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Chizzoniti invia dossier al Csm su scarcerazione di Rappoccio

Reggio Calabria 21 luglio 2013 - Ha costruito un vero e proprio dossier Aurelio Chizzoniti, presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria. E lo ha già inviato al Csm perché questa giustizia (quella che si esercita a Reggio) a suo parere “insulta l'Italia intera offendendo l'intelligenza di un bambino”. 

Chizzoniti assicura di avere già inviato il carteggio “al Csm, al procuratore generale presso la Corte di Cassazione e che lunedì sarà partecipato ai vertici della magistratura inquirente e giudicante reggina». Al centro delle doglianze, la scarcerazione del consigliere regionale sospeso Antonio Rappoccio che dopo dieci mesi di arresto, tra carcere e arresti domiciliari, ha usufruito di un giudizio “favorevolmente espresso” da due magistrati costituti in "sub-Procura" all'interno di quella coordinata da Federico Cafiero De Raho.

Il documento sottolinea che i Pm Sferlazza e Musolino - sono loro i due magistrati al centro dell’attacco di Chizzoniti - dopo aver subito l'avocazione delle indagini da parte della Procura generale avrebbero formulato parere favorevole per la scarcerazione di Rappoccio. Chizzoniti, infine, richiama “l'attenzione del Csm e dei vertici nazionali della magistratura anche sull'assoluto disinteresse della Procura in ordine alle diverse intimidazioni subite - anomalo furto dell'autovettura, scardina-mento della porta dello studio, imbrattamento di un'altra autovettura all'interno del garage, minacce di morte - tutte conclude - a conoscenza della Procura che neanche, sotto questo aspetto, ha ritenuto di attestarsi su una posizione di doverosa quanto responsabile prudenza”.




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