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Il buon samaritano Cosimo Fazio

Questa mattina stava coordinando le operazioni di soccorso ai 160 migranti arrivati a Reggio a bordo di un veliero quando è stato colto da un malore che gli è stato fatale.  Non sono serviti a niente, i seppur tempestivi soccorsi del personale del 118. Il comandante è morto prima di arrivare agli OO. RR “Bianchi-Melacrino-Morelli”.
QUEL BUON SAMARITANO  DI COSIMO FAZIO, SI Ể CONQUISTATO UNA MEDAGLIA D’ORO SUL CAMPO
Domenico Salvatore

“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti, che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: “Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno”. Piove sul bagnato nella “Città del Bergamotto e dei Bronzi di Riace”. Dopo il colpo gobbo, ma non chiamatelo “tiro mancino” dello scioglimento del Consiglio Comunale, per infiltrazioni mafiose; le palate di fango che lo hanno preceduto e le viltà di Fabrizio Maramaldo, sul “soldato Ryan”che lo hanno seguito, ecco il destino beffardo ed ironico, che ciurla ancora nel manico. Bisogna avere la pazienza di Giobbe.


Il comandante della Polizia Municipale, colonnello dei carabinieri Cosimo Fazio, 56 anni, sposato, tarantino di Grottaglie, è morto per infarto mentre coordinava le attività di soccorso per gli immigrati sbarcati stamane nel porto. Morto sul campo, nell’adempimento del dovere. Signor Ministro degl’Interni, on. Angelino Alfano, qui ci vuole la medaglia d’oro. E se la flebile memoria non tradisca gli smemorati, l’intitolazione di una via, di una scuola ecc. Non sappiamo che cosa farcene delle lacrime di coccodrillo e dell’ipocrisia di basso macello. Facta, non verba.Fazio, 56 anni, in servizio presso la locale Scuola allievi carabinieri che negli anni scorsi aveva comandato dopo  aver diretto il Reparto operativo del Comando provinciale dell’Arma Benemerita. L’Alto Ufficiale, aveva ricevuto da una decina di giorni l'incarico di dirigere la polizia municipale. Con il placet del Ministero della Difesa, dell’Arma dei Carabinieri e della Prefettura. Il decesso è avvenuto, durante le operazioni di sbarco degli extra-comunitari. L’uomo, ha avvertito un malore e si è accasciato a terra. Non c’è statio niente da fare, nonostante l’immediato soccorso sia dal personale del Suem 118 presente sul posto e sia da altre persone sanitarie.

Il corpo è stato portato presso gli Ospedali Riuniti. Dopo le formalità di rito, la salma verrà restituita alla famiglia per i funerali che saranno celebrati nel Duomo dal vescovo emerito Vittorio Mondello; alla presenza delle maggiori autorità cittadine e della Provincia. Un altro servitore dello Stato se ne va, ancora giovane ed appena nominato in un importante incarico. Quello di comandante della Polizia Municipale di Reggio Calabria. Il prefetto Vincenzo Panico, uno dei tre, nominati a reggere la “cosa pubblica riggitana”, sapeva bene, che uno dei posti-chiave del riscatto e del rilancio fosse, proprio il comandante dei Vigili Urbani, della Polizia Urbana o Municipale. Negli ultimi anni, su questa nomina, c’è stato un vero e proprio giro di valzer. Un saliscendi vorticoso. In quel delicatissimo settore, ci voleva un personaggio incorruttibile. Uno, che non guarda in faccia nessuno. Uno, che aveva fatto dell’onestà, della legalità, della Giustizia, della rettitudine, la sua bandiera; il suo imperativo categorico; il suo ideale. Il colonnello Cosimo Fazio, si era insediato nel nuovo ruolo, presso gli uffici di viale Aldo Moro, lunedì 5 agosto 2013. Lo aveva annunciato urbi et orbi,  Giuseppe Castaldo della terna commissariale, nel corso di un’apposita conferenza stampa, tenuta nella tarda mattinata nei locali del Comando.

Era stato uno dei punti di forza e di riferimento dell’Arma reggina. Comandante del Reparto Operativo provinciale e comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria-Modena. Eroe di tante operazioni, sempre in prima linea. Stava bene, era in forma. Non si è capito bene se sia stato lo stress, Cosa possibile ma poco credibile. Il ‘Carabiniere di ferro’, aveva imparato a saper gestire lo stress, l’ansia e le emozioni, senza l’aiuto di un personal trainer o di un corso accelerato di training autogeno. Forse qualche valore da controllare meglio; forse il caldo spaventoso di questi giorni. Lui c’era. E c’era sempre. Anche stamani, come suggerisce  Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta, presidente della Commissione ecclesiale per le migrazioni:”Il primo dovere che abbiamo come cristiani e come cittadini, è quello di prendere coscienza che l’immigrazione è un fatto strutturale, che non riguarda soltanto l’Italia. Intendo dire che chi abita in regioni dove la vita è a rischio a causa della fame, della guerra, delle oppressioni politiche è per forza spinto a cercare una speranza nei Paesi ricchi e rispettosi delle fondamentali libertà delle persone. Questi non devono chiudersi a riccio in difesa del loro benessere”.

L'emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate. È l'opposto dell'immigrazione. Quando vengono a mancare le condizioni necessarie al pieno compimento dei desideri dell'uomo, questo è spinto a cercare un luogo diverso da quello di origine "dove aver miglior fortuna". Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto, persecuzione. La CEI ha criticato le ultime disposizioni di legge in materia; soprattutto il collegamento troppo stretto e automatico tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e la severa limitazione delle possibilità di ricongiungimenti familiari.

Cosimo Fazio il buon samaritano, morto sul campo, nel compimento del dovere. Merita la medaglia d’oro ed una statua. Aveva bene in mente come applicare le sette opere di misericordia corporale:Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati. Vestire gli ignudi. Alloggiare i pellegrini. Visitare gli infermi. Visitare i carcerati. Seppellire i morti. Dar da mangiare agli affamati. E le sette opere di misericordia spirituale:Consigliare i dubbiosi. Insegnare agli ignoranti. Ammonire i peccatori. Consolare gli afflitti. Perdonare le offese. Sopportare pazientemente le persone moleste.  Pregare Dio per i vivi e per i morti. Cosimo Fazio era un vero operaio della vigna del Signore…  Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.  Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. Funerali in pompa magna. Giusto! Ma l’ippocampo, non deve andare in ferie. I nostri maestri latinisti, ci ripetevano sino alla noia…” Memoria minuitur nisi eam exerceas. Domenico Salvatore


L'intervista rilasciata qualche minuto prima del malore

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