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Avellino, quando la morte arriva in pullman e falcia una quarantina di persone

un pullman è precipitato da un viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Bari nella zona di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino e, dopo un volo 25-30 metri, si e' schiantato in una scarpata. Il primo bilancio ufficiale parla di 36 cadaveri estratti dai Vigili del fuoco dalle lamiere dell'autobus e di undici superstiti, tutti feriti, ma è certo che il bilancio è ancora provvisorio. Sull'autobus vi erano una cinquantina di persone, fra 47 e 49, ma il numero preciso non è stato ancora determinato. L'autobus ha sfondato il guard rail ed è precipitato da un'altezza di 25-30 metri, in una scarpata, in mezzo alla boscaglia, in una zona molto impervia.
AVELLINO, LA MORTE ARRIVA IN PULLMAN SULLA NAPOLI-BARI E FALCIA UNA QUARANTINA DI VITE UMANE
L'incidente è avvenuto subito dopo il casello di Avellino Ovest, sulla carreggiata in direzione Napoli, in un tratto in discesa dove già in passato c'erano stati sinistri molto gravi. L'autobus è arrivato in "velocità nei pressi di un rallentamento di traffico, nonostante - secondo la ricostruzione della società Autostrade - fosse segnalato sia dai pannelli a messaggio variabile che dal personale sul posto", e ha tamponato una serie di autovetture, finendo poi fuori strada sul viadotto Acqualonga. 
Domenico Salvatore
AVELLINO-Estate, tempo di vacanze…il mare, la montagna, le città d'arte, i Santuari, le feste patronali, le sagre paesane, i concerti, la pizzeria, il lungomare, il corso, le rimpatriate, i ricordi, la baldoria sino all'alba, il gelato, l'anguria, le 'schiddicchiate', maccheroni col sugo di capra e vino locale di Pellaro, Palizzi, Bianco e Cirò, se non Corvo di Salaparuta, Brunello di Montalcino, barolo, moscato, Chianti. Estate, tempo di gite, di escursioni, di visite guidate, di canzoni…"Un'estate al mare, voglia di remare; luglio col bene che ti voglio, vedrai non finirà; una rotonda sul mare; sapore di sale, sapore di mare; il mare è la voce del mio cuore, è la voce del tuo cuor che ci unisce ancora; per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare; abbronzatissima a due passi dal mare; e chiare sere d'estate il mare i giochi le fate; Quanno spónta la luna a Marechiaro,/ pure li pisce nce fanno a ll'ammore.../ Se revòtano ll'onne de lu mare:/ pe' la priézza cágnano culore.../;Oje né', fa' priesto viene!/ nun mme fá spantecá.../ ca pure 'a rezza vène/ ch'a mare stó' a mená.../ Vide 'o mare quant'è bello,/ Spira tantu sentimento, /Comme tu a chi tiene mente,/ Ca scetato 'o faie sunnà./;Cuando calienta el sol aquí en la playa/ siento tu cuerpo vibrar cerca de mí/ ; ti voglio cullare cullare posandoti sull'onda del mare…"/Estate, 'mostruosi' tempi di incidenti stradali e non solo…La segnaletica c'era e funzionava. Infatti le macchine procedevano a velocità ridotta, ma un pullman carico di pellegrini, per cause in corso di  accertamento procedeva a velocità sostenuta. Questo, comunque, sarà la perizia a stabilirlo. 

Così come, le cause del terrificante sinistro che è costato la vita ad una quarantina di persone. Il primo tragico bilancio, non può essere che provvisorio. Le ipotesi investigative tengono conto di diversi fattori concomitanti…colpo di sonno del guidatore; un calo di pressione; difetto strutturale della carreggiata; segnaletica difettosa od insufficiente; sistema di frenaggio approssimativo; guasto meccanico e perfino le condizioni climatiche, se non atmosferiche, Stante la prima sommaria ricostruzione dell'accaduto, si può immaginare che l'autista del pullman, avendo capito al volo, la gravità del caso, abbia tentato di frenare in qualche modo il veicolo, ma è stato vano. Anzi il mastodonte della strada, nella sua folle corsa verso l'abisso, ha travolto diverse macchine che per avventura, caso o destino si venivano a trovare sulla sua tragica traiettoria. Chi ha avuto la prontezza di riflessi, sia pure con scene di panico e terrore, è riuscito ad evitare l'impatto, magari finendo fuori strada od ai bordi della carreggiata, se l'è cavata per il rotto della cuffia. Una carambola pazzesca ed infinita. Attimi di terrore misto a panico; scroscio di lamiere contorte; crash di fanali e fanalini; strazianti urla di dolore nella notte; gridi di imprecazione, aiuto ed angoscia; ululati striduli di sirene. Scene da un terribile film dell'horror. Ecco come lo descrive il primo lancio dell'agenzia Ansa…"Strage in autostrada nel cuore dell'Irpinia: un pullman è precipitato da un viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Bari nella zona di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino e, dopo un volo 25-30 metri, si e' schiantato in una scarpata. 

Il primo bilancio ufficiale parla di 36 cadaveri estratti dai Vigili del fuoco dalle lamiere dell'autobus e di undici superstiti, tutti feriti, ma è certo che il bilancio è ancora provvisorio. Ai bordi della strada provinciale che si trova sotto il cavalcavia dal quale è precipitato l'autobus, testimoni oculari hanno contato una trentina di corpi coperti da lenzuola. Sull'autobus vi erano una cinquantina di persone, fra 47 e 49, ma il numero preciso non è stato ancora determinato. Si cerca, in particolare, qualcuno che possa essere rimasto schiacciato sotto il pullman o altri possano trovarsi nella boscaglia, sbalzati fuori dal mezzo durante il drammatico volo dal viadotto. I feriti sono ricoverati, tutti in gravi condizioni, nell'ospedale di Avellino e di altri comuni limitrofi. Sono sei donne, due uomini e tre bambini. Proprio i bambini - secondo quanto accertato finora - erano particolarmente numerosi nell'autobus, anche se il loro numero non è stato ancora stabilito. Il pullman, un Granturismo organizzato dalla società Mondotravel, era partito da Telese Terme (Avellino) ed era diretto nel Napoletano. I passeggeri provenivano da Giugliano in Campania, Mugnano di Napoli e Marano e - secondo gli elementi raccolti dai soccorritori e dagli investigatori - erano stati nelle località di culto di Padre Pio, fra le quali Pietrelcina (Benevento). 

L'incidente è avvenuto subito dopo il casello di Avellino Ovest, sulla carreggiata in direzione Napoli, in un tratto in discesa dove già in passato c'erano stati sinistri molto gravi. L'autobus è arrivato in "velocità nei pressi di un rallentamento di traffico, nonostante - secondo la ricostruzione della società Autostrade - fosse segnalato sia dai pannelli a messaggio variabile che dal personale sul posto", e ha tamponato una serie di autovetture, finendo poi fuori strada sul viadotto Acqualonga. L'autobus ha sfondato il guard rail ed è precipitato da un'altezza di 25-30 metri, in una scarpata, in mezzo alla boscaglia, in una zona molto impervia. Fra le prime ipotesi formulate dagli investigatori della Polizia Stradale, vi è anche quella di un guasto al sistema frenante del mezzo. Fra le vittime dell'incidente c'è anche l'autista del pullman." Domenico Salvatore

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