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La presidente della Crpo, Cusumano su Decreto legge contro il femminicid​io.

Giovanna Cusumano.
“Mi sento di affermare che il decreto legge sul ‘femminicidio’ approvato dal Governo Letta protende verso il riconoscimento di una pari dignità della donna che, sebbene sancita a piene lettere nel testo costituzionale, non è ancora del tutto affermata nel nostro tessuto sociale”.

E’ quanto dichiara la presidente della Crpo, Giovanna Cusumano, che aggiunge: “E’ utile ricordare che solo qualche decennio fa la nostra legge penale prevedeva un diverso trattamento tra uomini e donne in relazione a determinati reati (vedi adulterio per i coniugi). Pertanto non posso condividere le riserve espresse e le critiche sollevate sul suddetto decreto dalla UCPI.

Del resto, trovo assolutamente apprezzabile che nel contemperamento tra contrapposti interessi, tutti costituzionalmente protetti, si faccia prevalere la tutela del bene vita. E’ innegabile, infatti, che la tutela del principio costituzionale della presunzione di innocenza, richiamato dall’UCPI, debba cedere nella graduatoria dei valori alla tutela del bene vita.

Del pari, non condivido l’intervento del dott. Marziale che ha definito un ‘contentino estivo’ il decreto de quo perché ritengo vada sostenuto ogni intervento legislativo che presti la giusta attenzione, dopo decenni di grave e colpevole ritardo socialmente inaccettabile, al fenomeno della violenza sulle donne nella consapevolezza che il percorso verso una cultura di pari dignità della donna sia ancora nel nostro paese lungo e complesso”.

Conclude la presidente della CRPO: “Adesso sarebbe auspicabile che si dia inizio a quella necessaria rivoluzione culturale che porti anche in Italia a una concreta applicazione del nobile principio delle pari opportunità. E’proprio in tal senso che voglio augurarmi che questo Parlamento si doti tempestivamente della legge sull’omofobia perché solo se affrontata in tutti i suoi aspetti, la cultura della violenza può essere efficacemente contrastata.

E’di importanza fondamentale che agli obiettivi sanciti dal decreto legge contro la violenza di genere e il femminicidio segua, da parte di tutti coloro che ricoprono ruoli pubblici, l’impegno costante di promuovere progetti comuni di grande qualificazione culturale finalizzati alla valorizzazione delle differenze nell’accezione più ampia del termine”.


Reggio Calabria 9 Agosto 2013.

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