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Cara Anna, Alberto è stato un maestro. è un maestro nel viaggio tra la vita e la letteratura nell'immenso del bene - di Pierfranco Bruni

"Pierfranco, ti amo…. Alberto". Da una dedica di Alberto Bevilacqua a Pierfranco Bruni

Cara Anna, Alberto è stato un maestro… è un maestro nel viaggio tra la vita e la letteratura nell'immenso del bene
 di Pierfranco Bruni

 Una voce commossa. Con le parole quasi strozzate in un pronuncia e in un accento che era quello di Alberto. Abbiamo parlato della sua generosità. Della sua sensibilità. Del suo amore per gli affetti, le amicizie, i sogni di una vita. Quella voce mi fa eco e mi riporta ricordi. Quella voce, da quel primo pomeriggio di qualche giorno fa, è rimasta come un vento tra i miei "sensi incantati" e mi riporta silenzi che cercano di diventare scavi di memoria.
Mi ha telefonato Anna Bevilacqua. Ha avuto il mio numero telefonico da Luigi Palamara, direttore di "MNews.IT". Palamara ha ospitato alcuni miei articoli, oltre ad una collaborazione che tocca diversi aspetti delle culture, dedicati ad Alberto Bevilacqua, al mio fraterno amico Alberto, l'amico di una vita.
Anna, con la sua delicatezza ha voluto manifestare la sua gratitudine ma soprattutto l'affetto per il fratello. Una voce commossa che si è intrecciata con la mia completa commozione. Siamo stati per attimi tra le ali del vento in una telefonata che ha intrecciato due voci, ma forse era una voce sola, per dirla con Alberto. E Alberto c'è. Perché rileggendo ora i suoi libri si comprende subito che non sono pagine ferme nel tempo. Sono capitoli di vita che camminano nel nostro essere.
Voglio dire nel mio essere, nelle mie memorie, nel mio incontrarmi con il suo linguaggio. Un maestro di scrittura che non smetterà di dettare percorsi di vita nella sensualità dell'esistere. Ma la commozione è un marcare l'anima.
Anna mi ha stretto l'anima con quella sua telefonata perché mi ha sorpreso sulle pagine del romanzo di Alberto che ho riletto quotidianamente e che non smetterò di portare con me "Anima amante". Bisogna amarla l'anima e diventarne amante non solo per guardare negli occhi gli altri e per guardarsi dentro e riscoprire le voci del destino che segnano i passi del mistero.
Continuerò a leggere i libri di Alberto perché ho bisogno di riprendere il mio racconto interrotto dedicato a lui. La mia scrivania è colma dei suoi testi e i miei appunti sono una girandola di emozioni che vagano tra un romanzo e le sue poesie. Non ho bisogno di trovare il filo e neppure di raccogliere questi appunti. Arriverà il giorno, presto, che vivrò la sua scrittura così intensamente tanto da scrivere non un libro di critica soltanto, ma il libro della nostra letteratura che è quello dei dettagli, dei segreti, del mistero, dell'incantesimo e dell'amore stregato.
Sarà un  Io e Alberto per sostenerci con lo sguardo del cuore tra una letteratura che deve superare il reale e farsi  àncora o porto. D'altronde da Pascoli a Pavese il viaggio di Alberto, passando attraverso Pasolini, è un viaggio al centro del giorno e nella terra della notte, in uno scorrere in cui Celine è riferimento.
Più volte ci siamo raccontati queste storie. Quella del Pascoli magico e alchemico. Quella del Pavese sublime anche nella discesa verso Verrà la morte e conserverà sempre gli occhi dell'amore. Quella del Pasolini che scava negli amorosi sensi di un Boccaccio condiviso tra la regia decameroniana e la "novella" recitata con Bosco d'amore di Alberto.
Conosceva l'eros che va da Pascoli a Pavese, da Pasolini a Boccaccio. Non può esserci una casa stregata senza l'attraversamento iniziatici di questo viaggiare. Più volte, Alberto, mi ha comunicato che se la parola non ha il taglio dell'emozione è una parola persa. L'emozione deve viversi nella sensualità. Riusciremo ancora a commuoverci? Alberto non smetterà di farmi commuovere perché il suo linguaggio è una parola che resta impigliata nella griglia dell'esistere.
Cosa ci siamo detti con Anna? Ci siamo comunicati le nostre sensazioni. Si avvertiva il tremare dell'emozione. Avrò ancora bisogno di ascoltarla… e tra le città di una vita, Parma e Roma, Alberto continua a passeggiare raccogliendo quei dettagli che hanno fatto la sua letteratura.
Dedicandomi il suo romanzo "GialloParma" ho trovato scritto sulla prima pagina bianca: "Pierfranco, ti amo…". Potrei scrivere il mio libro, anche se è già tutto scritto, partendo proprio dalle dediche. O forse potrei dargli questo titolo: "Pierfranco, ti amo. Io e Alberto nella letteratura che è vita". Ci penserò. Ma è tanto l'amore che ho portato per il suo vivere la letteratura infinita e sconfinata che non basteranno pagine di critica, di storia letteraria, di antologie vuote per colmare tutte le assenze che ho trovato sfogliando quell'accademica o sclastica storia della letteratura che non servirà a nessuno perché nasconde la vera alta immensa letteratura.
Alberto è stato un maestro. Di letteratura nella vita. Resterà un maestro in un filo sottile che ha legato il contemporaneo con il passato. D'altronde il destino di Alberto resta legato a quello di un Pascoli grande conoscitore di Dante esoterico e magico, ma escluso dalle accademie, e di un Pascoli dell'alchimia, grande poeta, ma non percepito e di un Pavese relegato ad un neorealismo nel quale egli stesso non si è mai riconosciuto. È il destino dei maestri. Alberto è un maestro.
Cara Anna, abbiamo il cuore ricco e l'anima immensa e ci riusciremo a dare un senso. Alberto ci ha consegnato una magica missione che è quella dei valori nella vita che non si consuma, ma si proietta sempre oltre: in quella letteratura che ha i dettagli del mistero.

Pierfranco Bruni, Alberto Bevilacqua, Francesco Grisi, Roma 1991



Pierfranco Bruni e Alberto Bevilacqua, 2001



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