri e Palmi, lavorano a pieno carico. Gli avvocati, ballano il rock and roll ed il cha cha cha senza musica, per dodici mesi all'anno. I giudici non si prendono nemmeno le ferie. Affari d'oro per le ditte del caro estinto; offrono funerali di prima classe a prezzi stracciati e casse di mogano, palissandro e teak, in alternativa al noce e ciliegio, tutto compreso. Quasi tutti i Comuni, hanno progettato l'allargamento dei loro cimiteri  per i morti "normali" e di converso per le vittime delle faide o di altro tipo. Si continua a sparare di giorno e di notte, anche sui bambini, sulle donne e sui vecchi, in dispregio del codice della 'ndrangheta. L'ultima mancata vittima in ordine di tempo il muratore Giuseppe Crisafi, di  32 anni, originario di Caulonia, ferito ieri sera a colpi di fucile caricato a lupara. Crisafi,  secondo una prima sommaria ricostruzione dell'accaduto, effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Roccella, diretta dal capitano Marco Comparato, coordinato dal colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale di Reggio Calabria, davanti al suo giardino. Un killer o due appostati lì nei pressi, aspettavano l'uscita della vittima designata per eseguire la loro macabra missione di sangue, morte e rovina. I Carabinieri, hanno promosso le indagini, per risalire al movente ed all'esecutore materiale del tentato omicidio. Si valuta anche, le modalità dell'imboscata. Il sicario, ha bussato alla porta di casa, sita alla periferia di Caulonia, oppure ha chiamato per nome? 

Il giustiziere, per paura dei cani, ha cominciato a fare schiamazzi e fracasso? E perfino si valuta se il Crisafi, che sembra essere incensurato e lontano da giri malavitosi, avesse appuntamento con qualcheduno e stesse uscendo di casa. Siamo nel campo delle ipotesi. Non siamo riusciti a contattare le forze di polizia per avere dettagli sulla sparatoria. Da verificare anche, il fermo di una persona rintracciata fra Placanica e Stignano, il cui alibi-orario e stub è al vaglio dei Carabinieri. I militari dell'Arma, scattato l'allarme, hanno steso una cintura militare intorno al vasto comprensorio, con l'impiego di uomini e mezzi delle varie stazioni, dislocate su ogni paese. Non ci sono notizie circa i blocchi stradali volanti; il controllo dei pregiudicati della zona, il guanto di paraffina, effettuati nell'immediatezza del fatto. Il Crisafi, non ha fatto nemmeno in tempo a spalancare l'uscio di casa, quando è stato investito in pieno da una tempesta di fuoco e piombo a volontà, scatenata dalle lupare. Raggiunto al capo, al tronco ed agli arti dalle micidiali scariche, la vittim,a designata è stramazzata al suolo, proprio davanti a casa sua, in un lago di sangue. Immediata la reazione dei parenti, che sono usciti da casa ed hanno prestato soccorso al loro congiunto, che urlava di dolore e chiedeva di essere aiutato. 

Tempestivo anche l'intervento del 118, che ha trasportato il ferito al Pronto Soccorso dell'ospedale "Guido Candida" di Locri.  I sanitari, hanno sottoposto il ferito ad intervento chirurgico d'urgenza, per l'estrazione dei proiettili e quindi lo  hanno ricoverato in corsia, in prognosi riservata salvo complicazioni. Le indagini partono in salita. Siamo in una zona ad alta densità mafiosa, dove l'omertà, che cuce le bocche a doppia mandata, per paura di rappresaglie, vendette trasversali e personali e spedizioni punitive, regna sovrana. Non ci sarebbero testimoni al delitto. A meno che, qualcheduno dei familiari, non abbia intravisto la sagoma dei killer in fuga. Non si presentano per niente facili né semplici. Anche perché la vittima mancata è incensurata. Da un primo esame sommario, sembra che il Crisafi fosse lontano da giri loschi e compromettenti. Ma allora, chi e perché aveva interessi a togliere di mezzo un "semplice" muratore. I Carabinieri non lasciano nulla al caso a battono tutte le piste a 360 gradi. Il procuratore capo della repubblica di Locri, Luigi D'Alessio ha mandato sul posto il p.m. Salvatore Cosentino, a coordinare il lavoro dei Carabinieri del gruppo di Locri, che coordina la Compagnia di Roccella; tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale di Reggio Calabria. Il primo lavoro tempestivo e capillare sembra aver prodotto qualche risultato apprezzabile. 

Vecchia ruggine, conti in sospeso, gelosia di mestiere, vous cherchez la femme? Di più non si può ipotizzare. Ma nemmeno si esclude che già nelle prossime ore il responsabile della sparatoria, possa essere quantomeno identificato. Se non si consegni direttamente dai Carabinieri. Gl'interrogatori dei familiari, parenti, amici e conoscenti della mancata vittima, sono stati effettuati a tamburo battente. Il territorio, egemonizzato secondo le forze di polizia, dai clan della 'ndrangheta; comprese le cosche dei Manno e dai Maione, è stato setacciato al millimetro. Grande dispendio di energie fisiche e mentali ma anche materiali. Poi, si trarranno le conclusioni. Ma non sarebbe male un aiutino, di chi sappia qualche cosa. In fondo, il peso della tutela e della difesa della libertà e della democrazia, non può gravare sempre e comunque sulle spalle delle forze di polizia. Domenico Salvatore


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