Polistena (Reggio Calabria) 15 agosto 2013 - Il comizio si chiusura di Sel- spostato al 14 agosto per motivi metereologici - ha voluto
essere un incontro con i cittadini polistenesi per fare un punto sulla situazione politica nazionale e cittadina. Antonio Baglìo ha inteso,
ancora una volta, sottoporre la presa di posizione del partito di Vendola circa le motivazioni che li vedono minoranza rispetto al governo
nazionale delle larghe intese targato Pd-Pdl e che sono da ricondursi a un sostanziale rifiuto della gestione dilatata di un esecutivo
innaturale quanto eccezionale di fronte al quale i vendoliani hanno preferito astenersi per mantenere la propria identità. Poi il
segretario di Sel e consigliere comunale di minoranza del gruppo Pnc ha passato in rassegna lo scenario locale partendo da una
considerazione: «a Polistena – ha detto – c’è bisogno di un cambio di rotta, di un ricambio generazionale e di un grande progetto per
diventare noi forza di governo» nel contempo chiedendo consenso ai cittadini per «chiudere la stagione della contrapposizione personale che
sfocia in mera propaganda populistica insufficiente a nascondere la pessima gestione della cosa pubblica da parte dell’amministrazione
Tripodi» respingendo così l’accusa della grande ammucchiata che si starebbe formando per le prossime amministrative del 2015.
Giuseppe Politanò del direttivo di Sel ha parlato di un soggetto politico giusto e trasparente nato per dare dignità alle persone e, riferendosi alla politica locale, ha affermato sarcastico di essere «stanco di veder vincere sempre le stesse persone e le stesse facce» rigettando «i vecchi e sporchi accordi elettorali» a favore di moralità ed etica poiché «a vincere – ha sostenuto – dev’essere l’intera comunità polistenese» e citando don Tonino Bello ha concluso affermando che «il politico vero deve essere un coagulante sociale». «Sono passati tre anni e mezzo infarciti solo di menzogne e calunnie» ha esordito nell’intervento conclusivo uno sferzante consigliere Peppe Giancotta che ha rivolto le sue “attenzioni” esclusivamente all’amministrazione in carica verso la quale è stato nient’affatto che tenero.
Ha parlato di diritti delle opposizioni calpestati e di quanto quest’amministrazione abbia, con il suo operato, «rovinato il commercio a Polistena» con «la falsa operazione sull’Imu, abbattuta per le prime case e triplicata sul resto», della differenziata «applicata a discapito della pulizia generale del paese e grazie ai soli sforzi sovraumani degli operatori impiegati».
Si è scagliato con forza contro l’assegno di sopravvivenza definito «una vergogna che calpesta la dignità dei disoccupati e messo in atto per soli scopi elettorali», dell’assenza di manutenzione ordinaria della città e delle opere inutili come il parco Juvenilia «volute – ha tuonato - per ripicca all’amministrazione Laruffa». «Il mio partito giocherà per vincere – ha proclamato - e non solo per fare testimonianza. Lavoreremo tutti uniti per un dialogo aperto e per accendere quella luce che oggi è spenta» rimandando comunque al congresso di ottobre che detterà la linea da tenere ma che sembra ormai abbastanza chiara e almeno con un punto fermo: sbalzare dalla sella Tripodi e la sua giunta.
Giuseppe Campisi
Giuseppe Politanò del direttivo di Sel ha parlato di un soggetto politico giusto e trasparente nato per dare dignità alle persone e, riferendosi alla politica locale, ha affermato sarcastico di essere «stanco di veder vincere sempre le stesse persone e le stesse facce» rigettando «i vecchi e sporchi accordi elettorali» a favore di moralità ed etica poiché «a vincere – ha sostenuto – dev’essere l’intera comunità polistenese» e citando don Tonino Bello ha concluso affermando che «il politico vero deve essere un coagulante sociale». «Sono passati tre anni e mezzo infarciti solo di menzogne e calunnie» ha esordito nell’intervento conclusivo uno sferzante consigliere Peppe Giancotta che ha rivolto le sue “attenzioni” esclusivamente all’amministrazione in carica verso la quale è stato nient’affatto che tenero.
Ha parlato di diritti delle opposizioni calpestati e di quanto quest’amministrazione abbia, con il suo operato, «rovinato il commercio a Polistena» con «la falsa operazione sull’Imu, abbattuta per le prime case e triplicata sul resto», della differenziata «applicata a discapito della pulizia generale del paese e grazie ai soli sforzi sovraumani degli operatori impiegati».
Si è scagliato con forza contro l’assegno di sopravvivenza definito «una vergogna che calpesta la dignità dei disoccupati e messo in atto per soli scopi elettorali», dell’assenza di manutenzione ordinaria della città e delle opere inutili come il parco Juvenilia «volute – ha tuonato - per ripicca all’amministrazione Laruffa». «Il mio partito giocherà per vincere – ha proclamato - e non solo per fare testimonianza. Lavoreremo tutti uniti per un dialogo aperto e per accendere quella luce che oggi è spenta» rimandando comunque al congresso di ottobre che detterà la linea da tenere ma che sembra ormai abbastanza chiara e almeno con un punto fermo: sbalzare dalla sella Tripodi e la sua giunta.
Giuseppe Campisi

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