RIMESSO IN LIBERTÀ ANCHE GIUSEPPE CROCÈ
Reggio Calabria 15 luglio 2013 - Il Tribunale di Reggio Calabria, dopo aver rimesso in libertà, con ordinanza nei giorni scorsi confermata dalla Corte di cassazione, la figlia Fortunata Barbara, ha disposto l’immediata scarcerazione del noto imprenditore, anch’egli tratto in arresto nell’ambito dell’inchiesta “Sistema – Assenzio”
Dopo circa un semestre di detenzione, torna in libertà anche Giuseppe Crocé.
Il Tribunale di Reggio Calabria, con decisione resa ieri (15 luglio), accogliendo l’appello proposto dai difensori avv. D. Francesco Floccari e F. Domenico Retez, ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere disposta nei confronti del noto imprenditore con ordinanza eseguita il 24 gennaio di quest’anno, adottata nell’ambito dell’inchiesta “Sistema – Assenzio”.
I difensori dell’indagato, l’8 aprile 2013, rivolsero al G.I.P. istanza di revoca della misura cautelare disposta nei confronti del proprio assistito, evidenziando come dovessero ritenersi nei confronti dell’imprenditore assolutamente insussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione alla contestatagli ipotesi di concorso esterno alla ‘ndrangheta. Il G.I.P., acquisito il parere negativo del P.M. titolare delle indagini, con provvedimento del 12 aprile 2013 rigettò l’istanza.
Avverso il detto provvedimento proposero appello gli avvocati Floccari e Retez, ribadendo l’assoluta estraneità del proprio assistito.
Il Tribunale, riservata la decisione in occasione dell’udienza del 26 giugno 2013, con provvedimento depositato ieri ha accolto l’appello dei difensori e restituito, dopo un semestre, la libertà al noto imprenditore reggino.
Soltanto qualche giorno addietro, l’11 luglio, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal P.M. avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale della Libertà, riconosciute come plausibili le giustificazioni offerte dai difensori rispetto ai fatti in contestazione, aveva rimesso in libertà la figlia di Giuseppe Crocé, Fortunata Barbara, anch’ella tratta in arresto, con la medesima contestazione, al principio di quest’anno.
Entrambi gli imprenditori, padre e figlia, assisteranno quindi all’udienza preliminare, già in programma per il 23 luglio, dinanzi al G.U.P. Dr.ssa Barbara Bennato, in stato di libertà.
Reggio Calabria 15 luglio 2013 - Il Tribunale di Reggio Calabria, dopo aver rimesso in libertà, con ordinanza nei giorni scorsi confermata dalla Corte di cassazione, la figlia Fortunata Barbara, ha disposto l’immediata scarcerazione del noto imprenditore, anch’egli tratto in arresto nell’ambito dell’inchiesta “Sistema – Assenzio”
Dopo circa un semestre di detenzione, torna in libertà anche Giuseppe Crocé.
Il Tribunale di Reggio Calabria, con decisione resa ieri (15 luglio), accogliendo l’appello proposto dai difensori avv. D. Francesco Floccari e F. Domenico Retez, ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere disposta nei confronti del noto imprenditore con ordinanza eseguita il 24 gennaio di quest’anno, adottata nell’ambito dell’inchiesta “Sistema – Assenzio”.
I difensori dell’indagato, l’8 aprile 2013, rivolsero al G.I.P. istanza di revoca della misura cautelare disposta nei confronti del proprio assistito, evidenziando come dovessero ritenersi nei confronti dell’imprenditore assolutamente insussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione alla contestatagli ipotesi di concorso esterno alla ‘ndrangheta. Il G.I.P., acquisito il parere negativo del P.M. titolare delle indagini, con provvedimento del 12 aprile 2013 rigettò l’istanza.
Avverso il detto provvedimento proposero appello gli avvocati Floccari e Retez, ribadendo l’assoluta estraneità del proprio assistito.
Il Tribunale, riservata la decisione in occasione dell’udienza del 26 giugno 2013, con provvedimento depositato ieri ha accolto l’appello dei difensori e restituito, dopo un semestre, la libertà al noto imprenditore reggino.
Soltanto qualche giorno addietro, l’11 luglio, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal P.M. avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale della Libertà, riconosciute come plausibili le giustificazioni offerte dai difensori rispetto ai fatti in contestazione, aveva rimesso in libertà la figlia di Giuseppe Crocé, Fortunata Barbara, anch’ella tratta in arresto, con la medesima contestazione, al principio di quest’anno.
Entrambi gli imprenditori, padre e figlia, assisteranno quindi all’udienza preliminare, già in programma per il 23 luglio, dinanzi al G.U.P. Dr.ssa Barbara Bennato, in stato di libertà.
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