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Brancaleone, il delitto belluino di Tatjana, ma Landru, non abita da queste parti

Il cadavere carbonizzato di una donna ucraina di 40 anni, T.K., è stato trovato in un canneto vicino la spiaggia a Brancaleone. A far trovare il corpo è stata una telefonata anonima ai carabinieri. Le condizioni del cadavere non consentono per ora di stabilire come è stata uccisa. La donna faceva la badante e ne è stata denunciata la scomparsa perché non è andata a lavorare. I carabinieri del comando provinciale( della Compagnia di Bianco diretta dal capitano Francesco Donvito, coordinato dal maggiore Alessandro Mucci del Gruppo di Locri) diretto dal colonnello Lorenzo Falferi, coordinato dal p.m. Salvatore Cosentino del Tribunale di Locri, che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica Luigi D'Alessio, stanno cercando di ricostruire la vita privata e le sue ultime ore. Sul luogo del ritrovamento del cadavere sono giunti anche i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Reggio Calabria alla ricerca di elementi che possano aiutare nelle indagini.
CHI MAI SARÁ STATO, IL "LUPO MANNARO", CHE DOMENICA MATTINA, HA AZZANNATO TATJANA SULLA SPIAGGIA DI BRANCALEONE?
 Domenico Salvatore

Il femminicidio non si ferma. Vittime, anche le donne  extra-comunitarie. Una giovane  donna straniera (moldava, russa o ucraina?) è stata uccisa e poi bruciata sulla spiaggia di Brancaleone (RC), da un feroce killer, per ora sconosciuto alle forze di polizia, che lo stanno attivamente ricercando. Purtroppo, non è il primo caso, che avvenga sulla costa jonica reggina. Il 7 ottobre 2008, Lesia Ciobanu, 30enne originaria della Moldavia, senza documento addosso,  badante romena, venne assassinata a colpi di coltello. Il suo cadavere  venne rinvenuto su una spiaggia di Bovalino  con la gola tagliata La  identificò la Polizia del locale Commissariato, diretto da vice-questore aggiunto Luciano Rindone; assisteva un anziano signore di novantacinque anni. La casa  era localizzata in una borgata poco distante dal luogo in cui e' stata assassinata. Ma il caso di Brancaleone, assomiglia in molte sfaccettature a quello di Bovalino. Il capitano Francesco Donvito, comandante della Compagnia di Bianco, competente per territorio, ha avviato urgenti e tempestive indagini, per risalire all'autore dell'orribile delitto ed al movente. Stavolta, non ha potuto organizzare la cintura militare, intorno al vasto comprensorio, con posti di blocco volanti, controllo dei pregiudicati della zona, alibi orario e guanto di paraffina. 

Sul posto dell'efferato crimine, è giunto il medico legale Aldo Barbaro per l'ispezione cadaverica esterna sul corpo della vittima; l'operaio della ditta del caro estinto con il carro funebre, per la rimozione del cadavere ed il pubblico ministero di turno, presso la Procura della Repubblica di Locri, Salvatore Cosentino. Le indagini partono in salita. Non vi sono testimoni al delitto. Ammesso per assurdo che ci sia qualche "scheggia impazzita" disposta a testimoniare in Tribunale. Come invece sarebbe logico e giusto. Il peso della tutela e salvaguardia della libertà e della democrazia, non può gravare sempre e comunque sulle spalle delle forze di polizia. Non è un delitto di mafia e nemmeno d'impeto od involontario. Si parte da un paio di telefonate ed il pedigree lavorativo. La donna lavorava come badante presso una persona anziana del luogo. Questo comunque è già un buon punto fermo di partenza, utile alle indagini. Non ha trovato conferme ufficiali, la relazione che la vittima aveva con una persona di San Luca; se non di Bovalino. L'ultima volta, Tatiana è stata vista ancora viva, domenica mattina; in bikini, sulla spiaggia di Brancaleone. Lo stesso costume trovato addosso alla donna. Non si sa ancora, chi abbia lanciato l'allarme e fatto ritrovare il corpo oramai senza vita, gettato in mezzo al canneto a bordo spiaggia. Stavolta, non c'è nessun dossier o fascicolo; sono scarne le notizie che trapelano. 

Nonostante il muro di omertà che cuce le bocche a doppia mandata per paura di vendette, rappresaglie e ritorsioni, se non spedizioni punitive, i Carabinieri sperano di poter cavare un ragno dal buco. Un aiutino potrebbe arrivare anche dall'autopsia. Ma uno 'spiffero' decisivo, non si esclude a priori, proveniente dall'Est europeo. Il mistero potrebbe essere squarciato; il giallo chiarito. Forse già nelle prossime ore. Appena il magistrato del turn-over, avrà sul tavolo, il rapporto dettagliato ed esaustivo della Compagnia di Bianco. Domani l'autopsia e poi, il corpo verrà restituito alla famiglia, già avvisata tramite Questura, Consolato ed Ambasciata, per la celebrazione dei funerali. Il questore di Reggio Calabria, Guido Longo, non si opporrebbe alla forma pubblica, qualora venissero celebrati a Brancaleone. Le ipotesi investigative sono coperte dal segreto istruttorio e nulla trapela. Si può solo avanzare qualche ipotesi giornalistica. Rakett della mano d'opera o "giri" poco leciti? Non trova molto credito, la pista della love story, né quello della prostituzione. Altro che emancipazione femminile. La donna comunque, non ha raggiunto in Italia un ruolo di sicurezza, di libertà, di democrazia, di rispetto della dignità e della persona, tale da poter vivere con decoro e rispettabilità. Essa, viene ancora ritenuta un oggetto, un soprammobile, un essere inferiore. 

Buono, al massimo per fare i figli, scopare la casa, rassettare i letti, lavare i piatti, cucinare ed altri lavori …socialmente utili. Tranne i rari casi di donne-boss della malavita, ammaestrate ed indottrinate. Pronte a rilevare l'attività dei loro mariti, padrini, capobastone e mammasantissima della "Gramigna", sbattuti in prigione dopo regolare processo; destinati a marcire in galera. O di donne in carriera ed in politica. Una sparuta minoranza. Ma i Landru calabresi, non si accontentano di uccidere, sgozzare, strangolare. Sentono il bisogno belluino, animalesco e feroce anche di bruciare i corpi e gettarli poi in un canneto, ai margini della spiaggia; a ridosso del binario della ferrovia "fantasma". Domenico Salvatore 

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