CAMBIALI IN BIANCO, VINCOLO DI MANDATO NECESSITÀ = Roma, 21 luglio 2013 - «La rivoluzione democratica del M5S non potrà che introdurre il vincolo di mandato».
Lo scrive Paolo Becchi, il professore vicino al Movimento di Beppe Grillo, su byoblu, il blog di Claudio Messora, responsabile della comunicazione del gruppo M5S al Senato. «Non è infatti possibile - prosegue Becchi - superare la separazione tra governanti e governati senza dare ai cittadini la possibilità di revocare in ogni momento i loro delegati, i quali non sono più rappresentanti in senso stretto, ma semplici portavoce dei cittadini in Parlamento». Si torna dunque su un tema già affrontato da Grillo sul suo blog tra innumerevoli polemiche. Nel mirino l'articolo 67 della nostra Costituzione, che testualmente recita: 'Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".
«Da più parti, in questi mesi, si è sostenuto che questa dottrina sarebbe 'medievalè», scrive Becchi. Che punta il dito contro i partiti, che, a suo dire, hanno «snaturato» il ruolo dell'assenza del vincolo di mandato e della rappresentanza dei cittadini. «La delega - accusa - ora assomiglia a una cambiale in bianco firmata a favore di questo o quel partito. Questo lo vediamo molto bene nel nostro paese. Che senso ha parlare di vincolo di mandato quando i membri del Parlamento sono nominati dai partiti? Insomma, la natura rappresentativa del nostro sistema è già in crisi e con essa il vincolo di mandato».
Lo scrive Paolo Becchi, il professore vicino al Movimento di Beppe Grillo, su byoblu, il blog di Claudio Messora, responsabile della comunicazione del gruppo M5S al Senato. «Non è infatti possibile - prosegue Becchi - superare la separazione tra governanti e governati senza dare ai cittadini la possibilità di revocare in ogni momento i loro delegati, i quali non sono più rappresentanti in senso stretto, ma semplici portavoce dei cittadini in Parlamento». Si torna dunque su un tema già affrontato da Grillo sul suo blog tra innumerevoli polemiche. Nel mirino l'articolo 67 della nostra Costituzione, che testualmente recita: 'Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".
«Da più parti, in questi mesi, si è sostenuto che questa dottrina sarebbe 'medievalè», scrive Becchi. Che punta il dito contro i partiti, che, a suo dire, hanno «snaturato» il ruolo dell'assenza del vincolo di mandato e della rappresentanza dei cittadini. «La delega - accusa - ora assomiglia a una cambiale in bianco firmata a favore di questo o quel partito. Questo lo vediamo molto bene nel nostro paese. Che senso ha parlare di vincolo di mandato quando i membri del Parlamento sono nominati dai partiti? Insomma, la natura rappresentativa del nostro sistema è già in crisi e con essa il vincolo di mandato».

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